Dec 07, 2021 Last Updated 7:57 AM, Dec 1, 2021

Da stretta forma di realtà a sorridente consapevolezza In evidenza

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È quando soffia il vento dell’Est che la realtà cambia forma, una grigia infanzia si trasforma in mille colori e rigidi personaggi in inaspettati e dinamiche personalità. La metamorfosi inizia con l’arrivo della donna che come mezzo di trasporto usa l’ombrello e riesce a far entrare tutto in una borsa di pezza, il sogno di ogni donna! Il metro segna sempre e solo un’altezza per lei: “praticamente perfetta”, è una donna che “sgriderà un bambino per aver indossato un cappotto in una stanza calda, ma anche una che porterà i bambini di cui si prende cura a un congresso di mezzanotte di animali allo zoo e in un pomeriggio in giro per il mondo”. Chi non avrebbe voluto una tata così? L’adorabile Mary Poppins della Disney! Beh tutti avremmo voluto che la stanza si riordinasse con uno schiocco di dita e le medicine assumessero un sapore diverso dall’amaro. Ma poi quando vai ad indagare sulla vera storia che ha fatto sì che questo personaggio nascesse, ti accorgi, che a differenza di quello che è accaduto a te, l’infanzia di qualcuno è stata così piena di lacrimevoli eventi che Mary Poppins è stata una buona e sana scusa per evadere dalla realtà.

 

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Ho sempre associato Mary Poppins a Londra, all’Inghilterra, in realtà la sua idea è nata in Australia, precisamente a Maryborough in Queensland. Io l’ho scoperto quasi per caso mentre mi dirigevo con il mio compagno verso Hervey Bay per andare a osservare il passaggio delle balene verso sud, quaggiù ci prepariamo a dare il benvenuto all’estate. È stata in quell’occasione che mi sono imbattuta in un cartellone pubblicitario per turisti che invitava ad andare a visitare il giardino di Mary Poppins. Le domande sono state lecite: perché? Qual è il collegamento? La prima cosa che ho fatto, perché ormai siamo tutti vittime della tecnologia, ho “googolato” il nome, e in tutta risposta è uscito fuori che la scrittrice Helen Lyndon Goff conosciuta con lo pseudonimo di Pamela Lyndon Travers aveva ricevuto i natali proprio lì, il 9 agosto 1899, in quella cittadina del sud-est del Queensland, che nella seconda metà del 1800 era famosa per avere uno dei maggiori porti dove gli immigrati, soprattutto europei, approdavano.

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Presa dalla curiosità, sono andata a visitare la casa natale dell’autrice e ho investigato sulla sua vita, ed è proprio così che ho realizzato come i personaggi degli otto romanzi che vedono protagonista la tata più “cool” di sempre, abbiano assunto la propria forma e personalità rispecchiando amici e persone di vita vissuta. È infatti proprio la prozia, Helen Morehead (zia Ellie), la musa ispiratrice di Mary Poppins, che si prende cura di lei pagandole anche gli studi; quella prozia, che quando erano piccole andava spesso a farle visita, è ben descritta nel libro “Aunt Sass”, ma poiché “ha unito verità e finzione” come afferma Coonan nel 2014 in un articolo del Guardian, «nessuno è in grado di dire quali parti sono reali e quali no… ma le storie hanno certamente elementi autobiografici».

La stessa famiglia Banks dei romanzi è una versione riformata della famiglia di Travers. Il signor Banks, infatti, è un impiegato della banca, proprio come il padre dell’autrice, che era arrivato dall’Irlanda per sposare la frivola Margaret Agnes Morehead, figlia di un ricco proprietario terriero che coltivava canna da zucchero. Sembrerebbero quei matrimoni combinati dell’aristocrazia anglosassone, un’unione di urla di richiesta di salvataggio nell’alcol da parte del marito, e rifugi silenziosi nella depressione da parte della moglie. È stato questo nocivo ambiente familiare a contribuire a dar vita a Mary Poppins, quella fantasiosa bambinaia, che a volte accorreva in aiuto della scrittrice e delle sue sorelle, riconducile alla prozia Ellie.

