Feb 24, 2024 Last Updated 9:23 AM, Dec 12, 2023

Il consenso dei piccoli e per i piccoli In evidenza

Pubblicato in Scrivere
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Parlare ad una platea di bambini partecipi, interessati, entusiasti. Raccontare loro la vita, anche quando è tragica, attraverso la favola, la poesia, la fantasia.

Comunicare per farsi capire al di là delle crude parole della cronaca; comunicare nel modo giusto per arrivare al cuore e alla mente di chi – a 6-7 anni - conosce solo il linguaggio dell'immaginazione, della bellezza, della fiaba.

Raccontare per creare connessioni, empatia, consenso anche su grandi fatti, su temi difficili come l’emigrazione, il soccorso, l’accoglienza, la solidarietà, l’amicizia, l’integrazione.

L’ho visto fare con stupore, compiacimento ed emozione a Gianluca Caporaso.

Ormai affermato scrittore per l’Infanzia. Gliel’ho visto fare tante volte: nelle scuole, nelle biblioteche, negli eventi, persino a casa con i suoi figli. L’ho visto leggere di città fantastiche e di geografie solo apparentemente improbabili; l’ho sentito recitare filastrocche sul tempo, declinato in ogni modo; l’ho ascoltato raccontare - a modo suo - storie fantastiche già note e famose come quella del Barone di Munchausen.

Ma “Il signor Conchiglia”, l’ultima fatica letteraria, edita da Salani e candidata dalla Casa Editrice come proprio titolo al Premio Strega Ragazzi e Ragazze 2023, è un’altra storia. Un’altra emozione, che arriva dal racconto che si fa gioco, coinvolge i piccoli, li rende partecipi e interlocutori, ma soprattutto consapevoli di ciò che ascoltano.

Recepiscono, imparano, riflettono. Li aiuta la delicatezza della favola.

Il Signor Conchiglia narra la storia di Alan Kurdi, il bambino siriano con la maglietta rossa fotografato su una spiaggia turca, dove ha trovato la morte il 3 settembre del 2015, mentre con la sua famiglia cercava di fuggire dalla guerra. Aveva tre anni. Una foto iconica, che ha fatto il giro del mondo, scosso le coscienze e – per un po’ – anche la politica mondiale. Una foto monito sulla tragedia quotidiana anche nei nostri mari. Solo sulla spiaggia calabrese di Cutro sono morti decine di bambini, in uno degli ultimi naufragi.

Nel racconto di Caporaso Alan torna dagli abissi, incontra nuovi amici, vive tante avventure, viaggia in terre lontane e zone incantate. Alan diventa immortale, ma non come in quella tragica foto. La favola diventa fiaba. Il reale sotteso alla favola diventa fantastico. Eppure la consapevolezza – anche dei bambini – che si stia parlando di qualcosa di vero e grande rimane. Si crea il consenso. Tra l’autore e i piccoli lettori; tra la fantasia e la realtà; tra la comunicazione e la narrazione; tra la cronaca e i generi letterari.

È il compito della favola che va oltre. Che non aiuta solo a esorcizzare paure e formulare desideri. Aiuta a conoscere e capire. Alan diventa un amico dei bambini che leggono. Diventa il pretesto della narrazione per lo scrittore. Mette in connessione scrittore e piccoli lettori. Crea un consenso che rimanda ai temi sollevati dal personaggio di quella tragica immagine immortalata da una fotografa su una spiaggia turca.

Quello che si crea è un consenso positivo. Circolare, tra diversi soggetti, ma in grado di arrivare oltre. Una forma di informazione espressa attraverso la letteratura per ragazzi, che non perde la sua veridicità.

Per parlare ai bambini e con i bambini e ottenere il loro consenso ci vuole una capacità che non è solo innata, ma nasce dal saper usare e dosare le parole, dando loro una forma affabulante, fantasiosa e comunque vera.

Questo racconto viene dal mare, dai pesci, dalle conchiglie, scrive lo stesso Caporaso. Parole che richiamano immagini e nascono dalle immagini e che sollecitano il consenso e la voglia dei piccoli di esserci, di partecipare, di capire, calandosi nel racconto, nella gestualità, nelle esclamazioni di gioia, meraviglia, tristezza. Insomma, in tutto ciò che ho visto tra i bambini, che interagivano con Gianluca Caporaso, una sera, in una libreria della mia città, in cui Alan era tornato a raccontarsi

Grazia Napoli

Grazia Napoli

GIORNALISTA

Anche se lavoro da sempre in Tv mi piace plasmare le parole sulla carta. Raccontare è il mio mestiere, ma anche la mia passione.

I libri. Ne ho tanti. Anche doppioni. Non li presto. Sono pezzi di vita. Il mio preferito, “Gita al Faro”. Virginia Woolf la “mia” scrittrice. Nasco anglista.  Finisco giornalista. Dal 2008, affastello pensieri, riflessioni, recensioni e ricordi sul mio sito.  Prende il nome da un mio saggio, ma - col tempo - è diventato molto altro.

Tra cronaca e poesia, trionfa il Teatro. Tutto. Indistintamente.

La musica…beh. Amo Claudio Baglioni! E qui so che il maestro De Giorgi riderà!

Nelle pause: viaggio! Vado alla scoperta del mondo. Ma soprattutto di me stessa!

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