May 09, 2021 Last Updated 7:14 AM, Apr 27, 2021

L’ottimo luogo non è in alcun luogo In evidenza

Pubblicato in Editoriale
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Nell’ultimo anno della rivista ci siamo raccontati intessendo con le parole una sottile trama che ci ha tenuti insieme e ci ha sorretto durante il suo attraversamento. Come camminando su un ponte tibetano, abbiamo con prudenza appoggiato i piedi prima su un gradino e poi sull’altro, sbirciando, per quanto possibile, il vuoto che si apriva tra le intercapedini, e aggrappandoci, anche questo per quanto possibile, ai cavi sospesi insieme a noi.

 

Con l’aiuto delle parole abbiamo definito un fitto reticolato di rappresentazioni che erano l’espressione autentica delle nostre inquietudini, un atlante di topoi che hanno caratterizzato questa epoca e le sue voci. Ci siamo costruiti inconsapevolmente una mappatura dei nostri pensieri, dei nostri turbamenti, dei nostri affanni fissando punti precisi sulla grande cartina del 2020. Una mappa emozionale in cui hanno preso il posto di città e luoghi, sentimenti e stati d’animo. Universi narrativi paralleli che hanno transitato in mezzo al nulla, alle maschere, alla distanza, all’equilibrio, nella rete, tra confini, dentro la comunità e il suo potere, nell’arte senza sede, nel sogno, negli istanti, tra i colori, nella meraviglia, lungo inediti percorsi. Questa la nostra geografia di simboli e immagini da cui è nato un piccolo glossario, la sintesi delle nostre peregrinazioni che di seguito vi proponiamo.

Nulla: come significato in-significante, come vuoto che ci circonda, come alternativa all’essere, un estuario che incessantemente mena come affluente all’essere, una diversità ambigua. La dicotomia tra l’essere e il non essere.

Maschere: nascondimento, dissimulazione, finzione. Fragili, molteplici, frammentate identità. Insieme di significati si mescolano dando vita ad una manifestazione terza. Un’altra realtà. Un’altra narrazione, che nasce da un racconto precedente e più antico. Per celare, trasformare e ri-leggere la realtà.

Distanza: correlato al concetto di memoria che allontana, annienta legami e relazioni. È ciò che separa il prossimo dal lontano. Si manifesta come una imposizione, “non frequentare luoghi dove sono molte persone”. Si rivela un sacrificio. È il modo in cui il pensiero può abitare il linguaggio.

Equilibrio: altra dimensione, nuovi scenari. Ricerca incessante, riconfigurazione della vita. Illusione, assenza di cambiamenti, immobilità.  

Rete: sporgenza cui aggrapparsi, nuova dimora del popolo, infrastruttura digitale sociale. Spazio di relazione, di complessità. La trama delle nostre esistenze. Riflesso di natura più squisitamente di prospettiva in un gioco incrociato di destini.

Confini: è spesso null’altro che una linea d’ombra. Ciò che separa e nel contempo ciò che unisce. È “s-confinamento” intellettuale, morale, sentimentale e letterario.

Comunità e potere: Libertà e responsabilità per la piena affermazione della irrinunciabile dignità, dell’irrinunciabile primato di ciascun individuo, da armonizzare con l’obiettivo del bene comune.

Arte senza sede: “dissoluzione di confini” verso nuove forme di cultura.

Sogno: in esso è nascosto il passaggio verso l’eternità. Sogno come desiderio, auspicio e speranza. Simbolo e magia per camminare verso una società più vera, accogliente ed inclusiva.

Istanti: non pare affatto quella brugola, quella vite, quella rotella di scappamento, quell’infinitesimo rubino o la punta del perno del più minuscolo bilanciere che vi alloggi senza mai trasformar l’attrito in polvere di metallo nel calibro del più minuscolo orologio da tasca per signore; pare francamente una cosa ancora enorme.

Colori: il colore è Cultura. Domina anche i contenuti. Definisce luoghi, emozioni, atmosfere. Aiuta la metafora. Descrive sensazioni e sentimenti partendo da un oggetto. Il colore si fa poesia e narrazione. Si fissa sulla tela degli impressionisti francesi. Si espande dalle note imperiose del Romanticismo wagneriano, come dalle vibrazioni inconfondibili del Rock contemporaneo.

Meraviglia: è stupenda ‘fragilità’ umana di sentir-si al mondo, è il sentimento di straordinaria consapevolezza di esseri pensanti e ‘provanti’. La meraviglia è la comunicazione di un vissuto, di un’esperienza in cui si esprime una forma di sorpresa per qualcosa che non ci si aspettava.

Percorsi: le personali strategie, le individuali formule di sogno. Che sia una scintilla per tutti, una esortazione (non priva di magia!) a rimettersi sulla strada. A ribaltare destini. A riaprire una finestra incuriosita su ciò che verrà. A riprogrammare una destinazione.

Sono i temi sgorgati a fior di labbra e riversati su queste pagine per un racconto collettivo nel tentativo di riconfigurare e rivisitare i fondamenti della nostra razionalità anelando, ancora oggi, al ripristino di una socialità perduta. E mentre tiravamo linee e disegnavamo promontori, ci siamo resi conto che già altri prima di noi avevano utilizzato questo metodo per raccontare i propri viaggi interiori dando sfogo a luoghi immaginari straordinari.

Alle mappe abbiamo affidato questo numero della rivista che intende inglobare, raccogliere e porgere i suoi nuovi contenuti. Raccontando mondi diversi, offrendo sguardi esclusivi, fornendo una bussola contro gli smarrimenti o per favorirne di straordinari.

L’importante è sapersi orientare.

Eva Bonitatibus

Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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