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La scrittrice inizia a dar forma a una diversa realtà, o meglio, si avvale della fantasia per alleviare la cupa infanzia delle sorelle più piccole, inizia dunque a raccontare loro le divertenti avventure di una strana governante che si chiamava Mary Poppins. Doveva per forza permettere alle sorelle e a sé stessa di evadere da quella triste forma di vita che la vide orfana di padre a soli 6 anni, e più tardi di madre, la quale non seppe mai riprendersi dal dolore fino a trovare pace nel suicidio.

Dunque Mary Poppins è proprio colei che fa avvenire un vero e proprio cambiamento della realtà, nonostante i personaggi fossero facilmente riconducibili a conoscenti; questo avveniva solo per il periodo del racconto, e sempre con insegnamenti che sarebbero stati preziosi per la vita futura, ma sorridere era sano. Inoltre, a queste sorelline bisognava dare una linea da seguire sulla strada della vita.

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Se poi vogliamo approfondire ancor di più il concetto di metamorfosi del personaggio, possiamo dire che Mary Poppins “subisce” una duplice variazione: da zia Ellie a Mary Poppins, da Mary Poppins dei romanzi a Mary Poppins di Walt Disney. Sono note le controversie per oltre 20 anni tra la scrittrice e la Disney, infatti il produttore voleva a tutti i costi mettere in scena le avventure raccontate in quei romanzi che facevano brillare gli occhi alla figlia, ma la paura della Travers le dava la forza di non cedere i diritti. Come si afferma, sempre in un articolo del Guardian, il turbamento più grande dell’autrice era che «avrebbero reso sentimentali i suoi racconti freddi e oscuri della vita dell’asilo edoardiano», infatti non a caso la signora Banks nel film è una frivola suffragetta, sapeva bene che la Disney voleva evidenziare il cambiamento dei tempi. Alla fine firmò l’accordo con la clausola dell’approvazione della sceneggiatura.

Non digerì mai come la Disney “diluì” la sua Mary Poppins severa e dura, benché protagonista di strane storie, in dolce e amorevole. Di questo vi è testimonianza in parte nella corrispondenza tra i due, conservata nella biblioteca di New South Wales, in Australia e nella biografia “Mary Poppins, She Wrote” di Valerie Lawson.

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Ad ogni modo, prima della sua morte avvenuta il 23 aprile del 1996, Travers affermò che non le importava più analizzare eccessivamente le fiabe come Mary Poppins, poiché avrebbe tolto molto alla storia. Secondo lei «la prima cosa che devi fare con una fiaba è amarla e tenerla dentro di te, analizzarla mi sembra una volgarità». Forse voleva denunciare quanto fosse stata oltraggiata la sua bambinaia.

In conclusione, quello che ho imparato, cercando di nutrire la mia curiosità, è che la fantasia permette la trasformazione di una stretta forma di realtà alla quale non bisogna porre limiti in quanto ci permette di sorridere con consapevolezza.

Di Francesca Soloperto

Francesca Soloperto

Dilettante Fotografa

Mi faccio catturare da tutto ciò che mi da emozione e immagazzino nel mio Io.

Sono curiosa verso tutto ciò che può insegnarmi qualcosa.

Sono curiosa verso l’Arte qualunque essa sia perché penso che sia espressione di un altro Io, dunque porta alla riflessione e al confronto, perciò crescita.

Considero il “Viaggiare” una forma di Educazione al Sapere e al saper Vivere, aspiro dunque a girare il Mondo…così da poter poi affermare: “ ho conosciuto, ho vissuto!”.

Cos’è per me la fotografia?

“Se guardando la foto questa mi da la stessa emozione che ho provato scattandola allora è lei, diversamente la cancello”.

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