Oct 24, 2020 Last Updated 8:29 AM, Oct 5, 2020

Di sogno, di illusione e di realtà: la poetica libertà di vagare nei desideri - Un dialogo con Luisa Langone, presidente dell’Ordine degli Psicologi lucano In evidenza

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Il sogno - Matisse

Ne “L’interpretazione dei sogni”, Sigmund Freud, il padre della psicanalisi cita lo storico tedesco Konrad Burdach che del sogno ha scritto come «dell’attività naturale della psiche che non viene limitata dal potere dell’individualità, che non viene turbata dall’autocoscienza e nemmeno diretta dall’autodeterminazione, ma è la vitalità dei centri sensoriali che operano liberamente».

 

Una rappresentazione che rimanda direttamente al potere assoluto che, in determinate circostanze, la libertà (intesa nella sua accezione più poetica) esercita sulle nostre azioni, sulle nostre scelte, sulle nostre visioni. E per dirla con il poeta Novalis: «Il sogno è uno scudo contro la regolare monotonia della vita, una libera ricreazione della fantasia legata in cui vengono sovvertite tutte le immagini del giorno e viene interrotta con un allegro gioco infantile, la costante serietà dell’adulto. Senza i sogni invecchieremmo certamente prima, e così possiamo considerarli come un amichevole compagno nel nostro pellegrinaggio». Ne abbiamo discusso con la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Basilicata, la dott.ssa Luisa Langone che sul tema ci ha detto quanto segue.

La categoria onirica è quella che maggiormente si presta alla dimensione psicanalitica. Freud e Jung, sono tra gli studiosi più noti della materia. Qual è la differenza tra le loro teorie, sul tema?

Le differenze principali riguardano un diverso approccio ai simboli e all’interpretazione, in particolare mentre per Freud esiste una differenza tra sogno manifesto e sogno latente, considerato il “vero significato del sogno”; per Jung i sogni rivelano la situazione inconscia della psiche e vanno letti per come essi si presentano.

È possibile dare una definizione compiuta del “sogno”?

Il sogno può esprimersi tanto in una dimensione onirica, quanto in una dimensione a occhi aperti, ed è a seconda del contesto e delle modalità in cui si presenta che è possibile darne una definizione. Nella prima, il sogno può essere definito come una precisa attività psichica che si svolge durante il sonno ed è caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni, riconosciuti dal soggetto sognante come apparentemente reali; nella seconda, il sogno può intendersi in senso figurato come sogno nel cassetto, desiderio, auspicio e speranza.

Al concetto di sogno si correla quello di illusione e si antepone quello di realtà. Quanto è importante custodire entrambe le dimensioni al proprio interno?

È molto importante favorire dentro il proprio mondo interno un dialogo tra illusione, intesa come fantasia e il principio di realtà, la fantasia risulta essere fondamentale perché alimenta il desiderio e il desiderio alimenta il sogno; occorre stare attenti, però, a non cadere nell’idealizzazione dell’oggetto, per non incorrere in uno scontro tra ideale e reale, dove il sogno rischia di svanire e la persona può andare incontro a disagi che, a seconda della struttura della propria personalità, possono essere particolarmente rilevanti.

Il sogno può essere salvifico?

Il sogno può essere salvifico nella misura in cui è inserito all’interno di un contenitore con un solido senso di realtà e una sufficiente consapevolezza e gestione di sé, dei propri pensieri, delle proprie emozioni, delle proprie azioni e delle conseguenze.

Siamo ancora capaci di sognare?

Siamo ancora capaci di sognare ma il periodo storico in cui viviamo sta mettendo a dura prova questa capacità perché è sempre più difficile avere le condizioni per ideare e progettare, ad esempio una casa, una famiglia, un viaggio. Ma, come diceva qualcuno, “i sogni son desideri” e i desideri dipendono solo da noi e dalla nostra capacità di sintonizzarci su noi stessi e sulle nostre aspirazioni.

Virginia Cortese

Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

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