logo2017

Commenta gli Articoli di Gocce!!!

Finalmente puoi commentare gli articoli di Goccedautore.it. Devi semplicemnte registrarti !!!

LOGO B 2 1

Lunedì, 06 Novembre 2017 15:04

Una lettera a Gianna

Scritto da 

raccontinediti

Cara Gianna,


mi ha fatto davvero piacere ricevere la tua lettera. Ieri sera l’ho trovata nella cassetta della posta insieme a bollette e pubblicità e quasi la gettavo insieme alle altre tanto era il desiderio di liberarmi di cattive notizie.

Ma in mezzo a quelle noiosissime cose brillava la tua busta e ho subito riso pensando a questo tuo vezzo di scrivere lettere in un periodo dove l’unico metodo di comunicazione sembra essere quello digitale con la sua miriade di app e di soluzioni che aggiungono faccine su faccine nel disperato bisogno di trovare il modo di esprimere sentimenti che facciamo sempre più fatica a manifestare.

Scrivere una lettera è un atto che presuppone un minimo di idea su cosa si vuol cominciare a dire e, soprattutto, con cosa si vuole concludere, la lettera non consente troppi errori a meno che non si voglia inviare un pezzo di carta pieno di scarabocchi, insomma scrivere una lettera è un impegno di gran lunga maggiore di quello di inviare qualche messaggino veloce, con parole selvaggiamente abbreviate ed espressioni per le quali l’Accademia della Crusca griderebbe vendetta.

Ma anche leggere una lettera scritta a mano richiede uno sforzo aggiuntivo: interpretare la scrittura che, per quanto bella come la tua, contiene sempre qualche parola non chiara; ciò paradossalmente, consente un’attività banale quanto dimenticata: leggere piano.
Leggere piano ti fa assaporare meglio le parole, ti consente di apprezzare il loro valore, il reale significato, il peso che queste portano; anche il tratto della penna, a volte sbarazzino, a volte calcante sul foglio esprime sfumature emotive.

Ecco, per queste ragioni, e per mille altre che tu conosci, l’appuntamento con la tua lettura è per me motivo di felicità.

Tanto più al termine di una giornata come quella di ieri: una giornata piena di accadimenti e di emozioni, una di quelle che, se non ti abbattono fisicamente, rischiano di farti scoppiare il cuore.

E’ cominciata la mattina quando il vento mi ha svegliato prestissimo e mi ha messo, conoscendo quali impegni mi attendevano, di cattivo umore a causa del sonno perso.
Con il trascorrere del tempo il cattivo umore è andato scemando, ma il sonno perso mi ha lasciato in uno stato galleggiante, come di sogno, per il resto della giornata.
Poi un amico mi telefona e mi parla delle sue delusioni d’amore con una che cent’anni fa era una mia vecchia fiamma; e mi divertiva il fatto di suggerirgli strategie che nel mio caso erano state decisamente fallimentari.

Un tale mi chiede aiuto, consulenza e conforto su una questione legale che gli stava facendo perdere la pazienza. L’ho tranquillizzato ed è andato via rasserenato.
Il capo ufficio che si lamenta della lentezza dell’evasione di alcune pratiche, ma ci siamo spiegati e la faccenda è stata appianata.

Un’amica, dopo pranzo, mi ha tempestato di messaggi per descrivermi le sue emozioni all’ascolto di un nuovo cd: per ogni pezzo una decina di whatsapp: mi ha molto divertito.
Poi nel pomeriggio in giro con la famiglia per commissioni e in serata al concerto dei Coldplay che, come sai, attendevo da anni: bellissimo!

