Jul 06, 2022 Last Updated 1:51 PM, Jun 21, 2022

Tra l’attesa e il risultato: nel mezzo di una crisi. In evidenza

Pubblicato in Cultura
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Amore della sapienza non significa infatti, per Platone, aspirazione a qualcosa di mai raggiunto, bensì tendenza a recuperare quello che già era stato realizzato e vissuto. Quando nasce la filosofia, la parabola dell’eccellenza greca ha già iniziato il suo declino.

Giorgio Colli, La nascita della filosofia

 

            Cosa ha a che fare la nascita della filosofia con il mondo contemporaneo?

Gli antichi pensatori si distaccarono dalle riflessioni sulla Natura per interessarsi delle cose umane; analogamente oggi il pensiero unico lascia spazio alla crisi delle istituzioni che hanno tenuto sin ora in piedi lo spazio della vita mondana. Siamo spaventati dal cambio di rotta che si sta dando al Mondo eppure questo cambiamento è avvenuto probabilmente in egual modo anche tantissimi secoli fa: Platone e Aristotele ad esempio stravolsero il proprio modo di concepire la vita e l’abitare. Non a caso Platone, il suo pensiero e il suo polimorfismo prospettico, è ripreso da molti per ammettere e spiegare la complessità per via della meraviglia.

 

D’altronde anche la scienza incontra questa frattura del pensiero filosofico. Con l’osservare il volo degli stormi delle rondini e rimanere affascinati dalla loro perfezione pur negli imprevedibili  movimenti e i diversi e multiformi processi che avvengono nell’atmosfera e nella biosfera, è stato dato un volto preciso a fenomeni che sfuggono a percorsi unidimensionali e improntati in modo strutturale su leggi probabilistiche legate all’incertezza; così l’anacronistico aristotelico primo momento della ‘meraviglia’ nei confronti del reale, si è tramutato  in sua conoscenza  però interrogato con strumenti più appropriati.

Il superamento del pensiero unico amplia le visioni e rende lo spazio fisico e il mondo più inclusivi e propositivi. La consapevolezza di vivere oggi in una spaccatura, in una “crepa” è il primo passo per comprendere le cose del Mondo in una prospettiva diversa; ma attenzione, diversità non ammette esclusione: siamo soliti abbandonarci all’idea che entrare nel nuovo significhi abbandonare il vecchio. E se questo non accadesse? Nelle fasi di transizioni le due accezioni si co-implicano per formare una sintesi; senza questa sintesi scaturita da una crisi non ci sarebbe il nuovo. Ecco, noi abitiamo oggi questa “crepa” e il compito degli intellettuali è capire come affrontare la problematica guardando (anche) al passato. Da dove partire se non esattamente dalla filosofia? Non è forse il passaggio dall’oralità alla scrittura che sconvolse gli antichi a poter essere considerato simile alle mutazioni culturali odierne? In quel momento l’edificio della sapienza antica stava crollando e il sistema sembrò implodere. Il cambiamento avrebbe causato qualche ferito ma ciò fu inevitabile: la catastrofe si è evitata perché “abili artificieri” disinnescarono un evento che sarebbe potuto diventare catastrofico.

“Quando tutto va bene, la filosofia sembra essere una riflessione superflua, se non addirittura un’ossessione paranoica per le domande e il senso dell’esistenza. Quando i tempi sono incerti e complicati, però, si torna a bussare alla porta di filosofi e filosofe alla ricerca di strumenti di comprensione di sé e del mondo. Dopo aver provato senza fortuna a sbarcare nei porti all’apparenza più̀ attrezzati, la filosofia è l’ultima spiaggia. È quel che sta accadendo anche adesso, perché́ forse mai come oggi il futuro appare incerto e ci si sente individui isolati sull’orlo dell’abisso: se non alla fine della storia dell’umanità, di sicuro vicini all’esaurimento nervoso”. (Incipit, L’alba dei nuovi Dei di Andrea Colamedici e Maura Gancitano).

E se anche si possa pensare che sia superfluo o ridondante parlare ancora di mondo bidimensionale, punti di vista in bianco e nero senza considerare le sfumature, in realtà il tema della complessità non è stato ancora affrontato degnamente. Forse è anche giusto che sia così! Chi mai avrebbe pensato di vivere nel Rinascimento, periodo d’oro dell’Umanità, quando incontrava Michelangelo per le strade di Firenze!

Oggi credo manchi la capacità di capire che si è sempre vissuto nella complessità e che, a polarizzare il pensiero, è stata quasi sempre una norma che si è cristallizzata attraverso l’uso imperterrito di un canone.

È esattamente in questa problematica che si inserisce soprattutto il problema dell’internet, così come lo si sta affrontando oggi. Internet è una bolla, una campana di vetro che esclude qualsiasi forma di corpo e di pensiero divergente che ha paura di sporcarsi, di ibridarsi, per quanto esso sia ovunque imbrigliato. Si vive o nell’internet o nel mondo reale: e se questi due mondi potessero andar insieme? Come gestirle? Con un approccio complesso, lo stesso approccio che richiede la capacità di giudizio e che all’uomo d’oggi è fondamentalmente estraneo. 

Se la nostra società̀, ossessionata dalla performance e dal controllo di ogni imprevisto, sembra nata dalla superstizione di poter allentare la morsa dell’ignoto sul mondo, dobbiamo riconoscere che l’essere umano, per quanto continui a inventare, scoprire e conoscere, deve sempre fare i conti con l’incertezza e l’imperscrutabilità̀”.

Abbracciare l’ignoto, fondere i mondi, unificare o eliminare canoni sembra essere l’unico modo per affrontare il futuro. Ma ciò richiede impegno critico. Probabilmente una nuova narrazione è già tra noi e i “nuovi Dei” potrebbero essere le nostre guide spirituali per forme di vita interiori che possano mescolarsi con il reale e con il digitale.

Il sano pensiero complesso, come ogni autentico pensiero filosofico-scientifico, è la presa in carico sulle nostre spalle di questa visione ‘cosmopolitica’. “Come ripete spesso Edgar Morin, confrontarsi con la complessità non è un percorso semplice, ma è sempre un ‘problema’ aperto con le sue continue poste in gioco etico-teoretiche,[…] va coltivata e mai persa di vista per evitare che il pendolo su cui si regge l’homo sapiens scivoli verso l’homo demens.”

Concetta Vaglio

Testi consigliati:

Colamedici, M. Gancitano, L’alba dei nuovi dèi, Mondadori, 2021

G. Parisi, In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi, Rizzoli, 2021

Film consigliati:

La teoria del caos, 2008

Concetta Vaglio

"Dottore di Ricerca (in fieri) in Filosofia presso Unibas. 

Affascinata dalla bellezza del mondo, amo l’arte, la letteratura, il cinema, la musica.. contemplo ogni minuscolo angolo di mondo perché credo che la bellezza risieda negli occhi con i quali si guarda..

Amo viaggiare, scoprire “il nuovo” dentro e fuori..

Sposto continuamente in avanti il limite e ne analizzo la soglia! 

Penso ed esisto, provo a giudicare il giusto e cerco emozioni in ogni momento  della mia vita! 

Il filosofo d’altronde è colui che “costantemente vive, vede, sente, intuisce, spera e sogna cose straordinarie.”

Nietzsche

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