May 22, 2022 Last Updated 6:10 PM, May 19, 2022

Patrimonio genetico, il canone unico In evidenza

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Quante volte avete sentito le mamme dire: “mangia la verdura he ti fa bene”, “non mangiare troppe uova che fanno male”, “bevi il latte a colazione, aiuta le ossa”. Sarà vero? Soprattutto, sarà vero per tutti? E la nostra famosa, appetibile, dieta mediterranea che tanto ci inorgoglisce all’estero; è davvero salutare? Beh, sicuramente è deliziosa al palato, ti viene l’acquolina al solo pensiero; chi può dire il contrario!

 

Dunque, se la risposta alle mie domande è sì; perché la stessa “dieta” non funziona per tutti? Perché alcuni si gonfiano mangiando delle verdure e altri no? Perché alcuni hanno disfunzioni omettendo l’uso della carne?

Le risposte a chi si interroga sui canoni classici della nutrizione le ha date nell’ultimo ventennio, e più, “la teoria della dieta dei gruppi sanguigni e le combinazioni alimentari”, prima con il dottor James D’Adamo, seguito dal figlio Peter, e dal nostro italiano dottor Mozzi.

Già nel 1957 il dottor James D’Admo diede ai suoi pazienti la stessa dieta e osservò che reagivano in maniera diversa. La sua spiegazione, dopo diverse analisi fu che, poiché il sangue è la principale fonte di nutrimento per i tessuti, gruppi sanguigni diversi reagiscono o meglio metabolizzano diversamente le sostanze ingerite. Dunque non possiamo alimentarci tutti secondo canoni medici nutrizionali standard. Propose così diversi piani alimentari, basati sul gruppo sanguigno, e iniziò a osservare i miglioramenti, continuò a perfezionarlo arrivando così alla stesura de libro “One Man’s Food”.

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Questo fu un incipit per il figlio Peter, il quale dirige il Centro d’Eccellenza di Medicina Generativa presso l’Università di Bridgeport, dove si laureò, e dove insegna appunto Medicina Generativa e introduzione all’individualità biochimica. Egli continuò, e lo fa tutt’oggi, la ricerca del padre; lo scopo era di stabilire se ci fosse una correlazione tra malattie e gruppi sanguigni. Proseguendo con gli studi arrivò a stabilire che alla base del collegamento ci sono le lectine, cioè una famiglia di proteine che reagiscono in maniera diversa in base agli antigeni dei gruppi sanguigni. È quando si formano grumi difficili da espellere che si creano infiammazioni. Generano intolleranze, attivano il nostro sistema immunitario, che le percepisce come nemici. Una questione di incastri, ma si scoprirà in futuro che c’è di più. Nascono così per sua mano Eat Right 4 Your Type (L’alimentazione su misura, 7 milioni di copie vendute e tradotto in 50 lingue), e Live Rght 4 Your Type (La salute su misura) dove si osserva l’abbinamento con un corretto stille di vita, sempre a seconda del proprio gruppo sanguigno. Inutile dire che la conoscenza completa della mappatura genetica (anni 2000) porta il dottor P. D’Adamo ad affermare la dieta genotipo con la pubblicazione The Genotype Diet nel 2007 (Mangia come sei), e nel 2016 La Vera Dieta dei Gruppi Sanguigni.

A James D’Adamo si rifà anche il nostro dottor Mozzi, che dall’alto dell’Appennino Emiliano conduce le sue ricerche, sebbene su un campione più ristretto di pazienti e su etnie meno eterogenee di quelle osservabili in America, arriva comunque ad osservare gli stessi collegamenti tra gruppo sanguigno e alimentazione. È solo quando le reazioni dell’organismo non vengono ascoltate che con il tempo arrivano a manifestare patologie. Dunque il vuoto della consapevolezza di chi siamo, il non ascolto del nostro corpo, ci porta ad avere patologie, le quali sono già scritte nei nostri geni, semplicemente aspettano dei catalizzatori per manifestarsi, e da silenziose e inattive diventano rumorose e dolenti. Il dottor Mozzi, pertanto, afferma che la vera prevenzione è la nostra alimentazione e il nostro stile di vita, che gli screening sono delle metodologie, strumenti che monitorano, ma non bastano. Bisogna comprendere che siamo parte integrante della natura e da essa dobbiamo reimparare a vivere per stare meglio.

