May 09, 2021 Last Updated 7:14 AM, Apr 27, 2021

Una partita speciale

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Le vigne che circondavano il paese di Alice avevano le foglie colorate di rosso e di arancio e i raggi di sole di un fine ottobre, ancora caldo, regalava agli occhi degli abitanti di Valle Antica una luce speciale.

 

Ogni mattina Alice apriva la finestra e lo spettacolo di colori le inebriava il cuore. Si respirava un’aria frizzante e in lontananza si ergeva maestoso, tra immense distese di ulivi, un castello che fu del grande Federico di Svevia. Immagini di cortigiane e musiche medioevali accompagnavano voli di falchi pronti per la caccia.

Quella mattina, quando Alice aprì la finestra, respirò più a fondo. Sapeva che le sarebbe servito più ossigeno per potersi ricaricare per quello che sarebbe stato un giorno speciale.

In lontananza, i rintocchi delle campane della chiesa madre facevano già eco ed una gioia pervase il suo cuore. Dalla cucina arrivava un profumo di scorza di limone e cannella, ingredienti tipici dei dolci della festa patronale. Ben allineati, i suoi dolci preferiti la invitavano a gustare quei sapori che, nonostante i tanti anni trascorsi lontano, non aveva dimenticato perché impressi nella memoria di bambina.

Salutò la mamma con un bacio e uscì attraversò i vicoli del paese. Conosceva ogni angolo, ogni pietra ed ogni storia umana che aveva abitato in quei vicoli. Le finestre ornate di piante accompagnavano il suo percorso e non mancavano i saluti degli abitanti di Valle  Antica che conoscevano Alice fin dalla nascita.

Dopo gli studi Alice era tornata in paese e per poter aggregare i giovani, oramai pochi, aveva costituito una squadra di calcio femminile. Non fu facile ma ci riuscì con ottimi risultati e quel giorno doveva essere disputata una partita del campionato che ogni anno si svolgeva tra i paesi della Valle degli ulivi in occasione della festa patronale.

Quando arrivò in piazza Alice fu accolta dalle sue ragazze con il calore di sempre e tutte insieme si incamminarono per raggiungere il campo. Portavano la bandiera di Valle Antica e il vento muoveva l’antica torre raffigurata sul vessillo. Uno stuolo di ragazzini le seguivano cantando slogan tra risate e abbracci.

Alice conosceva bene le sue ragazze e gli sguardi che ciascuna di loro emanava non la lasciarono indifferente. Arrivarono al centro sportivo e la gioia e il sostegno per le squadre faceva eco di voci nei cieli di Villa Antica. Si respirava una gioia indescrivibile fino a quando la voce preoccupata della capitana riferì di un gesto vandalico: la bandiera della squadra avversaria era stata bruciata.

Un velo di tristezza scese su tutti i partecipanti, Alice vedeva venir meno tutto il lavoro svolto con la sua squadra all’insegna dei valori dello sport, della lealtà, dell’amicizia. Ma il suo intuito la portò a voltare lo sguardo in direzione di una ragazza che quella mattina non emanava luce di gioia. I loro sguardi non si incontrarono infatti, al contrario, la ragazza si voltò e abbassò il capo.

Alice capì tutto e volle parlare con lei. La ragazza ammise la colpa e pianse capendo il dolore che aveva provocato a tutti. Decise insieme alla sua allenatrice di non meritare quella partita, di non meritare quella gioia, ma doveva correre ai ripari e fu così che insieme alla sua squadra andò a porgere le sue personali scuse alle avversarie.

«Ho bruciato la vostra storia, le vostre vite e ne sono rammaricata. È per questo che vi chiedo di accompagnarmi per le vie del vostro paese, tra i vicoli, tra i sapori e i profumi della vostra cucina, tra i vostri anziani, affinché io possa sentire le storie di vita che hanno dato origine alla vostra città. Le vorrei prima raccogliere nel mio cuore e poi in un libro che intitolerò: Una partita speciale

La proposta fu accolta con tanta commozione. Le ragazze si abbracciarono, il campionato continuò con serenità e dal quel giorno visitarono tutti i paesi della Valle degli ulivi ascoltando storie e stringendo mani di rughe e di vita.

Rossella Aicale

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