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Martedì, 10 Aprile 2018 13:44

Sound Life…oltre il jazz - L’arte del ritratto di Sante Muro

Scritto da 

 

Evans

“Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima.” (Kandiskij)

 

Il ritratto non è mai una mera riproduzione meccanica delle fattezze, come lo è invece una maschera di cera modellata su un volto o una qualsiasi impressione fotografica, ma vi entra comunque in gioco, per definirsi tale, la sensibilità dell'artista che nel processo creativo della sua opera interpreta le fattezze dei modelli secondo il proprio gusto e secondo le caratteristiche e dell'arte del tempo in cui opera. Nelle tele di Sante Muro, dedicate ai grandi musicisti ed interpreti e ad alcuni divi del cinema e del mondo dell’arte, si intravvede una ricerca dell'espressione psicologica dell'individuo. Ricerca sostenuta dall’uso materico del colore che va ad accentuare l’espressione, a rendere intenso lo sguardo, a dare movimento ai volti. Opere dalla musicalità vivace, non a caso il titolo dato alla mostra è Sound Life…oltre il jazz, il suono della vita oltre la musica jazz. Il colore ha infatti un legame inscindibile con la musica, “I colori sono note, il quadro uno spartito. Ogni colore é un suono interiore” diceva Kandiskij secondo cui “il Giallo squillante é la nota bassa del pianoforte, lacca di garanza scura é la voce da soprano”.

E in Sante Muro l’uso dei colori, in particolare quelli caldi, è abbondante. Il suo è quasi un gioco che si caratterizza per l’uso materico dei colori e per la conoscenza degli accostamenti cromatici. Tinte calde, forti, danno profondità agli sguardi dei ritratti che comunicano una forza espressiva in chi li osserva. L’intensità dei contrappunti tra luce e tono dona una sacralità all’immagine che diventa oggetto di culto per gli amanti della musica, del cinema e dell’arte. Pennellate decise e sfumature dense rendono omaggio ai volti di Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Amy Winehouse, David Bowie, Jim Morrison, Frida Calo, David Gilmour, Jimi Endrix, Billie Holiday, Miles Davis, John Coltrane, James Dean. Una galleria di ritratti realizzati con paste acriliche su tela che traccia, attraverso lo stile dell’artista, una narrazione che conduce dritta nelle vite dei personaggi presentati. Non solo, una rassegna che racconta il percorso di crescita dell’artista quadro dopo quadro, pennellate dopo pennellate, tappe in cui si legge l’evoluzione della tecnica, il progresso del segno, ma anche la focosità dell’istinto, la necessità dell’atto liberatorio.

Sempre attingendo dalla letteratura mi piace sottolineare il significato dei colori, secondo il già citato Kandiskij, che ritroviamo nelle tele di Sante: “Il giallo è vitale, prorompente, irrazionale e viene paragonato al suono di una tromba, di una fanfara. Il blu suggerisce quiete ed è associato al suono del violoncello, l’azzurro, il blu che tende ai toni più chiari, è indifferente, distante ed è paragonabile al suono di un flauto. Il blu scuro viene invece avvicinato al suono di un organo, profondo e intenso. Il rosso è caldo, vitale, vivace, irrequieto come il suono di una tuba. È diverso dal giallo perché non è così superficiale. L’energia del rosso è consapevole e può essere canalizzata. Più è chiaro e tendente al giallo, più ha vitalità ed energia. L’arancione esprime movimento, è paragonabile al suono di una campana. Il verde è noioso, suggerisce opulenza, compiacimento, è una quiete appagata ma appena vira verso il giallo acquista energia. Ha i toni ampi e caldi, del violino. Il viola, come l’arancione, è instabile, è paragonabile al corno inglese, alla zampogna, al fagotto. Il marrone è ottuso, duro e poco dinamico; il grigio è statico, indica quiete, nel grigio c’è assoluta mancanza di movimento. Il bianco è la somma (convenzionale) di tutti i colori dell’iride nella quale però tutti scompaiono. È silenzio assoluto ma ricco di potenzialità: è la pausa tra una battuta e l’altra di un’esecuzione musicale, che annuncia altri suoni. Il nero è mancanza di luce, è anch’esso silenzio ma è definitivo, è la pausa finale di un’esecuzione musicale ma, a differenza del bianco, dà valore a qualsiasi altro colore.”

Potremmo quindi dire che Sante Muro nel dipingere le sue opere abbia diretto un’orchestra di colori e che si sia divertito a comporre melodie suggerite dagli stati d’animo suoi e delle personalità ritratte. Un dialogo tra lui e gli artisti raffigurati sconfinato nello spazio di una tela e che si apre agli altri. Chiunque può interferire in questi dialoghi, il visitatore non può fare a meno di entrare nello spazio visivo delle figure ritratte ed avviare con loro un proprio personale dialogo. Questa è la suggestione più grande che ci regala Sante, la possibilità di entrare in contatto con questi artisti tanto essi appaiono veri.  

Bio

Sante Muro dipinge nel suo studio di Satriano di Lucania. Coltiva sin da piccolo la passione per il disegno, che dopo una fase iniziale, fatta di veloci schizzi a matita, dal 2001 inizia a diventare più articolata e produttiva. I materiali utilizzati sono semplici fogli di carta di cotone colorati con crete pastello policrome usando solo le dita. L'artista ha partecipato negli ultimi anni ad una serie di collettive di arte contemporanea di rilievo nazionale ed internazionale come: Riparte International Contemporary Art Fair di Roma, Artour-o Museo-Shop Temporaneo d'Arte Contemporanea di Firenze, Musica nell’Arte presso la Galleria Sekanina di Ferrara.

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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