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Mercoledì, 18 Ottobre 2017 21:39

Parlare bene

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“Da un po’ di tempo in Italia va di moda l’omicidio legalizzato. Dovunque, nella nostra penisola, chi più chi meno si diverte a tormentare, seviziare, uccidere.

La vittima? La più derelitta e inerme delle perseguitate, la compagna della nostra vita di cittadini: la lingua italiana.” Con questo icastico epigramma si apre il libro di Alberto Lori, giornalista Rai e notoria voce di documentari e rubriche tv, dedicato al parlar bene l’italiano. La pubblicazione intitolata Speaker.

La comunicazione verbale edita da Rai Eri non è recente, risale al 2000, ma l’attualità delle argomentazioni è assoluta. Oltre ad essere un ottimo manuale per quanti si apprestano a percorrere la carriera di giornalisti, conduttori e presentatori, detentori del modello linguistico perfetto, il libro è un validissimo supporto per coloro che amano parlare bene indipendentemente dalla professione che svolgono.

Alberto Lori, definito il più aristocratico dei presentatori del telegiornale del secondo canale negli anni ’70, affronta la questione della lingua italiana da vero purista scagliandosi contro coloro che quotidianamente commettono “fonocidi” generando confusione e “spargendo veleni” tra “gli incauti ascoltatori”. Contaminazioni dialettali, inglesismi e una sempre più diffusa scarsa conoscenza del lessico italiano stanno minando seriamente il nostro patrimonio linguistico. L’allarme lanciato da Lori non si rivolge solo ai professionisti del microfono, bensì a tutti coloro che svolgono un ruolo importante nella società. Penso agli delle parole, per consegnare ai propri alunni una lingua intonsa e pura. Di esempi di strafalcioni le pagine del libro sono piene zeppe, alcuni davvero esilaranti, ma che gettano ombre sul ruolo di educatore dei mezzi televisivi e radiofonici (aggiungiamo il web).

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Il rischio di necrosi della lingua italiana è costante, occorre porsi un preciso obiettivo: il progresso della lingua italiana. E Lori propone una serie di esercizi sulla corretta pronuncia delle parole e, cosa ancora più importante, ricorda ai lettori alcune regole grammaticali e la storia dell’italiano affinché si venga rieducati alla “bella lingua” e al “bello stile”. “Claimax” al posto del greco “climax”, “aiter” anziché il latino “iter”, “sarplas” invece di “surplus”, “samma cam lod” al posto del latinissimo “summa cum laude” sono alcuni degli orrori registrati dall’autore che farebbero impallidire il più indifferente degli ascoltatori. La verità è che, andando di questo passo, l’italiano finirà per diventare una lingua minoritaria, in barba al Manzoni, al Leopardi e a tutti i grandi letterati e poeti che hanno scritto la storia della nostra patria. La soluzione? Istituire un organismo sulla falsariga del WWF che tuteli la conservazione dell’italiano o aprire un telefono rosso per la salvaguardia della pronuncia. In tutti i casi occorre prendere atto che la lingua nazionale è un bene comune e come tale va tutelata, insieme alla miriade di dialetti che ne compongono l’atlante linguistico.

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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