Jan 17, 2021 Last Updated 2:41 PM, Dec 24, 2020

Cultura “a colori” In evidenza

Pubblicato in Editoriale
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Il colore in fondo non esiste. È la nostra percezione della luce, che si riflette, in determinate forme, sugli oggetti. Eppure domina la realtà, si insinua nella nostra mente, si associa ad emozioni, paure, sentimenti.

 

In periodo di pandemia, il colore, graduato dal giallo al rosso, passando per l’arancione, definisce il rischio e la diffusione del virus e finisce per entrare, prepotentemente, nel decalogo delle nostre vite. Nelle accezioni di restrizione o libertà.

Ma, per fortuna, il colore è altro. Se vogliamo, anche il colore è Cultura.

Ecco perché abbiamo voluto declinarlo pensando all’Arte, alla Letteratura, alla Musica, alla Poesia. Per restituire a chi legge una tavolozza, che è Vita.

Il colore, sin dal Medioevo ha influenzato l’Arte. È entrato nell’arte. Con l’Oro delle prime rappresentazioni Sacre – da cui deriva anche la superstizione del mondo dello spettacolo legata al colore Viola, quello dei paramenti sacerdotali in Quaresima – alle feste di popolo del Carnevale, in cui i colori si moltiplicano: negli abiti, nei coriandoli, nelle maschere simbolo del Teatro, il cui colore è il Verde, lo stesso della Follia, secondo il drammaturgo francese Antonin Artaud.

Se il Teatro ha un colore che lo connota, il verde appunto, la Letteratura ha nei colori una chiave di lettura. Già nei generi: il “giallo”, il thriller che prese la denominazione dalle edizioni con le copertine di questo colore; il nero, per il “noir”, una sorta di giallo più truculento; il “rosa” per la letteratura sentimentale, che oggi si preferisce chiamare chick-literature.

Ma il colore domina anche i contenuti. Definisce luoghi, emozioni, atmosfere. Aiuta la metafora. Descrive sensazioni e sentimenti partendo da un oggetto. Per esempio un fiore. Chi non ricorda il gelsomino notturno di Pascoli, il bouquet di Mrs Dolloway mentre attraversa le strade di Londra, i versi de i Fiori del Male di Baudelaire?

Il colore si fa poesia e narrazione. Si fissa sulla tela degli impressionisti francesi. Si espande dalle note imperiose del Romanticismo wagneriano, come dalle vibrazioni inconfondibili del Rock contemporaneo.

Ognuno può costruire un percorso di “colori narranti” attraverso ciò che ha letto, ciò che ha visto in un museo, seguito e ascoltato sul palco di un Teatro o di una sala concerti.

Noi ci proviamo in questo numero di “Gocce”.

Grazia Napoli

Grazia Napoli

GIORNALISTA

Anche se lavoro da sempre in Tv mi piace plasmare le parole sulla carta. Raccontare è il mio mestiere, ma anche la mia passione.

I libri. Ne ho tanti. Anche doppioni. Non li presto. Sono pezzi di vita. Il mio preferito, “Gita al Faro”. Virginia Woolf la “mia” scrittrice. Nasco anglista.  Finisco giornalista. Dal 2008, affastello pensieri, riflessioni, recensioni e ricordi sul mio sito.  Prende il nome da un mio saggio, ma - col tempo - è diventato molto altro.

Tra cronaca e poesia, trionfa il Teatro. Tutto. Indistintamente.

La musica…beh. Amo Claudio Baglioni! E qui so che il maestro De Giorgi riderà!

Nelle pause: viaggio! Vado alla scoperta del mondo. Ma soprattutto di me stessa!

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