Sono rientrato letteralmente distrutto e non so come sia riuscito a raggiungere il letto.
Stamattina ho pensato più chiaramente a ciò che mi è accaduto, e a come a ognuno di tali accadimenti abbia provato emozioni ormai dimenticate, come se ogni avvenimento si fosse tradotto sulla mia pelle in una brezza sottile e profumata o in qualche tempesta tropicale.
E qui arrivi tu, con i tuoi scritti degli ultimi anni, con i tuoi incoraggiamenti con i quali mi inviti a guardare con più onestà dentro me stesso per far uscire quella parte lungamente nascosta che io ho quasi dimenticato, ma che tu hai sempre percepito con chiarezza.
Il tuo invito a tornare a dipingere è stata forse la chiave principale di questa mia nuova vita: ricordo ancora il giorno in cui ti avevo mostrato distrattamente alcuni miei lavori giovanili e tu, quasi commossa, mi hai riempito di complimenti e mi hai scongiurato di tornare a questa antica passione: mi dicesti che su quelle tele si vedeva un’altra persona rispetto a quella pubblica, e rispetto anche alla stessa immagine che negli anni mi ero fatto di me.

Mi dicesti che era pura follia non riprendere quell’antico interesse che mi rivelava così bene: quasi ti derisi, ma la tua emozione si era ormai innestata nei miei pensieri e dopo qualche settimana recuperai l’attrezzatura e ricominciai a dipingere.

Quanto ti sono grato per quel suggerimento: piano piano, nel corso di questi ultimi anni la pittura mi ha restituito delle opere bellissime, non tanto sulla tela quanto sulla mia anima.
E ora il mondo intorno mi sembra più morbido, generoso, accogliente.
Quando mi dicevi di non crucciarmi tanto per i dispiaceri che abbiamo la ventura di incrociare non me ne convincevo, ma ora mi accorgo, dipingendo, che i dispiaceri sono di tanti tipi.

Ci sono quelli grandi, veri, che fanno davvero male, ma che fortunatamente sono pochissimi.
Ci sono poi quelli che prima vedevo come un disegno a china fatto solo di bianco e di nero, ora invece mi sembrano dei disegni a matita con un’infinità di sfumature di grigio e tra quelle sfumature puoi percepire valori, insegnamenti, provocazioni: sono i dispiaceri migliori, quasi da andarseli a cercare, perché con la giusta predisposizione d’animo ti fanno crescere e ti migliorano.

E poi ci sono quelli, la maggior parte, che dispiaceri non sono: tu sei sulla riva a vedere il mare agitato e poi arriva un’onda spaventevole e temi che l’impatto contro di te possa essere devastante, poi il cavallone si scontra contro il bagnasciuga e contro le acque di ritorno e ti raggiunge un piccolo lembo di mare a bagnarti appena i piedi ricordandoti, con quel senso di freddo, che nella vita può essere giusto preoccuparsi, ma è profondamente sbagliato angosciarsi per qualcosa che non è ancora accaduto e che, nella maggior parte dei casi, mai accadrà.

Tutte cose che mi hai pazientemente spiegato, ma alle quali, pur ascoltandoti con sincera attenzione, non ho mai creduto convintamente.

Forse c’era bisogno che passassero anni ed esperienze. E la pittura!

Oggi per me il dolore ha un valore importante, prima mi illudevo di sfuggirgli, adesso lo affronto, lo vivo, lo percepisco, assaporo il suo gusto acre, lo assorbo, lo impilo sugli altri dolori, li presso: e del carbone ne faccio diamante.

E i tanti momenti belli e indimenticabili della vita che prima passavano inosservati, adesso, finalmente, li percepisco con chiarezza.

Forse è questo il segreto: non sfuggire ai momenti difficili ed affrontarli coraggiosamente per predisporsi, con grande purezza d’animo, ad accogliere le cose belle che la vita ha in serbo per noi.

Il vento contrario aiuta gli uccelli a volare.

Questo mi sento di scriverti oggi cara Gianna.

Con un messaggino 


Tuo per sempre devoto ....

Filippo Orlando, settembre 2017

Ringrazio Pasquale Palese per avermi concesso di accompagnare questo racconto con un suo bellissimo dipinto

e-max.it: your social media marketing partner
Letto 167 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti

Iscriviti alla Newsletter di Gocce D'Autore