Jan 17, 2021 Last Updated 2:41 PM, Dec 24, 2020

Istanti di letture In evidenza

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Che Robison Crusoe scoprì in un istante come contare il tempo dopo essere naufragato su un’isola sconosciuta, la dice lunga sull’importanza del suo fluire. L’eroe del romanzo di Daniel Defoe ci apre le porte alla rubrica che invita i nostri lettori a scegliere le proprie letture. Il tema legato al tempo, l’istante appunto, ci ha tracciato la strada per i nostri consigli sui libri da leggere in questo periodo. Tra thriller, romanzi e saggi c’è un bel ventaglio di proposte, spetta solo a voi la scelta!

Buone letture!

 

L'istante presente

frammento

di Guillaume Musso

Editore: La Nave di Teseo

Thriller. Per pagarsi gli studi di recitazione, Lisa lavora in un bar di Manhattan. Una sera conosce Arthur, un giovane medico di pronto soccorso che sembra avere tutte le carte in regola per piacerle, e Lisa in effetti ne rimane subito affascinata. Ma Arthur nasconde una storia che lo rende diverso da chiunque abbia incontrato prima d’ora: possiede un faro, ricevuto in eredità dal padre, una torre battuta dai venti in riva all’oceano nelle cui acque suo nonno è misteriosamente scomparso alcuni decenni prima. Il dono gli è stato fatto a una condizione: Arthur non deve aprire la porta metallica della cantina. Malgrado la promessa fatta al padre, il giovane non trattiene la sua curiosità, spalancando la porta su un terribile segreto da cui sembra impossibile poter tornare indietro. Riuscirà l’amore per Lisa a dargli la forza necessaria per superare le insidie di una folle corsa contro il tempo?

L'istante largo

largo

di Sara Fruner

Editore: Bollati Boringhieri

Macondo, quindici anni, quoziente intellettivo da capogiro, lettore vorace con il mito di Sherlock Holmes e Martin Mystère, una passione inconfessata per la Bea, vuole scoprire che cosa c'è davvero nel suo passato. È una zona buia troppo grande per ignorarla, ma l'amatissima nonna, l’anticonformista artista cilena Roçío Sánchez, che pur conosce ogni verità, è determinata a rivelargliela solo dopo il traguardo dei diciotto anni: nel frattempo custodisce ciò che c'è da custodire dentro una scatola inaccessibile, lassù, sull'ultimo scaffale del suo studio. Animo da detective, e scatola fuori portata, Macondo comincia un’indagine personale, raccogliendo indizi e aneddoti che carpisce dalla tribù di amici di Roçío spesso radunati a casa loro, e dai foglietti che la nonna gli scrive strappandoli da un blocchetto che porta sempre appeso al collo: un intervento alla gola le ha portato via la voce e lei rimedia così, matita alla mano. Macondo scoprirà presto di portare inscritto nel nome ben più del senso di solitudine ispirato dal paese inventato da Gabriel García Márquez: nel suo nome è racchiusa tutta la sua storia. La sua ricerca d'identità diventa allora un cammino sia verso se stesso, sia verso chi lo ha amato, un percorso che lo conduce fino all’Istante largo, soggetto di un quadro della nonna, ma soprattutto epifania di un momento che apre le porte della consapevolezza: la famiglia non è necessariamente una struttura costruita a priori, ma può assumere le forme più diverse, spuntare in situazioni in cui i legami di sangue non ricoprono alcun ruolo, diventare uno spazio immenso per chi ama.

L'istante e il frammento. Estetica del racconto nel primo Novecento

frammento

di Laura Talarico

Editore: AlboVersorio

Nel periodo di intensa sperimentazione, di riconfigurazione radicale di tutto il panorama letterario che fu il modernismo primo-novecentesco, due fenomeni si profilano in modo particolarmente evidente. Per un verso, una diffusa e approfondita riflessione sui momenti privilegiati di conoscenza intuitiva, le joyciane epifanie; per altro verso, una metamorfosi profonda, accompagnata da un'inarrestabile ascesa nella gerarchia dei generi letterari, del racconto breve in prosa, la short story. Colpisce la centralità senza precedenti dell'istante e del frammento. Esiste una connessione tra i due? E, se esiste, è rilevante per comprendere la rivoluzione delle forme che segnò quella stagione creativa? Il libro si propone di tracciare un'ipotesi interpretativa che possa contribuire a rispondere a queste domande.

Anatomia di un istante

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di Javier Cercas

Editore: Guanda

Un romanziere come Javier Cercas vuole raccontare in forma di romanzo il tentativo di colpo di stato del 23 febbraio 1981 in Spagna. Scopre, però, che "per una volta la storia è stata coerente, simmetrica e geometrica, e non disordinata, casuale e imprevedibile", che quella realtà possiede in sé "tutta la forza drammatica e il potenziale simbolico che esigiamo dalla letteratura". E allora decide coraggiosamente di rinunciare, o forse di fingere di rinunciare, alla fiction per fare l'"anatomia di un istante" ed esporre i fatti: quelli che videro il colonnello Tejero entrare armi in pugno nel parlamento di Madrid. Ma i "nudi fatti" non sono per nulla semplici: sono anche la loro interpretazione e il loro racconto. Ciò che Cercas vede in quell'istante cruciale, mentre le pallottole dei golpisti fischiano nelle Cortes e i parlamentari cercano riparo sotto i banchi dell'emiciclo, sono tre uomini - il primo ministro Adolfo Suàrez, il tenente generale Gutiérrez Mellado e il segretario del partito comunista Santiago Carillo - simbolo di valori diversi e perfino opposti, che rimangono seduti ai loro posti a sfidare il golpe. Nel suo racconto, quel loro gesto dà senso alle rispettive traiettorie esistenziali, illuminando al contempo un'epoca, un Paese e il suo futuro.

Istanti fatali. Quando i numeri hanno spiegato il mondo

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di Umberto Bottazzini

Editore: Laterza

Umberto Bottazzini, matematico di fama, in questo libro individua gli istanti fatali che hanno punteggiato la riflessione sui numeri, quegli istanti che, nel corso del tempo, hanno segnato l’emergere e l’affermarsi di numeri e concetti matematici fornendoci la chiave per decifrare il mondo che ci circonda, svelandone i misteri. Ne viene fuori il racconto di un moltiplicarsi di ‘istanti’, ciascuno dei quali è l’esito di storie che si intrecciano e si separano per poi ritrovarsi e definire elementi fondanti della nostra cultura. Qual è l’istante fatale della scoperta che esistono grandezze come la diagonale e il lato di un quadrato che non sono tra loro commensurabili? È quello in cui lo scriba babilonese incide la figura su una tavoletta 1750 anni a.C.? O quando Ippaso di Metaponto rivela il segreto dei Pitagorici? O quando un brahmino affida per la prima volta a un sulvasutra l’approssimazione di quel rapporto indicibile per poter costruire gli altari di Agni, il dio del fuoco? E qual è l’istante in cui si scopre che il rapporto tra una circonferenza e il suo diametro è anch’esso un numero irrazionale? Nelle tavolette babilonesi o nei papiri egizi di duemila anni prima di Cristo? Nelle approssimazioni di pi greco di Archimede o quelle dei moderni che si affaticano a trovare sempre nuove cifre decimali?

Eva Bonitatibus

Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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