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Giovedì, 23 Marzo 2017 17:44

La politica dell’Arte

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osservare 1 L'Artista è una persona creativa, fortemente fantasiosa, iper-produttiva solitamente, con grande carattere e senso estetico, conosce una professione molto bene e solitamente questa può anche in un certo senso deviare la sua mano o caratterizzare il suo estro creativo.

Se dovessimo chiedere a Michelangelo o a qualche altro artista chiedendogli, pertanto qualcosa, afferente al suo modo di esprimersi, o d'essere felice: ci direbbe, probabilmente: «Io sono felice se mi metto a creare. Per tutti. Gratuitamente». Ma l’artista ha sovente bisogno di qualcosa… e la prima cosa di cui manca un artista è: ilGoverno. Governosignifica “governare“, avere delle regole, delle “dritte“ che aiutano lo sviluppo a superare il pericolo di perire per cause proprie.

La Politica dell'Arte è lagratuità. Pertanto, tutto ciò che “complica“ la generazione, la veicolazione, il “feticcio“ dell'oggetto stante alle sue regole di mercato riguarda regole di mercato e “cose” che non sono la Politica dell'Arte. E se fatta bene, quindi assoggettata ad altre regole che non riguardino specificamente l'etimo dell'Artista in quanto tale, si parlerà di Arte di fare Politica nel mercato o nel mondo dell'arte. Parlando di politica dell’Arte la natura dell'Arte espressa è una certa cosa, mentre la “Politica” di FARE l'arte, come la conosciamo al mercato e ai suoi organi “non prettamente gratuiti”, è un altra cosa: non è essere, ma avere. E dal momento in cui l'arte si deve contrapporre al denaro e al sentimento dell'avere, diventa impropria. Dimentica di essere artistica/o, talvolta, insomma, l'arte e l'artista, se si concentra sulla Politica di come FARE arte, invece che esserla e basta. La fobia, dei soldi, del bisogno di inventarsi valori su cose che non esistono perché non si ipoteca un valore “essenziale“ e questa fobia, ansia, cattiveria, questo cinismo sono il malessere della Politica, di fare Arte ma anche scuola, sanità, tutto insomma. Di conseguenza gli artisti sono tutti costretti a fare delle scelte, giorno dopo giorno. Scelte che non permettono di avere una possibilità di scelta, semplicemente rimanendo invece coerenti con se stessi. Riassumendo, la Politica dell'Arte è ben diversa dall'Arte di fare politica (sia in campo artistico che negli altri campi). E gli artisti sono artisti solo quando sono liberi di essere se stessi, quindi generosi. L'Artista non può far altro se nonché donare e chi non è un artista non può far altro se nonché ripagare quel dono in un altro modo. E i modi sono tanti. Non importa essere artisti, ma dare un valore alle cose artistiche o creative impedendo di fatto la loro libera genesi e fruizione e per questo non ci sono più artisti, ma solo cose che valgono a seconda di come ci gira. Trovare persone che siano d'accordo non è la fonte di questo lavoro scritto, bensì stimolare la ricerca di una verità, che per quanto non esista, ha delle percezioni che sono intellegibili e, ognuno, dovrebbe avere il coraggio di decidersi su quali. Che poi valgano per se stesse, è già qualcosa. Potete scegliere difareedesserequalsiasi cosa, ma se scegliete di essere artisti: primo non potete sceglierlo, perché o lo siete oppure non lo siete, secondo: dovete essere per forza generosi e dev'essere la generosità la sola cosa che vi guida.... Perché non è sufficiente esserebravi, ma bisogna esserebuoni.

Serena Gervasio

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