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Nel suo libro La Dieta del Dottor Mozzi afferma, riferendosi alla sua vita a Mogliazze, «in questa realtà montana mi sono accorto di quanto le stagioni, la temperatura, le precipitazioni condizionino la disponibilità di alimenti durante l’anno. Ho imparato molte cose anche grazie a un’attenta osservazione delle abitudini alimentari degli animali domestici e selvatici e del ciclo stagionale delle piante. C’è sicuramente una ragione se la natura mette a disposizione i carboidrati (sotto forma di fruttosio o amido) in estate e la vitamina C (come nel caso della rosa Canina) in inverno. Sono giunto alla conclusione che l’uomo, come tutti i mammiferi della Terra, dovrebbe utilizzare questi alimenti in determinati momenti dell’anno». Queste affermazioni sono cannonate per la grande distribuzione, e gli assetti economici mondiali, che ci permettono di avere quello che desideriamo in qualunque periodo dell’anno e in qualunque parte del mondo. Sempre seguendo la logica della dieta dei gruppi sanguigni, poiché le malattie si vogliono prevenire, e non curarle con i farmaci della medicina classica, non sarebbe meglio stabilirne le cause, invece di curare l’effetto? Questa suona come una seconda cannonata ai grandi colossi farmaceutici e dintorni; ecco spiegato il perché di così tanto entusiasmo nello screditare, o nel tentare di farlo, questa teoria. Se si prende in considerazione una riflessione del dottor Antonio Banaldi, esperto in sanità pubblica, e con oltre 20 anni di esperienza come direttore di importanti aziende sanitarie, non è che ci si possa fidare molto. Egli afferma: «La medicina è ritenuta da molti una scienza, da alcuni addirittura esatta, e come tale deve rispettare i canoni e i principi del metodo scientifico. Sul fatto che gli interventi medici dovrebbero tenere conto delle migliori conoscenze scientifiche, sono tutti d’accordo, ma nella quotidianità le cose non sono proprio così; solo l’11% di oltre 3000 prestazioni cliniche di uso corrente si fondano su chiare prove d’efficacia. Dunque gran parte di ciò che costituisce l’odierna medicina non si basa affatto su prove scientifiche. Sensazionali annunci di cure miracolose sono spesso smentiti da studi successivi».

In conclusione cosa ci costa provare su di noi se i dottori che sostengono la teoria dei gruppi sanguigni non hanno torto? Ognuno di noi è diverso dall’altro, sia geneticamente, che per migliaia di variabili che interagiscono con noi durante la nostra vita. Chi ci conosce meglio di noi? Quali sono le nostre sensazioni digestive e non. Impariamo ad ascoltarci e stabiliamo i “nostri canoni”. Sperimentiamo su noi stessi e osserviamo gli effetti, con lo spirito critico e onesto di poter dire se sono benefici o meno; solo così saremo in grado di capire se siamo sulla strada giusta oppure no.

 

Di Francesca Soloperto

Francesca Soloperto

Dilettante Fotografa

Mi faccio catturare da tutto ciò che mi da emozione e immagazzino nel mio Io.

Sono curiosa verso tutto ciò che può insegnarmi qualcosa.

Sono curiosa verso l’Arte qualunque essa sia perché penso che sia espressione di un altro Io, dunque porta alla riflessione e al confronto, perciò crescita.

Considero il “Viaggiare” una forma di Educazione al Sapere e al saper Vivere, aspiro dunque a girare il Mondo…così da poter poi affermare: “ ho conosciuto, ho vissuto!”.

Cos’è per me la fotografia?

“Se guardando la foto questa mi da la stessa emozione che ho provato scattandola allora è lei, diversamente la cancello”.

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