Dec 07, 2021 Last Updated 7:57 AM, Dec 1, 2021

La tranquillità pensosa di Gaetano Ligrani In evidenza

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Zenith 2020

Zenith, 2020

C’è un senso di pace nelle opere di Gaetano Ligrani, una sorta di ordine che traspare dalle sue composizioni pulite e luminose. Nel riquadro della tela realizza l’equilibrio perfetto tra la forma e la sostanza. In essa trasferisce la sua esperienza professionale, da architetto a pittore, per lui la fase della composizione è importantissima. Prima viene quella, si tracciano le linee, si formano le prospettive, si costruiscono le proporzioni. Poi viene l’arte, si trasmette l’anima, si dà voce alle sensazioni, si comunica un modo di stare e di essere. Geometrie armoniche che alternano spazi vuoti a spazi pieni, che creano contrasti tra tinte forti e tinte tenui, che contrappongono architetture misurate a figure plastiche. Linee semplici, essenziali, disposte su più piani che permettono di vedere dentro e fuori l’opera, dentro e fuori l’artista. Un gioco di silenzi, di paesaggi muti, di parole sospese, di attese infinite, di sguardi all’orizzonte. Il moto gentile del mare e la fissità composta delle presenze, elementi costanti e rassicuranti. Una forma e la sua sostanza. Il paesaggio e l’uomo.

Forse 2020

Forse, 2020

È l’equilibrio tra lo stare e l’essere, è la trasposizione del concetto di benessere, dello stare bene nei luoghi raffigurati dall’arte. È la calma espressa dal mare, di un azzurro intenso, che si unisce al cielo terso, di un celeste via via più forte. È la tranquillità pensosa della donna seduta sulla panchina bianca, schiena appoggiata al muro e sguardo perso nei pensieri, anche lei vestita di azzurro, ritratta nel triangolo di sole che si apre su di lei. È poi la quiete della spiaggia deserta, inanimata, segnata da due scie più chiare. È infine l’attesa della barca lasciata sull’arenile. Il paesaggio assolato di Zenith si contrappone a quello minaccioso di Forse, anche qui il mare, anche qui il silenzio. La presenza è questa volta rappresentata da una assenza: un telo lasciato sul muretto bianco, unico elemento che esprime movimento con le sue pieghe, appoggiato temporaneamente prima di essere utilizzato o dopo essere stato usato. Il cielo questa volta esprime turbolenza, inquietudine, nuvole cariche si addensano pronte a scaricare tempesta. Ancora antitesi tra quiete e tensione, tra stare e essere.   

Silence at noon, 2021

Silence at noon, 2021

Silence at noon. Ritratta di spalle, una donna vestita di bianco osserva il mare. Il suo profilo si scorge attraverso una serie di volte bianche che disegnano la nuda struttura, ampia e possente, in un alternarsi di luci e ombre, di sfumature di grigi. Si avverte il caldo di mezzogiorno, ma anche la brezza che viene dal mare. Il senso di attesa espresso da questo quadro, come anche dagli altri, non coincide con il sentimento della malinconia o della solitudine, piuttosto di una calma sospesa che sa di pausa, di interruzione dalla routine quotidiana. Ha il sapore di una promessa quest’opera, si attende un arrivo, una parola data e che forse sta per prendere forma. Forse. La sospensione resta il carattere di questi quadri del pittore lucano andando oltre le comuni aspettative.

Beyond 2020

Beyond, 2020

Oltre. È il titolo di quest’ultima opera, Beyond, che si misura con un concetto che ha a che fare con lo spazio e con il tempo. Ma non solo. Sulla tela è rappresentato un bambino che gioca sull’altalena all’interno di una struttura architettonica aperta e sorretta da colonne e archi. Il suo dondolare avanti e indietro sospeso nello spazio è uno spingersi oltre la propria dimensione terrena. È un invito a valicare i confini della perfezione, a lasciarsi andare alla gioia fanciullesca, a sperimentare l’ebrezza del vuoto e dell’altezza. Andare oltre la finitudine della vita, andare oltre per perdersi nell’effimero gioco dell’esistenza, provare ad andare oltre per vincere le proprie paure. Sullo sfondo c’è sempre il mare a rimettere ordine allo scombussolamento che il moto giocoso ha provocato e a rassicurare l’avventore di turno.

Gaetano Ligrani, in arte Gali, pensa ai colori da utilizzare prima di comporre. Una scelta ponderata, che rigetta l’uso di tinte forti caratterizzanti la sua fase artistica precedente. Ora predilige i toni tenui, il bianco, la scala di grigi, il giallo paglierino, le sfumature del blu. Il bianco e il blu sono i protagonisti di questi ultimi lavori, i colori dell’eleganza e della ricercatezza. Il bianco è ricorrente, dona luce al dipinto e contrasta bene con il colore del mare e del cielo. Un’antinomia di tinte che ha il vanto di riprodurre un’atmosfera che sa di surreale e di metafisico. Un’arte senza fronzoli ma non per questo povera, essenziale e profonda che catapulta l’osservatore in nuove e mistiche dimensioni.

Eva BonitatibusGaetano Ligrani

Gaetano Ligrani

La passione per l’arte di Gaetano Ligrani nasce da lontano, è un amore che c’è da sempre, tanto che, piccolissimo è fatalmente attratto da tutto ciò che riguarda matite, colori, e fogli di carta da disegno.

I suoi studi volgono al design e all’architettura. Dal 1972 inizia con successo le inerenti attività lavorative effettuando incursioni che gli ottengono stima e consensi anche nei campi della grafica e dell’arte. Già l’arte, la pittura, la scultura, un sentimento radicato che cova come brace ardente alimentato da un’innata esigenza estetica che lo spinge a ricercarla nelle opere altrui oltre che nelle proprie.

Per lunghi anni, nel chiuso silente del suo studio procede per sperimentazioni, prove, tentativi abbandonati o ripresi e portati a termine, ricerca, analizza metodologie e forme espressive nella ricerca di sé stesso o meglio del suo essere estetico.

L’attività di designer e architetto, lungi dall’essergli state nocive, gli aprono nuovi orizzonti nell’uso dei materiali che egli usa apparentemente con disinvoltura ma che in realtà sono scelti con faticosa selezione.

www.gaetanoligrani.com

Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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