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Domenica, 15 Febbraio 2015 20:16

Mr Turner

Scritto da 

osservare foto1“Colui capace di restituirci un dinamismo cosmico che sfugge il controllo della ragione, ma che può rapire l’animo umano in estasi paradisiache o precipitarlo nello sgomento”.

Giulio Carlo Argan

 

Joseph Mallord William TurnerNasce a Londra nel 1775.

Dotato di grande talento, Turner, a soli 14 anni entra alla Royal Academy e nel 1794 inizia a lavorare come illustratore per il "Copperplate Magazine" e il "Pocket Magazine".
È spesso in viaggio per prendere schizzi e appunti e lavora in prevalenza ad acquarello e con la tecnica dell'incisione. A partire dal 1796, si dedica anche alla pittura a olio.
Turner è attratto dall' estetica del sublimee delpittoresco, quel sublime dinamico, come lo definiva Kant, che riguardava le manifestazioni della natura caratterizzate da grande esplosione di energia. Il soggetto di alcuni suoi quadri più tipici sono proprio le tempeste. Quella furia degli elementi che imprime grande velocità all’atmosfera.

Nel 1819, Turner compie un lungoviaggio in Italia. Visita Venezia, Roma e Napoli. Rimane folgorato dalla luce mediterranea, che imprime al suo stile la svolta decisiva. Realizza alcune vedute di Venezia, dove luce e colori sono i veri protagonisti.
Nel 1827 si reca sull'Isola di Wight per far visita al celebre architetto John Nash.
Nel 1828-1829 torna a Roma. Mostra un crescente interesse per le scene storiche, mitologiche e di genere, per le quali si rifà a Rembrandt.
Negli stessi anni, oltre ai nuovi soggetti, si dedica alla pittura di paesaggio e alla rappresentazione di figure.
Nel 1836, assieme all'amico e collezionista Munro, torna in Val d'Aosta. Il suo scopo è quello di rivedere le Alpi e il Monte Bianco, che tanto lo avevano affascinato in un precedente soggiorno del 1802. Realizza numerosi schizzi e disegni a matita e acquerello. Da questi studi scaturiscono due taccuini, oggi alla Tate Gallery:Val d'AostaeFort Bard.

Stile

osservare foto2Turner è stato uno dei più grandi paesaggisti della storia dell’arte europea ed uno dei grandi interpreti , insieme a Constable, della pittura di paesaggio romantica in Inghilterra.

La sua formazione giovanile deriva soprattutto dalla pittura di Cozens, con una progressiva ammirazione per un altro paesaggista francese del Seicento: Claude Lorrain.

La sua pittura esprime e rappresenta una luce sovrannaturale, raffigurandola non come riflesso sugli oggetti ma come autonoma entità atmosferica. Per far ciò, usa il colore in totale libertà con pennellate curve ed avvolgenti. Le immagini che ne derivano hanno un aspetto quasi astratto che non poco sconvolse il pubblico del tempo. Secondo alcuni critici egli non dipingeva ma impastava sulla tela ingredienti da cucina, quali uova, cioccolata, panna, ricavandone un miscuglio da pasticciere.

La sua ricerca è stata intensa e dolorosa, e l’amore per la luce, come ricerca ed espressione artistica, è stata portata avanti con una forza originale e inedita per l’epoca, tanto che nell’ultima parte della sua vita, benché a volte non fu capito dai contemporanei, interessò invece i critici e gli impressionisti, che studiarono e amarono i suoi dipinti.

Il Film

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La storia biografica del grande maestro oggi viene raccontata attraverso “Mr. Turner”, il film diretto da Mike Leight in uscita ,nelle sale cinematografiche, il 29 Gennaio.

Il regista ha ben pensato di raccontare non la vita artistica del pittore inglese, bensì la sua vita privata e interiore in quel ventennio che lo separa dalla morte dove il pittore britannico attraversa mezza Europa, spazia dalle Alpi svizzere alla laguna di Venezia, dalla Danimarca alla Boemia, lungo le coste del nord della Francia tra i monti della Val d’Aosta.

Un artista rivoluzionario ugualmente celebrato e incompreso, ma anche un uomo con i suoi difetti e limiti raccontati attraverso l'interpretazione di Timothy Spall, che a Cannes ha vinto il premio come miglior attore.

Per entrare nel personaggio, Spall , ha frequentato per due anni corsi di pittura cercando di riprodurre con fedele gestualità e filologica tecnica le tempeste, i tramonti, i trionfi di luce che corrodono lo spazio e spingono la visione ai confini dell’astratto.

Nella pellicola l’artista appare goffo, introverso, i suoi abiti stazzonati creano imbarazzo; si esprime a monosillabi , evita le conversazioni ; Non si sa vestire, non si sa muovere ed è convinto che la conoscenza arrivi da un’esperienza fisica e sensoriale che si completa scatenando nella mente memorie, associazioni, immaginazioni.
È per questo che la leggenda narra si sia fatto legare all’albero di una nave per sperimentare sul suo corpo e catturare sulla sua retina la forza di una tempesta nei mari del Nord. Vero o non vero, è la sequenza iconica di un film che indaga per una volta il processo creativo dall’interno.

Di certo siamo di fronte a un grande film che rende all’improvviso un artista del passato simbolo di un’epoca del presente e che rappresenta uno dei pochi illuminati artisti capace di parlare ai nostri turbati animi e allo spirito dei tempi.

 

Serena Gervasio

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