May 09, 2021 Last Updated 7:14 AM, Apr 27, 2021

La giusta distanza

Pubblicato in Racconti Inediti
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Il racconto che segue è il frutto di un lavoro “comunitario” su whatsapp. Ai tempi del coronavirus il laboratorio di scrittura “La Bottega dello scrittore” prosegue la sua attività virtualmente, e, seguendo il tema scelto per questo numero della rivista, ha chiesto ai suoi componenti di cimentarsi nella redazione di un breve racconto come se fosse una staffetta. Il primo racconto “La giusta distanza” è stato scritto da quattro artigiani, il secondo da una sola. Buona lettura!

 

 

Piotr saliva verso la porta della città. La strada percorreva le pendici degli Urali, in un bosco di querce e lecci. La strada era coperta da un tappeto di foglie morte d’autunno. Piotr pensò agli splendidi autunni sul mar Baltico. Era molto distante da casa sua, a molte leghe dalla sua amata Pietroburgo, da quella sulla prospettiva Nevsky dove aveva lasciato la sua amata Irina.

Chissà se avrebbe mai rivisto i riflessi infuocati del sole al tramonto sulla cupola della basilica del sangue versato o la regale facciata del Palazzo dell’Hermitage. Ripensò ancora a Irina e alle feste nelle notti bianche d’estate appena trascorsa in cui era nato il loro amore, pensò ai suoi occhi azzurri e ai suoi capelli biondi, alla sua risata argentina.

La voce del suo accompagnatore lo scosse dai suoi pensieri «Professore siamo arrivati…»

Scese dalla carrozza che lo portava nella sconosciuta cittadina capoluogo di distretto minore ai confini della sconfinata Siberia. Ripensò alla sua vita fino a quel momento e si chiese se avesse messo la giusta distanza tra ideali e le necessità reali della vita, perché a quel momento tutto sembrava confuso.  

Poche settimane prima aveva ricevuto la comunicazione dell’Ufficio organizzativo del Ministero dell’Istruzione che gli comunicava la sua nuova sede di lavoro, la lontana Ivdel’.

Il viaggio si era rivelato oltremodo scomodo e faticoso con cambi continui di mezzi i quali percorrevano una strada che assecondava le caratteristiche del clima e del territorio come un fiume si modella per forma e velocità secondo gli ostacoli, le gole, le pianure che attraversa per raggiungere, esausto, il mare.

Piotr si interrogava sul senso del suo percorso professionale: avrebbe potuto restare a San Pietroburgo e restare un benestante, sicuro, ma insoddisfatto professore di storia della letteratura russa. Gli ultimi anni lo avevano stranamente svuotato: l’aria frivola della grande città aveva lentamente spento ogni sua ambizione culturale. Per questo aveva accettato quella cattedra in un paese così lontano e isolato.

Era circondato di bellezza e di magnifica arte, ma avvertiva un vuoto, una mancanza, un’assenza. Incominciava a sentire una strana sensazione, le distanze enormi della grande città si erano improvvisamente ridotte.

Il vuoto che sentiva da tempo, sminuendo i suoi interessi culturali, aveva ceduto il posto ad una sensazione che risvegliava la voglia di scoprire. La città ricca di monumenti aveva iniziato a stimolare il viaggio interiore di Piotr. Avvertiva in quella città gli odori, si gli odori delle persone che gli passavano accanto, una percezione dimenticata da tempo...

Incominciò ad intuire che la sostanza era in lui. Che non bisognava guardare lontano ma accanto a sé.

Edoardo Angrisani

Filippo Orlando

Rossella Aicale

Alberto Bellini

La Distanza

Una coltre di nubi sprigiona la scrosciante pioggia e una bufera si insinua nel cielo oscurando la luna, i tetti, le strade. Il fragore di un tuono in lontananza e il bagliore dei lampi turbano Emy. Avvolta nel lungo cappotto nero, bagnata fradicia e confusa, affretta il passo alla ricerca dei suoi cari affetti. Alza lo sguardo al cielo imprecando a bassa voce:

- Dove sono? Perché sono uscita? –

E’ buio. Le strade sono deserte. Non voci, non rumori, non respiri. La tempesta troneggia nel silenzio. Per un attimo l’assale la paura, quella paura che ben presto cede il passo alla speranza. Intravede lontano, molto lontano le luci di casa come fiammelle sferzate dal vento. Si scuote Emy, apre la sua anima al buio, il cuore alla fragilità del suo corpo. Rantola la sua voce.

Non esiste distanza per ritrovare il cammino, per ritrovare il calore, l’amore, l’abbraccio dei propri cari. Sorride Emy e pur smarrita vaga per la lunga e sconosciuta strada, conscia che la distanza è vicina.

Emma Salbitani

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