Osservare
Lunedì, 19 Giugno 2017 15:45

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osservare 1

Contorno delle cose, margine tra ciò che è e ciò che non è, la linea, il segno più semplice e elementare che l’arte conosca ha sempre avuto una forte espressività, artificiale o naturale che sia.

Tracciare una linea significa rappresentare visivamente un ragionamento astratto, filosofico. Nulla possiede una linea di contorno e definirne una diventa un atto altamente creativo.

Può comunicare sensazioni e movimento ed essere autonoma se appare su di una tela con niente altro, assumendo una vera e propria forma che si staglia con tutta la sua forza su di uno sfondo.

Possiamo definire la linea come la traccia lasciata da un punto in movimento o come un insieme di puntini vicinissimi tra di loro. Può assumere forme ed andamenti diversi, in base al gesto di chi la disegna o allo strumento usato, o magari alla superficie ove viene prodotta. Quindi basta variare una sola di queste caratteristiche e verrà fuori una linea originale, diversa dalle altre che prima neanche pensavamo di ottenere, diventando veicolo di nuove emozioni. Inoltre è anche un elemento descrittivo. Prendiamo per esempio il disegno di un televisore e notiamo, o meglio riconosciamo subito i pulsanti, il monitor e gli altri componenti grazie alle linee. Ci serviamo di essa e con pochi tratti possiamo racchiudere una immagine, permettendo ai nostri occhi di capire subito di cosa si tratta e quindi riconoscerla, per mezzo anche della nostra memoria che lavora come un grande archivio. Per questo potremo anche dire che la linea ci aiuta nella vita a semplificare le forme senza farci perdere il loro significato originale. In base a come viene disegnata una linea si possono esprimere determinate sensazioni: la linea orizzontale per esempio suggerisce calma, staticità e quindi una grande tranquillità quasi come fosse un individuo che sta dormendo tranquillo. La linea retta trae la sua predominanza dall'osservazione della realtà, è retta la postura dell'essere umano, è retta la direzione di caduta della pioggia e di tutti i corpi soggetti alla forza di gravità, è retto il portamento degli alberi, l'arte e l'architettura delle origini sono completamente impostate su questa linea prevalente, ad andamento verticale, mentre nella grafica aborigena la linea retta rappresenta il percorso (così come la linea curva vuol significare la sosta, il posto stanziale) ed è quindi una linea che tende ad un fine. La linea retta è anche il principale asse di simmetria, detta appunto simmetria assiale, ispirata dalla struttura simmetrica del corpo umano e quindi simbolo di ordine, di forza, di organizzazione, di sicurezza, con importanza anche maggiore nei periodi in cui è prevalsa una visione antropocentrica, come nel Rinascimento italiano, in cui il corpo umano era considerato il massimo della perfezione ( si vedano gli studi di Leonardo e la sua elaborazione dell'uomo vitruviano).

osservare 2 La linea verticale invece suggerisce un movimento regolare oppure una crescita od una caduta  mentre la linea obliqua ci suggerisce qualcosa di dinamico, di fretta qualcosa che è instabile, uno scatto furioso quindi molta mobilità. Nel linguaggio artistico la linea è un elemento molto importante, per questo viene trovata spessissimo in molte opere di scultura, fotografia, grafica e pittura. Le linee sono uno degli elementi attraverso i quali avviene la lettura di un'opera visiva, perchè il loro andamento è fortemente significativo delle intenzionalità dell'autore e trasmette in modo chiaro ed immediato il messaggio comunicativo alla base dell'azione. Nell'arte moderna ad esempio, l'utilizzo della linea esprime in sostanza le stesse esigenze: la cultura minimalista nordamericana, tesa ad una rigorosa riduzione geometrica, inventa il grattacielo, forma semplice e lineare per eccellenza, simbolo di una società pragmatista e decisionista che va diritta allo scopo. In Europa si carica di significati più sottilmente intellettuali, è il segno di asciutto spiritualismo che Piet Mondrian assume a simbolo del rigorismo calvinista nel suo ordinato stile neoplastico realizzando astratti sistemi di griglie a righe nere rigorosamente rette, ricercando delicati equilibri puramente geometrici, fondati sull'ortogonalità. Il Futurismo ,invece , nel suo "Manifesto della scultura futurista", decreta l'intenzione di operare facendo vivere la linea muscolare statica nella linea-forza dinamica.

Serena Gervasio

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