Oct 05, 2022 Last Updated 6:31 AM, Oct 4, 2022

The World of Banksy – The immersive experience In evidenza

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«Non so perché le persone siano così ansiose di sbandierare i dettagli della propria vita privata; dimenticano che l’invisibilità è un superpotere». (Bansky)

 Torino. Sala degli Stemmi. Stazione Torino Porta Nuova. Intraprendo questo nuovo itinerario lasciandomi guidare dagli occhi. Decido che la mia guida debba essere lo sguardo e la sua capacità di cogliere l’inedito, l’insolito, l’inusuale. Cammino per le strade di Torino da esploratrice, mi godo le soste, gli appostamenti, studio le traiettorie, misuro i passi. È una splendida giornata primaverile, di quelle che sostengono ogni iniziativa volta allo stupore.

 

La curiosità è la molla che mi spinge ad andare a vedere la mostra di Banksy, l’artista sconosciuto più famoso al mondo, e il fascino che questo street artist misterioso suscita mi stuzzica particolarmente.

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Non sono andata lì con l’idea di lasciarmi catturare dalla bellezza o dalla straordinarietà delle opere, ma con l’intenzione di andare alla ricerca di qualcosa che mi lasci un segno proprio perché il concetto dell’arte è segno!

La particolarità di tutte le sue opere è il messaggio dipinto, anche con linguaggio ironico, di quanto accade intorno a noi… e devo dire la verità, trovarsi lì, di fronte alla chiarezza di quei linguaggi, mi ha lasciata riflettere e mi ha spiazzata per la semplicità iconica che trovo essere molto più efficace delle bombe di parole che tutti tentano di lanciare.

Essere colpiti da ciò che si vede o si osserva, vuol dire essere passivi, inermi… motivo per cui tutte le azioni del guardare sono un andare attivamente alla ricerca di un qualcosa. Le opere di Banksy sono una miniera di sorprese fatte di messaggi comunicati da chi non ha parole, da chi subisce, da chi commette reati, da chi non sa cosa sta facendo, da chi, inconsciamente produce dolore…insomma, c’è un mondo da scoprire attraverso i suoi graffiti!

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Un percorso di oltre 130 opere che si è aperto il 25 febbraio e proseguirà fino al prossimo 24 luglio e che racconta la storia del suo autore. Nato probabilmente all’interno del gruppo di artisti di strada Barton Hill Youth, Bansky imprime i suoi messaggi sociali attraverso i murales realizzati in strade, muri e ponti di tutto il mondo. “Le sue opere, eccentriche e incisive, danno modo di riflettere sul sistema e sulla società in cui viviamo e sono un simbolo di lotta e di protesta in un mondo in cui spesso gli interessi economici prevalgono su quello che dovrebbe essere il bene delle collettività” si legge nel comunicato della mostra.

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