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Domenica, 23 Ottobre 2016 17:06

Mario Petri: un Ciclone, una gazzella

Scritto da 

LeSerenateDelCi

Quando è nato pesava poco più di due chili, ma era forte, per questo ce l’aveva fatta, altrimenti non sarebbe sopravvissuto.

 

Il10 settembre, alle nove e mezzo del mattino, nella clinica Villa Bianca a pochi passi dal parco Nemorense, Lena diede alla luce una bambina di quattro chili con la testa pieni di capelli rosso scuro.

Chi poteva immaginare che quel 21 gennaio 1922 fosse nato Mario Petri, il grande basso-baritono, famoso cantante di opera lirica e portentoso attore del cinema eroico degli anni ’50-’60? Chi poteva immaginare che quel 10 settembre fosse nata Romana Petri, prolifica scrittrice romana, autrice di ben 15 romanzi vincitori di numerosi e prestigiosi premi letterari nazionali ed internazionali? E chi poteva immaginare di incontrarli tutti e due, padre e figlia, nelle pagine di un libro? La realtà ci ha stupiti, il racconto ci ha affascinati. Stiamo parlando del romanzo Le serenate del Ciclone, edito da Neri Pozza, scritto appunto da Romana Petri e dedicato al padre, Mario Petri. Una favola che è una storia vera in cui si parla non già di resa dei conti, come spesso accade quando i figli scrivono libri sui padri, bensì di amore, di amore puro, forte, intenso, ossessivo, possessivo, quello insomma che ha unito ed unisce Romana al suo papà.

L’opera è divisa in due parti, la prima che inizia con la nascita del padre avvenuta nel 1922 a Perugia, in Umbria, la seconda inizia con la nascita di Romana, figlia di Mario e di Lena, a Roma. Un doppio registro narrativo che caratterizza i tempi e i modi della narrazione: se nella prima parte adotta il narratore esterno, la seconda opta per il racconto in prima persona. Un espediente che porta il lettore ad osservare la crescita del protagonista, dalla nascita alla sua partenza per Roma e ai primi esordi sul palcoscenico, contemplando la bellezza del suo corpo e della sua voce. “Un corpo da leone e un cuore da gazzella” dice di lui Romana perché Mario ha una corporatura massiccia, è altro un metro e 92 centimetri, ha spalle larghe e braccia muscolose, fa il pugile (per questo è soprannominati Ciclone) e forma una banda con i suoi compagni di avventure di cui il Kid, amico inseparabile, è parte integrante e pilastro fondamentale. Ma Mario ha anche due occhi verdi bellissimi e una voce che incanta, la usa per fare le serenate alle fanciulle in procinto di sposarsi, viene ingaggiato dai futuri mariti e spesso si trova a diventare egli stesso l’oggetto dell’amore di queste. Ha anche un animo sensibile, forse fragile, ma è determinato e sceglie di lasciare la provincia per stabilirsi a Roma, sua città amata, in cui comincia a studiare canto e da cui spicca il volo per la sua carriera musicale. Un’ascesa per le doti vocali e per l’impegno profuso, tanti gli amici famosi: Maria Callas, Herbert von Karajan, Tatiana Tolstoj, Sergio Leone e tanti altri che apprezzarono di lui la sincerità e la disponibilità.

Poi incontra una danzatrice, Lena, e si uniscono in matrimonio. Hanno Romana, primogenita, con la quale Mario stabilisce immediatamente un legame speciale. Si sente compreso come da nessun altro, e lei diventa una creatura da proteggere e da cui farsi proteggere. Non è un caso che in apertura la scrittrice co-protagonista abbia scelto due citazioni da “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi Voglio salvare il mio babbo! e da “Moby Dick” di Hermann Melville …e in tutto ciò che è sovranamente bello la forza ha larga parte nell’incantesimo. Un sentimento di protezione raccontato anche dall’immagine di copertina, la piccola Romana che tiene per mano il papà impegnato a ripassare il copione sulle scene del film. Un’istantanea che coglie il sorriso della piccola, un’espressione significativa che esprime al contempo orgoglio e possesso. Il rapporto tra i due si ammanta di fascino e si nutre quotidianamente delle parole dette e sussurrate, dei racconti appassionanti dell’Iliade e dell’Odissea che ogni sera Mario dispensa a Romana bambina: Già la notte tramonta, vicina è l’aurora dita rosate, molta strada hanno già fatto le stelle.

Un romanzo che si riempie di tanti altri personaggi e che attraversa oltre un cinquantennio di storia: si svolge nel frattempo la vicenda dell’Italia fascista, della guerra, della ricostruzione, della democrazia, dei tempi di oggi. Un’epoca di luci ed ombre sulla quale si staglia la vita di un uomo, un grande uomo di cultura, che ha amato tanto la sua famiglia e il suo lavoro e a loro ha dedicato la vita. Un libro appassionato e appassionante che non stanca e che dopo aver chiuso la 590esima pagina lascia a lungo un vuoto letterario.

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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