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Domenica, 11 Ottobre 2015 10:00

Sotto il velo delle apparenze

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“Perché replicare ciò che la Natura ha in sé di brutto, non vedo perché questo sia necessario. Nella pittura, io sono un idealista. Nell’arte so e voglio vedere solo il bello, e per me l’arte corrisponde al sentimento della Bellezza.”

osservare bouguereau 1Le sue parole e la sua instancabile ricerca della perfezione fanno di William Adolphe Bouguereau uno degli artisti più popolari del suo tempo. Nato in un paese sulla riva atlantica francese da una famiglia modesta il 30 Novembre 1825, il giovane William dimostrò subito un grande talento verso l’arte pittorica e così il padre acconsentì ad iscriverlo alla “Scuola d’Arte Comunale” di Bordeaux. Nel 1846 si trasferì a Parigi per poter frequentare la Scuola d’Arte più prestigiosa di quegli anni, a cui tutti i giovani pittori aspiravano: L’École des Beaux Arts. 

Dopo esser divenuto un pittore di grande prestigio ed apprezzato da molti collezionisti, nel 1875 divenne insegnante di pittura dell’Académie Julian, per poi assumerne la direzione nel 1888. A quasi 80 anni Bouguereau dopo essersi ritirato nella sua città natia fu drammaticamente stroncato da un attacco cardiaco.

La sua arte è ricca di soggetti mitologici, allegorici, scene idilliache e campestri. In molti suoi quadri egli sviluppò anche il tema dell’infanzia e della famiglia. In molte sue opere si nota una forte predilezione per la figura femminile e il suo corpo, dalle belle proporzioni, si presenta accademico e sinuoso. Non occorre illustrare la sua arte con teorie estetico-filosofiche o ricercarne l’origine ispiratrice, Bouguereau vuole essere perfetto e lo è, non iperrealista, lontano dal realismo, la sua pittura descrive un mondo dove il nudo femminile è spesso protagonista inteso come figura angelica, idealizzata ma allo stesso tempo perfetta nelle sue fattezze di donna.

 

osservare bouguereau 2L’ambiente è solitamente naturale, prati o cieli aperti, spiagge, mare, dipinti sommariamente, il contorno non è curato allo stesso modo dei soggetti tranne che in rare occasioni o nelle composizioni più complesse. La colorazione è naturale ed i toni non oltrepassano quasi mai l’avorio. Maestro nel panneggio, sfoggia questa qualità accompagnando spesso il nudo con veli leggerissimi o vesti bianche o verdi che avvolgono le parti più intime. Bouguereau tende a dimenticare le lezioni dei pittori suoi contemporanei: espressionisti, impressionisti, realisti, romantici, per lui non sono mai esistiti e per questo motivo lo distruggeranno e lo accuseranno di artificialità  in quanto le sue immagini non riproducono la realtà  effettiva ma sono invece composte con l’armonia e l’equilibrio tipici del Rinascimento destinati a nobilitarne il soggetto. I personaggi sono tutti molto puliti e di bella presenza anche in scene che dovrebbero raffigurare la miseria. Edgar Degas inventò persino il verbo “bougueroter”, per indicare ironicamente lo sfumare ed il lisciare la resa plastica dei nudi. Ma se la pittura di Bouguereau fu rifiutata dalla critica, ciò non fu solo per il suo accademismo. Egli infatti, non accettò mai la svolta impressionista e post-impressionista e la criticò duramente e questo, per i critici d’arte, fu considerato come un palese atto di guerra.

 

 

 

 

 

osservare bouguereau 3 Il suo nudo spesso fine a se stesso, veniva considerato ai limiti dell’osceno. L’artista invece non si spinse mai oltre l’educata rappresentazione della femminilità ma quel suo stile di pittura troppo perfetto, troppo vero, disturbava comunque l’universo artistico rivolto ormai verso la sintesi, la nuova figurazione, l’ampliamento dell’ espressione rappresentativa, rifiutando la semplice realtà della donna. Per un lungo periodo la sua pittura scomparve dagli ambienti più illustri, fino a che Dalì lo rivalutò apprezzandone la tecnica finissima e gli riattribuì il merito che gli spettava. Il finire del ‘900 lo vede riammesso tra i grandi della figurazione. Le finiture dei suoi quadri sempre perfette, quasi come delle fotografie, le sue forme semplici ma estremamente eleganti, la resa sublime dei suoi nudi femminili fanno di lui un pittore dalla straordinaria tecnica capace di raccontare le storie della mitologia attraverso l’incredibile delicatezza dei dettagli e la morbidezza delle pennellate. Bouguereau è un artista da gustare in silenzio. Al contrario di tutte le critiche a lui rivolte nelle sue raffigurazioni idilliache si è in grado di catturare e rendere comprensibile l’essenza della bellezza della donna che lei stessa non sarebbe in grado di riconoscere, se non in un suo quadro.

 

 

 

 

 

 

 

Serena Gervasio

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