Feb 24, 2024 Last Updated 9:23 AM, Dec 12, 2023
Virginia Cortese

Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

È un po’ come sedersi al cospetto del proprio scrittoio, mentre fuori è buio, e guardare l’ombra degli oggetti illuminati dalla lampada sul piano. Solitamente per scorgere un colore nella sua rappresentazione più autentica, chi scrive, preferisce farlo quando non c’è lo spettro naturale del giorno. Sarà che nell’immaginario lunare, così prediletto, ogni cosa resta nuda solo se manca un “effetto”. Sarà che la presenza danza con l’assenza. Ma possiamo attribuire a quest’ultima, proprio il colore così amato da stilisti, poeti, artisti e visionari di tutte le epoche, cioè il nero?

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«(…) il tempo è l’unico paesaggio che l’uomo, nel suo limite, può abitare con davanti agli occhi l’orizzonte che solo illusoriamente si sposta con il nostro incedere. Di nuovo, il tempo come mescolanza, come strana miscela di erranza e di dimora». Una considerazione stringente che il filosofo Galimberti ci ripropone, e a cui obbediamo, in virtù del fatto che apprezziamo gli infinitesimi squarci di probabilità che in un “periodo” più grande, intendiamo definire come tempo. Ma come ci si regola con gli stessi infinitesimi e dunque, con gli istanti?

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Il sogno - Matisse

Ne “L’interpretazione dei sogni”, Sigmund Freud, il padre della psicanalisi cita lo storico tedesco Konrad Burdach che del sogno ha scritto come «dell’attività naturale della psiche che non viene limitata dal potere dell’individualità, che non viene turbata dall’autocoscienza e nemmeno diretta dall’autodeterminazione, ma è la vitalità dei centri sensoriali che operano liberamente».

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“Il luogo è il limite immobile primo del contenente”. Aristotele (il testo cui ci riferiamo è Fisica) ha sintetizzato così un concetto che ci interroga trasversalmente (ignorando qualsivoglia logica temporale!), ossia quello del “luogo”.

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Le giornate che si susseguono siglano una struttura (logica e di pensiero) di attraversamento, che non può escludere in certe prospettive di visione, concetti imprescindibili, quali la comunità e il potere. Dimensioni senza dubbio coniugabili trasversalmente e che interrogano diverse altre sfere congiunte. Dalla democrazia, alla speranza, dalla responsabilità, all’esercizio della libertà, dalla identità individuale e fino a quella collettiva, comunitaria.

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