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Lunedì, 22 Giugno 2015 01:10

E’ finita la scuola!

Scritto da 

inedito scuola1

Questa volta ospitiamo nella sezione dedicata ai racconti inediti una pagina di diario scritta da uno studente di Terza media al termine del percorso scolastico. Ad essa affida i patimenti e le avventure vissute in tre anni di scuola. Buona lettura! P.S. la vignetta è di Giulio Laurenzi.

Caro diario,

sono arrivato alla fine! Ogni volta che finivo un anno scolastico sfogliavo le tue pagine ingiallite e ci scrivevo tutto quello che mi era capitato, le mie emozioni e le mie disavventure. Ma questa volta è diverso amico mio, perché ora si avvicinano le scuole superiori e questo non è un normale addio. Perché tutte le volte che ti ho tra le mani comincio a pensare a quanto sia cambiato il mio modo di vedere le cose rispetto a qualche anno fa. Ed è appunto per questo che ogni anno scrivo questo “monologo”, sperando di non annoiarti troppo. Ma tu devi resistere ancora cinque anni, poi potrai riposarti ed io mi divertirò a leggere tutte queste “fandonie”, si, fandonie, perché così le considererò quando sarò grande.

Quindi, cominciamo dall’inizio, quando il primo giorno di scuola di terza media entrai in classe ansioso di vedere eventuali cambiamenti nella ormai tribù-classe. Entusiasmo subito spento dal consueto svolgersi della giornata: cinque ore di francese, matematica, geografia, italiano e storia (con annessa ricreazione) mi diede la percezione che nulla fosse cambiato! Un motivo in fondo c’è, ma tu non dirlo a nessuno, mi raccomando. Io con questa classe non ho mai familiarizzato, anzi, diciamola tutta, ne avrei fatto volentieri a meno. Che vuoi…non ho i loro gusti, sono una testa di rapa che non cambia mai ideale, ho un carattere forte e non mi modifico per il semplice fatto di farmi accettare. Mah…comunque sia mi sono trovato molto a disagio con i miei compagni di classe che non si sono risparmiati cattiverie e dispetti nei miei riguardi. Purtroppo è successo che alcuni di loro si sono lasciati trascinare dagli altri nella pratica del fumo e del bere e quando io ho dimostrato non solo disinteresse per queste due cose, ma anche disgusto, mi hanno preso in giro. Risultato? Nessuno vuole avermi più come amico. Tranne qualcuno ovviamente. Questo perché ho detto chiaramente al mio amico, o almeno lo ritenevo tale, che a furia di frequentare certa gente era diventato stupido come loro. Sapessi quante me ne ha dette! Non te lo ripeto perché è stato un vero e proprio turpiloquio. Ma a parte ciò, in classe ho assistito a vere messinscene sullo studio presunto di altri “colleghi” di classe che, sopravvalutati dagli insegnanti, si erano dati al più strafottente uso dell’inganno. Il più bravo della classe, colui che prendeva sempre 10, in realtà usava un metodo: leggere durante le interrogazioni e farsi passare i compiti prima che cominciassero le lezioni. Bravo, davvero! Un campione dello sbircio! (inedito scuola2

Io, per aver espresso il mio punto di vista ed essermi sottratto alla punizione collettiva di 100 frasi generiche, sono stato appellato dalla Prof. di italiano una “repubblica indipendente”. Boh! Ne vado fiero, in ogni caso. Soprattutto sono contento di non avere fatto parte della schiera di lecchini, perfidi, adulatori e falsi amici che hanno invaso le mie giornate per tre anni consecutivi. Una vitaccia, amico mio. Anche perché ho dovuto spesso fare buon viso a cattivo gioco e non è stato sempre facile. Per questo non ho fatto particolari esperienze, neanche la tanto agognata gita di terza media. Quanta differenza con gli anni della scuola elementare. Lì si che mi sono divertito!

Ora ti saluto, mio caro diario, scusami se ti ho annoiato, ma ti assicuro che neanche io mi sono divertito a scriverti queste cose e sono molto contento che questa scuola sia finita. A presto amico mio!

Uno studente anonimo

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