Dec 08, 2022 Last Updated 3:12 PM, Nov 24, 2022
Concetta Vaglio

Concetta Vaglio

"Dottore di Ricerca (in fieri) in Filosofia presso Unibas. 

Affascinata dalla bellezza del mondo, amo l’arte, la letteratura, il cinema, la musica.. contemplo ogni minuscolo angolo di mondo perché credo che la bellezza risieda negli occhi con i quali si guarda..

Amo viaggiare, scoprire “il nuovo” dentro e fuori..

Sposto continuamente in avanti il limite e ne analizzo la soglia! 

Penso ed esisto, provo a giudicare il giusto e cerco emozioni in ogni momento  della mia vita! 

Il filosofo d’altronde è colui che “costantemente vive, vede, sente, intuisce, spera e sogna cose straordinarie.”

Nietzsche

Tu non hai un’anima. Tu sei un’anima. Tu hai un corpo.

C. S. Lewis

            'La virtù è armonia', affermava già Pitagora nel VI secolo a.C. il quale condusse uno studio affascinante sull'armonia e sul rapporto tra musica ed universo. Secondo il pensiero della scuola pitagorica, di impronta matematica, il mondo ordinato 'cosmo', si fonda su perfette relazioni numeriche e proporzioni: 'ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l'armonia più bella, e tutto si genera per via di contesa'. Egli riconosce l'armonia nel contrasto che si genera tra due opposti, e così che già al tempo dei Greci si riteneva possibile 'armonizzare', 'accordare' due elementi, anche contrastanti, per ottenere un equilibrio. Invece per Aristotele, secondo cui “Le scienze matematiche in particolare mostrano ordine, simmetria e limite: e queste sono le più grandi istanze del bello” e Galileo Galilei per il quale “Le cose sono unite da legami invisibili. Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella”. Dunque l'armonia è presente in maniera inequivocabile anche in tutto ciò che è ordinato, simmetrico e scientifico. Per Platone Il logos, o “ragione”, diremmo forse in termini vagamente imprecisi ma più moderni, è il principio ordinante di tutto il cosmo ed è, per ciò stesso, unico. Esiste dunque per il filosofo un ordine all’interno dell’evoluzione del cosmo e quest’ordine non ammette alternative.

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Finché la prospettiva di avere un bambino non mi renderà felice

almeno quanto quella di andare in Nuova Zelanda a scrivere un

 articolo sul calamaro gigante, non potrò diventare madre.”

            La contemporaneità, come categoria di permanenza della domanda esistenziale, filosofica ed ermeneutica, sembra caratterizzarsi come fuga dalla questione del senso. Esplorando le diverse modalità di “essere-in-cammino”, l'erranza esprime la complessità del rapporto tra realtà ed elaborazione dell’immaginario simbolico e letterario legato al topos del viaggio.

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«Non abitiamo piú la terra e il cielo, bensí Google Earth e il Cloud. Il mondo si fa sempre piú inafferrabile, nuvoloso e spettrale»

In un tempo indefinito e su un'isola senza nome un'intera popolazione smette di ricordare. L’epidemia della memoria fa sparire l'idea di qualcosa e quindi la cosa stessa. Gli uccelli volano in cielo senza senso (e significato). “Che cos'erano le fotografie e i francobolli, cosa i frutti del bosco e le caramelle? Che cos'era il suono del carillon, cosa il profumo delle rose?” Dimenticati, i fiori vengono gettati nel fiume, per sbarazzarsi di ciò che è inutile oramai; gli abitanti dell'isola bruciano i libri su un rogo per disfarsi di quegli oggetti di carta che nessuno è in grado di usare. La Polizia Segreta vigila sull'oblio collettivo e perseguita coloro i quali difendono la memoria attraverso la narrazione scritta, ultimo baluardo contro la cancellazione della coscienza. Nell'Isola dei senza memoria di Yoko Ogawa, come nelle migliori distopie, la dimenticanza si fa regime di sorveglianza.

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«Nel futuro tutti potranno avere i propri 15 minuti di celebrità»

  1. Warhol 1968

E se l’esito fosse un prodotto da (s)vendere nel mondo dello “spettacolo” quanto valore avrebbe il tempo che si è impiegato per giungere a quel risultato?

La domanda potrebbe apparire ingarbugliata, e in effetti forse lo è davvero. Proviamo a riflettere insieme sui concetti di spettacolarità, tempo e risultato.

Dai voti a scuola, alle lusinghe sul lavoro, ai punteggi in un concorso, ai tweet, ai post su instagram e in tanti altri ambiti dell’umano (e del virtuale) non facciamo altro che assegnare numeri e like. Proprio non ce la si fa a declinare in maniera differente la descrizione di un’azione umana che ci è stato detto di valutare: ecco appunto, punteggi, numeri, valutazione, giudizio.

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Amore della sapienza non significa infatti, per Platone, aspirazione a qualcosa di mai raggiunto, bensì tendenza a recuperare quello che già era stato realizzato e vissuto. Quando nasce la filosofia, la parabola dell’eccellenza greca ha già iniziato il suo declino.

Giorgio Colli, La nascita della filosofia

 

            Cosa ha a che fare la nascita della filosofia con il mondo contemporaneo?

Gli antichi pensatori si distaccarono dalle riflessioni sulla Natura per interessarsi delle cose umane; analogamente oggi il pensiero unico lascia spazio alla crisi delle istituzioni che hanno tenuto sin ora in piedi lo spazio della vita mondana. Siamo spaventati dal cambio di rotta che si sta dando al Mondo eppure questo cambiamento è avvenuto probabilmente in egual modo anche tantissimi secoli fa: Platone e Aristotele ad esempio stravolsero il proprio modo di concepire la vita e l’abitare. Non a caso Platone, il suo pensiero e il suo polimorfismo prospettico, è ripreso da molti per ammettere e spiegare la complessità per via della meraviglia.

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Numero 100

 

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n100

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