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Sabato, 12 Marzo 2016 11:33

Gli Instapoeti e l’arte della parola

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La mia biblioteca è ricca di libri di ogni tipo, dai romanzi ai saggi ai libri per bambini e per ragazzi, a quelli di scuola, alle “vecchie” enciclopedie, a quelli di storia locale. Ci sono anche quelli introvabili, usciti dalla produzione, trovati nei mercatini di antiquariato e in polverose librerie che ad una prima occhiata non daresti un soldo. E invece rivelano sorprendenti tesori. Ciò che manca alla mia libreria è la poesia. Ho scoperto con rammarico, volendo scrivere qualcosa sulla poesia, che non ho molto. E allora ho fatto una scappata in libreria, quella più vicina a casa mia, e anche lì, con sommo rammarico, non ho trovato granchè. A parte Pablo Neruda, Alda Merini e pochi altri grandi nomi non c’è molto. Il mio intento di contribuire alle celebrazioni della Giornata mondiale della poesia istituita dall’Unesco nel 1999 non è però caduto nel vuoto. Dopo varie ricerche tra gli scaffali e le pile di libri ben accatastati ho optato per il web alla ricerca di libri di poesie. Ho scoperto che la poesia è poco venduta poiché considerata un prodotto editoriale destinato a una nicchia piuttosto colta. Ma le cose non vanno poi così male perché sta emergendo una nuova generazione di poeti: gli Instapoets, letteralmente gli Instapoeti, che pubblicano sui social network i loro versi in particolare su Instagram e Tumblr.

scrivere instapoets 2Leggo su www.ilpost.it che negli Stati Uniti gli Instapoets hanno raggiunto un pubblico piuttosto numeroso, che solitamente si tiene alla larga dai libri di poesia, ma che ha comprato i loro quando sono stati pubblicati. Su tutti il caso di Tyler Knott Gregson, un poeta e scrittore americano di 34 anni del Montana, che “dal 2009 pubblica ogni giorno le sue poesie su Instagram, dove ha 263mila follower, e su Tumblr, dove ne ha quasi 300mila. In sette anni è diventato, come lo definisce il New York Times «l’equivalente letterario di un unicorno: un poeta celebre che vende alla grande». Il suo primo libro, Chasers of the Light (in italiano “Quelli che inseguono la luce”) – pubblicato nel settembre 2014 da Perigee Books, di Penguin Random House – è stato un best seller e ha venduto più di 120.000 copie cartacee. Ad ottobre ne ha scritto un altro libro, All the Words Are Yours, stampato in una prima edizione di 100 mila copie, che ha raggiunto il terzo posto della classifica Nielsen sui dieci titoli di poesia più venduti negli Stati Uniti, superando opere di Dante, Omero e Khalil Gibran.” Insomma il caso Gregson allontana l’immagine romantica dei poeti ma assicura lunga vita alla poesia. Di Instapoets che quotidianamente postano i loro versi sui social ce ne sono tanti, magari non tutti valgono di essere pubblicati, o almeno letti visto l’uso del selfpublishing, ma almeno si dilettano con un’attività creativa che rischia l’appiattimento. E’ per questo che l’Unesco ricorda il 21 marzo di ogni anno che l'espressione poetica ha un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo interculturale, nella comunicazione e nella pace. “M’illumino d’immenso!”

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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