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Domenica, 23 Ottobre 2016 15:03

L’ANGELO DI CARTA

Scritto da 

Angelo di cartaIn un libro puoi trovare quei tesori che nessun altro luogo possiede. 

Non gli scrigni traboccanti di stucchevoli ricchezze, sepolti dalle polveri del tempo. Ma una storia mai svelata che si spiega sul candore di una pagina, infilando perle di parole e intrecciando con punti e virgole trame di rugiada. Preziose gocce d'acqua che nel disegnare minuscoli arcobaleni colorano di tenui sfumature l'alba di fresche mattine. Quelle che dell'oro del primo apparire si nutrono le più rosee creature progettando nuove avventure.

Tesori di carta nei quali tuffarsi, nuotando tra frasi sinuose e bollicine di sogni ariosi in un giocoso vorticare di lettere e respiri. Un viaggio nelle infinite tinte del mare, tra i suoi strati più profondi e interessanti, rinnegando la muta e piatta superficie.

Case di carta che riscaldano gli inverni dello spirito. Grattacieli che portano fino in cielo storie di farfalle che non sanno volare e che spiegate le pagine prendono a raccontare.

C'era una volta ... e oggi c’è ancora, una creatura dai capelli di grano, lieve come le nuvole, di luna la pelle e gli occhi di sole. Un angelo in terra per portare porzioni di nitido cielo a chi non ce l'ha.

"Cos'è?", le chiedono incuriosite le persone che lo ricevono.

"E' il cielo", risponde stupito l'angelo.

"E perché lo porti in terra?" tornano a domandargli tutti.

"Perché ha il profumo della pace. Se lo annusi...prova, prova ad annusarlo, sentirai l'odore dell'aria. Affonda il naso e inspira tutta l'aria che puoi, falla entrare nei polmoni finché ti bruceranno e poi trattienila mantenendo gli occhi chiusi. Cosa senti ora?"

"L'anima ripulita..."

"E poi?"

"Il cuore leggero..."

"E poi?"

"La testa libera” risponde una donna con il cuore segnato dalle rughe. “Ma perché mi sento così? E' come se avessi fatto cadere tutti i pensieri dal mio corpo. Non sento più il peso dei giorni andati e di quelli a venire e il dolore e' un ricordo appannato. Cosa c'era nel cielo che ho respirato?"

"La vita come la conoscevi prima", risponde candido l’angelo.

"Prima di cosa?"

"Quando sei venuta al mondo sei stata accolta da sorrisi raggianti e da braccia accoglienti. Tutto era colorato e profumava di gioia: era un giardino fiorito in cui ti piaceva stare insieme alle persone che ti desideravano. Era la tua alba radiosa."

"E poi cosa è successo?"

"Hai cominciato a camminare guidata dai raggi dell'amore. Il sole già alto ti incoraggiava ad avanzare e tu spedita procedevi. Lo sguardo in avanti e il passo sicuro. Era la tua certezza."

"E poi?"

"Un giorno il cielo è sparito, cancellato da una pesante coltre grigia che ha spazzato via il sorriso dal tuo cuore e infranto l'armonia tra le persone. La tua vita si è fermata, attingendo dalla fonte della mestizia anziché da quella della serenità. Ma non è ancora il tuo tramonto."

“E’ per questo che non trovo più il cielo nella mia anima? Ho perduto il mio cielo o la mia anima? Dove sono finite le infinite sfumature che mi invogliavano a guardare il mondo senza socchiudere gli occhi? Cos’è accaduto ai colori del divenire? E’ come se qualcuno avesse cancellato ogni cosa con una grossa secchiata di nulla, annientando energie e vitalità. Mi sento stanca.”

“Purtroppo non hai perso tu il cielo o la tua anima. Una forza più grande di te si è divertita a sottrartela. Ti ha colto in un momento in cui le ali delle creature che albergavano nella tua anima hanno cominciato a volare. Non c’era più calore. C’era solo freddo e se ne sono andate.”

“Come faccio a farle tornare?”

“Scrivi su un foglio di carta i tuoi pensieri, quelli che ti fanno sentire il cuore pesante e che ti hanno cancellato il sorriso dalle labbra, poi sali sul punto più alto che conosci e affidali al vento. Lasciali volare liberi di andare. Segui il loro volteggiare, il loro salire verso l’alto e il loro digradare verso il basso. Ognuno prenderà una via. Spettatrice delle tue parole che vanno, respira profondamente, annusa l’odore del vento e pian piano ossigena la tua anima. Quando le tue pagine saranno diventate ormai dei puntini comincerai a sentirti più sollevata. Il peso che avevi sul cuore comincerà ad essere più leggero e il tuo ansimare tornerà a respirare. Pian piano l’orizzonte prenderà a colorarsi di celeste e poi ad accendersi di tutti i colori dell’alba e del tramonto. Sarai abbagliata ed estasiata. Sarà come la prima volta. Ma prima di abbandonarti all’estasi, afferra quel pezzetto di cielo che hai di fronte a te e mettilo in tasca. Ti servirà per tutte le volte che penserai di averlo perduto.”

“Grazie angelo del paradiso, anzi di tutti i paradisi dell’universo. Afferrerò il cielo come tu mi hai detto senza mai staccare gli occhi dall’orizzonte. Lo tirerò fuori per giocare con le farfalle colorate che hanno ripreso ad alloggiare nel mio giardino fiorito. Prenderò anche una stella. Mi servirà per brillare più degli altri quando dovrò trasmettere loro la luce della speranza. Tornerò a guardare l’alba con occhi di fanciulla e mi perderò nei tramonti senza paura della fine. Imparerò a vivere affidando a pagine bianche le mie ore senza tempo e non avrò più paura del niente che le riempie. Imparerò a guardare oltre la sofferenza, come tu mi hai insegnato, senza temere le lacrime dell’inquietudine. Mi basterà specchiarmi nei tuoi occhi di sole per trovare il coraggio dell’energia e affondare il mio naso nei tuoi capelli di grano per acquietare la mia fame di cielo terso. Mi basterà stringere il tuo corpo lieve come le nuvole per sentirmi di nuovo leggera e accarezzare la tua pelle di luna per sentirmi purificata. Grazie angelo per avermi insegnato, tu così piccolo e gracile, a sentirmi una creatura del cielo.” 

L'angelo conosceva la serenità, l'aveva sperimentata nella pancia del mondo, quando galleggiando nell'acqua primordiale tutto era ancora perfetto e l'amore governava ogni cosa.

C'era armonia tutt'intorno e lui cresceva sorridente.

L'angelo si affacciò sul mondo e il suo sguardo lo illuminò e ovunque lo dirigesse le zone d'ombra sparivano dando spazio alla luce.

La luce.

Quella che la creatura portava in ogni dove. In ogni casa. In ogni cuore.

Quella luce che solo i suoi occhi di sole sapevano emanare.

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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