May 09, 2021 Last Updated 7:14 AM, Apr 27, 2021

Le maschere rivelano

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Dedichiamo il numero 82 della nostra rivista al tema della maschera intesa non solo quale elemento legato alle tradizioni carnascialesche bensì ai più ampi significati di nascondimento, dissimulazione, finzione.

 

Un triduo che, ben oltre i tre giorni, investe l’essere umano e lo caratterizza dalla nascita alla morte. La filosofia come la letteratura ci insegna che ognuno di noi si nasconde dietro tre maschere: quella che mostra, quella che ha e quella che crede di avere. Nulla di più complicato se si pensa che ad ogni circostanza dobbiamo ricordare quale delle tre indossare.

Problemi che non si fanno i più piccoli, per i quali mascherarsi significa ancora e soltanto divertirsi, giocare e fare scherzi. In una parola: Carnevale. Ma sarà proprio così? Ho voluto approfondire ed ho rivolto questa semplice domanda ad un gruppo di bambini di 5 anni. Le loro risposte, candide e vere, mi hanno rinfrancata e riscaldato il cuore. Sono parole che profumano d’incanto, che mostrano una prospettiva pulita, che hanno il suono delle bocche sdentate. Alla domanda dunque «cosa vuol dire mascherarsi?» loro mi hanno risposto così:

Lorenzo: «Quando mi maschero mi sento forte e fragile al tempo stesso».

Mattia: «Mi sento bellissimo, molto forte e mi so anche difendere».

Mauro: «Mi diverto a diventare cattivo».

Chiara: «Divento più dolce».

Elena: «Mi sento bella e felice».

Gabriele: «Nessuno mi riconosce».

Il gioco innocente di diventare un’altra persona, di sperimentare nuove identità, di divertirsi ad essere altro da sé si trasforma in un gioco spesso perverso, che poco a che fare con il puro divertimento. Ai più piccoli basta mettere una mascherina, il vestito dell’incredibile Hulk o della principessa di turno per sentirsi invincibili e affascinanti, ai più grandi non bastano i tanti volti che devono indossare tutti i giorni per sentirsi allo stesso modo. Ma il tema è complesso ed articolato ed abbiamo provato ad approfondirlo dai vari punti di vista della rivista.

Dall’origine della maschera al significato del Carnevale, dal valore del travestimento in filosofia alla sua accezione in letteratura, dalle maschere antropologiche nel mondo a quelle di Tricarico in Basilicata, tanti sono gli spunti che ci proponiamo di trattare. Nell’augurarvi una buona lettura vi lascio con le parole di Jim Morrison:

“È meglio essere odiati per ciò che siamo, che essere amati per la maschera che portiamo.”

Eva Bonitatibus.

Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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