May 09, 2021 Last Updated 7:14 AM, Apr 27, 2021

Il Nulla solido e l’Essere liquido

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Essere o Non essere. Questo è il problema.

 

Non solo una vexata quaestio, nemmeno una squisita categorizzazione ontologica.

Ma un principio, un’alternativa di senso.

Necessaria, come l’esigenza di affermarsi, oggi o anche domani, in un universo che si liquefa, sotto la spinta brutale del necessario. O del non bello.

Verità come Bellezza. Nulla come in-significante.

O per dirla con Gilles Deleuze, “il senso non è mai soltanto uno dei due termini di una dualità che contrappone le cose alle proposizioni, i sostantivi ai verbi, le designazioni alle espressioni, poiché è anche la frontiera, il filo di lama o l’articolazione della differenza tra gli uni e gli altri, poiché dispone di una impenetrabilità che gli è propria e nella quale si riflette; egli deve svilupparsi in se stesso, in una nuova serie di paradossi, questa volta interni”.

Ma se i paradossi guidano il cammino, le immagini che lo seguono devono rispondere a una dinamica adattabilità, adeguata a ciò che si vede. E a ciò di cui si percepisce l’esistenza, e per la cui credibilità bisogna affidarsi a criteri fideistici.

La Fede, infine, non ha a che fare con la verità perché, come sottolinea Umberto Galimberti, parlando di Tommaso d’Aquino, essa, a differenza della scientia espressa dalla ragione umana (ex actu), rende l’intelletto prigioniero di un contenuto che non è evidente e che quindi gli è estraneo.

Alieno o interno, di processo o senza struttura, perché il Nulla non ci incornici, occorre abbracciarne la radicalità senza tempo. E viverne le alternanze sofisticate, che solleticano il nostro immaginario. Noi ci siamo imbarcati in questa operazione analitica e contestuale, sebbene diversificata, in questo nuovo numero.

Buona Lettura!

Virginia Cortese

Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

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