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Lunedì, 05 Gennaio 2015 10:05

Cosa aspettarsi da un pubblicano di nome Levi e un evangelista di nome Matteo

Scritto da 

luciano scaccaglia foto 2Non è facile spiegare il Vangelo, bisogna avere fede. Non è facile raccontare degli Evangelisti, bisogna comprendere le “anime” della Chiesa. Non è facile scrivere sull'Evangelista che ha dipinto Gesù come un rivoluzionario, un rivoluzionario originale, un rivoluzionario nell'amore. Per citare Pier Paolo Pasolini, regista de “Il Vangelo Secondo Matteo”: 'mi sembra un'idea un po' strana della Rivoluzione questa, per cui la Rivoluzione va fatta a suon di legnate, o dietro le barricate, o col mitra in mano: è un'idea almeno anti-storicistica. Nel particolare momento storico in cui Cristo operava, dire alla gente 'porgi al nemico l'altra guancia' era una cosa di un anticonformismo da far rabbrividire, uno scandalo insostenibile: e infatti l'hanno crocifisso. Non vedo come in questo senso Cristo non debba essere accepito come Rivoluzionario'. Don Luciano Scaccaglia nel suo libro “Un pubblicano di nome Levi, un evangelista di nome Matteo” riesce perfettamente a descrivere la “Rivoluzione” che Matteo attribuisce a Gesù. Lo spiritualismo concreto di cui parla Matteo non è un ossimoro ma è l'elevazione dell'uomo verso Dio attraverso le azioni della vita terrena. Non esiste gesto della vita quotidiana che non elevi l'uomo verso Dio. Non è solo la preghiera ma anche la manifestazione di amore puro e disinteressato verso il prossimo ad avvicinarci a Dio.

Il libro di Don Luciano Scaccaglia apre gli occhi del lettore su questo aspetto importante fornendo nozioni teologiche fondamentali per comprendere la Parola senza fraintendimenti, attraverso una analisi logica e razionale che lascia poca speranza alle chiusure mentali. La Parola di Gesù, trascritta da Matteo racchiude un messaggio di AMORE. Amore di un figlio che si è fatto uomo e si è affidato alla volontà del Padre. Amore verso il prossimo, che vede il figlio di Dio sceso tra gli uomini come messaggero di PACE. Come spiega don Luciano Scaccaglia, citando Ireneo di Lione (II sec. dC) l'evangelista Matteo è rappresentato con l'immagine di un uomo, l'essere più nobile del creato. Non a caso il Vangelo di Matteo comincia proprio con la descrizione della genealogia di Gesù, come a dimostrare che Gesù si è fatto uomo e come uomo, tra gli uomini predica la pace, la misericordia, la carità, la fratellanza e la povertà (soprattutto la povertà!) che sono “doti” contemplate nelle BEATITUDINI. Cito le stesse parole che Padre Alex Zanotelli ha usato nella prefazione del libro “Il Gesù Matteano emerge in particolare nelle Beatitudini...Nelle Beatitudini Matteo offre alla comunità un maniera di vivere alternativa a quella dell'Impero Romano... Non deve essere stato facile per la comunità di Matteo viverle queste Beatitudini e forse anche la Chiesa di oggi è lontana dal viverle nell'odierno Impero del Denaro”. Don Luciano Scaccaglia lo spiega in modo diretto: “Le Beatitudini non sono un complesso di leggi e di norme... neppure un elenco di doveri cristiani da presentare a Dio. Celebrano invece la priorità della Grazia liberante di Dio che sceglie i poveri per realizzare il suo disegno di salvezza”. Un messaggio forte, che va oltre la spiritualità cattolica fondendosi con i principi laici di uguaglianza e fratellanza. Gli stessi principi che sono stati letti, accolti e interpretati da Pier Paolo Pasolini, ateo per sua stessa ammissione, nel film “Vangelo Secondo Matteo”

 


 

Questo a sottolineare come, l'uomo che ha raccontato Gesù sia stato capace di dettare principi etici universali che l'umanità intera è invitata a cogliere e perseguire. Il libro “Un pubblicano di nome Levi, un evangelista di nome Matteo” fornisce una interpretazione analitica e oggettiva del Vangelo “per scoprire la parola di Dio al di là delle incrostazioni culturali”.

 

Per info:

Don Luciano Scaccaglia

Comunità Santa Cristina, Parma

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Anna Chiara Blasi

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