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Giovedì, 08 Novembre 2018 08:31

La Pop Art in mostra a Torino In evidenza

Scritto da 

Andy Warhol Marylin 1967 porfolio di 10 serigrafia

 

L’uomo come consumatore, la massa, i concetti base della POP ART (popular ART) arte che rappresenta l’immaginario collettivo e che ha si è diffuso negli USA ed in Europa negli anni sessanta.

 

A Torino presso La Camera Fotografica è aperta la mostra dedicata alla Pop Art, tra i protagonisti presenti in mostra si possono citare gli americani Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Jim Dine, Ken Heyman, Ed Ruscha, Joe Goode, Ray Johnson, Rosalyn Drexler; gli inglesi Richard Hamilton, Peter Blake, Allen Jones, Joe Tilson, David Hockney, Gerald Laing, Derek Boshier; i tedeschi Sigmar Polke, Wolf Vostell; gli italiani Mario Schifano, Mimmo Rotella, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Umberto Bignardi, Gianni Bertini, Claudio Cintoli, Sebastiano Vassalli e tanti altri.

 Andy Warhol New York 1964 con Philip FaganClaudio Cintoli Mezza bocca per GD 1965 olio su telaKen Heyman Roy Lichtenstein

La Pop ART

L’espressione Pop Art (dall’inglese, Popular Culture) fu introdotta per la prima volta dagli studiosi Leslie Fiedler e Rayner Banham nel 1956 e definitivamente adottata nel 1961 dal critico inglese Lawrence Alloway, per indicare quell'insieme d'esperienze figurative ispirate all'universo tecnologico e alla cultura popolare urbana, nato parallelamente in Inghilterra e negli Stati Uniti, intorno al 1955, come reazione alla pittura degli espressionisti astratti.

Quasi contemporaneamente la poetica pop si sviluppò anche negli Stati Uniti. All’inizio degli anni Sessanta, si diffuse, infatti, in America una nuova corrente artistica differente dall’Action Painting che aveva dominato negli anni precedenti. Se l’Action Painting aveva "mostrato" le pulsioni interiori dell’artista e quindi la sua soggettività, con la Pop Art ritorna la neutralità dell’oggetto d’uso quotidiano. Non oggetti veri e propri ma ready-made, ripresi dal movimento dada, con rifacimenti, enfatizzati nelle dimensioni o nella colorazione.

Ma essi non solo adottano le immagini e gli oggetti della realtà urbana e quotidiana (l'automobile, i prodotti di consumo, i personaggi famosi), ma attingono forme e linguaggio dal vastissimo repertorio dei mass media: la carne, la fotografia, la stampa, i fumetti e la pubblicità.
In questo modo ogni separazione tra arte e vita, viene definitivamente eliminata; insomma, essi si servono di immagini e oggetti già esistenti che manipolati e prelevati in vario modo si caricano di una nuova espressività.

Michelangelo Pistoletto Ragazza che cammina

Di Vito Coviello

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Vito Coviello

informatico per caso...

Cerco da anni di essere chi sono...

sicuramente ambizioso, e pronto a scalare montagne, sono semplicemente umano.

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