Dec 07, 2021 Last Updated 7:57 AM, Dec 1, 2021

Quanto pesiamo se siamo leggeri? In evidenza

Pubblicato in Scrivere
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Una domanda che fa il paio con quelle di senso che riguardano il peso dell’anima come quello del corpo.

Delle risposte efficaci, chi scrive, le ha trovate nel testo “La via della leggerezza. Per perdere peso nel corpo e nell’anima” (Mondadori), un testo che rappresenta un manuale, una indicazione, una precisa (e trasversale) fotografia del concetto di leggerezza.

 

Una ricerca specifica che nasce a seguito di una passeggiata in un bosco e quindi di diversi incontri, meditazioni e confronti tra Franco Berrino, Daniel Lumera ed Enrica Bortolazzi, rispettivamente un medico ed epidemiologo, un riferimento internazionale nella pratica della meditazione e una giornalista e insegnante di yoga.

L’indagine analitica si dirama in un decalogo che guarda alle Disarmonie dell’anima, ai Codici del grasso corporeo, alla Leggerezza come forma di intelligenza, alla Catarsi, alla Leggerezza dello spazio, al Giorno perfetto, al Mettere le ali all’anima, alla Cura del Bosco, al Processo del nutrimento e per finire alle Ricette della leggerezza.

Come avviene il processo generativo della leggerezza?

Si legge in premessa: “Le ispirazioni più autentiche e profonde avvengono quando meno le cerchiamo, quando la nostra mente è libera, leggera, intensamente presente e disponibile al miracolo della vita. (…) Così come accade nella scienza e nella storia, può anche capitare che un ricercatore dello spirito, camminando lungo il sentiero della consapevolezza, alla ricerca della bellezza, della pace e della gioia, scopra casualmente un sublime stato di leggerezza esistenziale”.

Spesso il desiderio istintuale di abbracciare la leggerezza diviene esigenza stringente; un processo di virtù, si intuisce, che passa inevitabilmente da alcuni elementi imprescindibili, atteggiamenti, predisposizioni e visioni.

Si pensi, in primo luogo, al digiuno.

“Il digiuno dagli alimenti pesanti, dai pensieri pesanti, dai veleni emozionali, dalle abitudini di vita sedentaria”.

Si digiuna, verosimilmente, anche dai consumi e dai meccanismi di compensazione e rappresentazione. Cosa si deve evitare per raggiungere l’obiettivo della leggerezza?

“La smania di consumo di cibo della società occidentale contemporanea non trova certamente le sue cause nella necessità dell’organismo di ricevere un surplus nutritivo. Mangiamo, il più delle volte, per stress, mancanza di affetto, solitudine, paura, inerzia, noia. La scorpacciata diventa una forma di vizio e trasgressione per riempire vuoti esistenziali apparentemente incolmabili. Il percorso di alleggerimento del grasso è di consapevolezza di sé stessi e del proprio mondo interiore, un cambiamento del personale modo di pensare, sentire, vivere e assaporare non solo il cibo, ma anche le relazioni e l’esistenza”.

Come farlo? Senza dubbio, con intelligenza.

“Il vocabolo deriva dal latino intelligere (capire, comprendere) ed è composta dal verbo legere, preceduto dall’avverbio intus (dentro). Sapere andare oltre l’apparenza, dunque, e comprendere ciò che esiste in profondità, oltre il visibile”. Ovunque e in noi stessi, aggiungeremmo.

Il paradosso che spiega il senso ultimo della vita di ogni uomo risiede proprio nel suo rapporto con l’invisibile. “Ciò che conta (pensieri, idee, emozioni, impressioni) non passa al vaglio degli occhi. È importante comprendere come avere accesso, colloquio costruttivo e nutrimento con l’invisibile. La nostra esistenza terrena dipende dalla comunione e dall’interconnessione con le altre creature e con l’ambiente”.

Un viaggio di ri-scoperta, di attenzione, di discernimento. Con qualche ricetta salva-vita (in senso ampio!), con un preciso glossario (di termini e di emozioni) che consigliamo vivamente a quanti vogliano conoscere esattamente il proprio peso. Quando si sentono leggeri.

Virginia Cortese

Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

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