Dec 08, 2022 Last Updated 3:12 PM, Nov 24, 2022

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All’armonia è dedicata la ripresa delle attività editoriali della rivista. E suona più come un auspicio alla concordia futura che un richiamo all’umana convivenza. Nel bel mezzo di scenari che non accennano a placarsi, nei grandi come nei piccoli contesti, gli stessi che avevamo lasciato la scorsa estate accomiatandoci dai nostri lettori, constatiamo amaramente che continua ad esserci un clima di prevaricazione, rivalsa, pretesa, offesa, violenza. Volendo evadere per il tempo della scrittura di questo nuovo numero, che dà il via alla nuova stagione, desideriamo proporvi isole di pensiero dominate dalla ricerca dell’armonia perduta.

 

Un viaggio, ad esempio, nello spazio che la musica crea tra la mente e il cuore. Un’intercapedine lungo la quale scivolano e si fermano per un tempo imprecisato le sensazioni, le più forti, che la summa di suoni prodotti dagli strumenti e dalle voci riescono a generare. Per vivere un’esperienza totalizzante vi invitiamo, ad esempio, ad immergervi nell’ascolto della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi. Meglio sarebbe in una sala da concerto, in caso contrario andate su You Tube o su Spotify, mettete le cuffie e alzate il volume. Il suggerimento cade sull’esecuzione della Berliner Philharmoniker e del Chor des Bayerischen Rundfunks diretti dal Maestro Riccardo Muti (potete ascoltarla al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=qlXUpFJSysA). E mentre il Dies Irae annuncia il “Giorno dell'ira, quel giorno che / dissolverà il mondo terreno in cenere” la musica esalta il dolore travolgente e inconsolabile per una perdita. In questo caso è Verdi che piange la scomparsa di Alessandro Manzoni, al quale lo univano i valori risorgimentali di libertà e giustizia. Oggi sembrerebbe una storia lontana, eppure così distante non è. La sua composizione è maestosa, le sue esplosioni sonore colpiscono dritte nel petto, i suoi lampi di luce inchiodano alla poltrona. E il turbamento che provoca è totale. E pur esprimendo la drammaticità del momento, il Requiem è un esempio di armonia universale tra gli oltre duecento musicisti che suonano e cantano sul palco. “E dunque quando il giudice si siederà, / ogni cosa nascosta sarà svelata, / niente rimarrà invendicato.”

Un viaggio nel viaggio è quello concepito dal poeta greco Costantino Kavafis. “Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.” La sua poesia, Itaca, concede al viaggiatore lo stato di grazia in cui i sentimenti di gratitudine e di pacificazione convivono e il respiro dell’orizzonte stringe un patto con l’attesa. Circumnavigare il mondo, godere la traversata senza ambire alla meta, surgere tutto ciò che l’attraversamento offre. È anche questo un attimo di armonia che bisogna augurarsi duri a lungo nel tempo. E se durante il viaggio volete immergervi nelle parole del poeta, il consiglio è di collegarvi al seguente link:  https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=Hm8HdggmtQs. Potrete ascoltare Itaca, la navigazione fatta di attese, di paure, di nuove conoscenze, di nuovi approdi, di nuovi equilibri.

L’armonia come elemento di coesione e di equilibrio tra le forze dell’universo è un tema caro alla letteratura classica e si identifica come una sorta di legge di amore universale che domina il mondo e che permette all’uomo di superare una condizione diffusa di sofferenza e di dolore. Così in Foscolo, che ci tende una mano, c’è un forte richiamo all’armonia che produce effetti positivi sulla convivenza civile e sulla concordia fra i cittadini. Ciò che invitiamo a rileggere, perché aiuta in questa particolare fase storica (senza voler a tutti i i costi attualizzare i classici) sono Le Grazie, i tre Inni che cantano le divinità figlie di Venere alle quali si ascrive il compito di portare l’armonia nel mondo per il tramite delle arti. Secondo lo scrittore tra i più lucidi interpreti dei cambiamenti del suo tempo, le arti rappresentano infatti il veicolo e lo strumento che regolano i rapporti tra governanti e popolo, rappresentano la verità con equilibrio.

A questa armonia, intesa quale concordia tra gli uomini, noi tutti tendiamo. E aspiriamo.

Eva Bonitatibus

Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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