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Domenica, 25 Ottobre 2015 13:01

L’ignoto ignoto

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scrivere ignoto 1

Mark Forsyth è l’autore di un libello che in 26 pagine racconta tutto ciò che non sappiamo di non sapere sulle librerie. Ossia la grande ricchezza da scoprire tutte le volte che ne varchiamo la soglia. Il saggio, dal titolo L’ignoto ignoto, reca l’eloquente sottotitolo “le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi”. In effetti è proprio così. Io stessa, recatami nella mia libreria di fiducia, se non avessi dialogato con il libraio che mi ha messo nelle mani questo libricino, mai, credo, avrei posato gli occhi sul libro di cui vi sto parlando. Un po’ perché era nascosto da altri volumi più corposi, sistemato dietro al grosso bancone della cassa, un po’ perché ero alla ricerca di qualcos’altro. E proprio in questa meravigliosa ricerca di qualcosa che non sapevo di trovare, mi sono imbattuta in un libro di cui ignoravo l’esistenza.

 

scrivere ignoto 2Lo scrittore inglese, tra i più noti linguisti e commentatori della lingua inglese, parte da un assunto: “ci sono cose che sappiamo di sapere. Ci sono cose che sappiamo di non sapere. Ma c’è anche l’ignoto ignoto, cioè le cose che non sappiamo di non sapere”. Un’affermazione, scrive Forsyth, che lascia perplessa la gente ma che in realtà dice una grande verità. Facciamo un esempio con i libri: ci sono quelli che hai letto, quelli che sai di non aver letto e quelli che non sai di non conoscere. Sicuramente tra quelli che avete letto c’è un Massimo Gramellini o un Fabio Volo (ahimè) o un Andrea Camilleri o una Elena Ferrante o un Niccolò Ammaniti e che ora riposano sugli scaffali della libreria del vostro studio. Tra quelli che sapete di non aver letto e che sono famosi perché li avete già sentiti compaiono gli altisonanti Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust o “Ulisse” di James Joyce o “Guerra e pace” di Lev Tolstoj o altri grandi scrittori che val la pena di leggere. Prima o poi. Basta una ricerchina su internet e li mandi a prendere. Il bello è ottenere ciò che non sapevi che esistesse e, le cose che non sai di non sapere, le trovi altrove.

Comincia così il viaggio di Mark Forsyth (Mark Forsyth) alla ricerca dell’ignoto tra libri curiosi, librerie romantiche, buone librerie. Con il culto della bibliomanzia, l’arte di predire il futuro attraverso i libri, l’autore si diverte ad aprire a caso i libri e leggere la frase che gli compare davanti che, in modo profetico, gli rivela il futuro. E cita vari casi famosi che si sono affidati alla bibliomanzia, da San Francesco d’Assisi al poeta Robert Browning. La voglia di appagare il desiderio di trovare il libro giusto porta il nostro ad immaginare di entrare bendato in una libreria e, allungando una mano come fosse un fantasma, di trovare il libro fantastico. Ma l’espediente, piuttosto improbabile, potrebbe rivelarsi rovinoso, così gioca di fantasia: trovarsi in una piccola stradina di un paese mai visitato prima ed entrare in un negozio appena scoperto. Lì dentro c’è un solo libro, con la copertina molto semplice: è quello che gli svelerà tutti i segreti dell’universo. Grazioso spunto per un racconto!

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Ma dov’è allora questo ignoto ignoto? Il libro migliore, l’ignoto ignoto, è sul tavolo in fondo alla libreria. Quello in alto sullo scaffale, nell’angolo, a portata della tua mano. E’ lì che ti aspetta già da un po’, la sua copertina è invitante, prendilo, puoi sfogliarlo, annusarlo, toccarlo. Lo puoi fare. Anzi lo devi fare. Grazie e-book, grazie a voi le librerie sono tornate ad essere più affascinanti di prima.

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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