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Sabato, 16 Gennaio 2016 18:09

L’Arte peccaminosa

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"L'Arte è il vizio: non la si sposa legittimamente, la si violenta!" ( Degas)

 

L’artista come essere umano cerca un completamento, ha un desiderio naturale di scaricare, riversare sulla tela se stesso e il suo mondo. Ogni individuo ha sempre cercato un completamento a se stesso, non solo come corpo ma anche e soprattutto come mente. L’unione e la fusione fra due entità porta inevitabilmente ad un evoluzione del pensiero singolo, che altrimenti difficilmente si sarebbe potuto sviluppare. Il pittore, per farlo, ha bisogno di trovare la sua fonte d’ispirazione o nei casi più fortunati, la sua metà. Essa o esso diventerà la sua essenza, l’incarnazione vera e propria della sua arte. Per molto tempo la funzione della modella nell’arte è stata ignorata, sottovalutata. Ma cosa avveniva tra l’artista e la modella per produrre un opera capace di far vedere contemporaneamente il soggetto e la potenza creatrice del pittore? Le donne che nel ruolo di muse e modelle hanno determinato la produzione artistica di grandi maestri, si rivelano sempre più una presenza stabile e multiforme nella vita degli artisti e spesso sono mogli, amanti, sorelle, madri, donne con cui l’artista condivide un legame affettivo e famigliare. Non deve sorprendere se la parola “modella” per decenni è diventata sinonimo di ‘prostituta’, spesso gli artisti hanno ritenuto quasi un loro diritto possederla per meglio ritrarla.

In genere si trattava di ragazze povere e senza nessuna tutela e, nell’ottocento, alcune modelle venivano prese direttamente dagli orfanotrofi. La storia dell’arte presenta diversi esempi di raffigurazione di soggetti che si sono scoperti essere amanti degli artisti autori di quelle opere, alcuni legati a vicende o curiosità sicuramente autentiche e particolari.

osservare raffaello Il primo esempio di rapporti amorosi tra artista e modello sono da riscontrarsi nel Rinascimento Italiano, in pieno ‘500 ed è quella che lega il più classico dei pittori alla più classica delle artigiane: l’amore tra Raffaello e Margherita Luti, sua modella per diverse opere. Nella sua opera ritrae la donna nella grazia e nella delicatezza di un momento intimo, infatti, si presenta seminuda, con una mano si regge il suo seno sinistro, con l’altra si copre le nudità coperte da un drappo rosso. Sappiamo che Isabella d' Este ne fu spaventata al punto da rifiutare un ritratto di Leonardo da Vinci che le pareva troppo introspettivo, troppo dentro i segreti della sua anima, e non possiamo stupircene visto che ancora oggi, pur abituati come siamo alle immagini, gli occhi e il sorriso della Gioconda continuano a turbarci.

osservare modiglianiUna coppia di amanti molto tormentata, vissuta a Parigi negli anni ’20 del Novecento è quella tra Amedeo Modigliani e Jeanne Hepbuterne. A differenza della classica modella pagata per il suo lavoro, spesso troppo accondiscendente, Jeanne fu compagna devota del pittore maledetto, tanto da convivere con lui e dargli una bambina. Ma con la morte di Modigliani nel 1920, si gettò dal balcone della sua casa a Parigi, vedendosi impossibilitata a vivere senza l’amore ragione della sua vita.

Che cosa sarebbe il lavoro di Picasso senza la ben nota relazione predatoria nei confronti del soggetto femminile, senza l'imponente desiderio sessuale che l'artista esibisce in tutta la sua opera? Dotato d’intensa ed eclettica personalità, ebbe una complessa serie di mogli e amanti durante tutta la sua vita. Continuò a produrre opere d’arte ritraendo le sue donne e l’amore con forza immutata fino alla sua morte nel 1973, all’età di 91 anni. Klimt mescolava arte e sesso. Nel suo studio viennese spogliava le signore dell' alta società, le ritraeva minuziosamente e poi, con comodo, le rivestiva sulla tela dei suoi tipici abiti-mosaico con tessere d' oro.

osservare klimt Non ci è dato sapere se andasse oltre lo sguardo; di certo Hayez lo face. Lo sappiamo perché il pittore stesso, che raccoglieva grandi successi presso le giovani della borghesia milanese, si è disegnato nel suo studio impegnato in molteplici pose di sesso. Col tempo la fotografia ha semplificato molto il rituale accorciando il tempo della relazione fra artista e persona da ritrarre e il ritratto è potuto dilagare in ogni classe sociale. Warhol è stato il prototipo di questo cambiamento: con la sua Polaroid coglieva la banalità della cronaca e da quegli scatti veniva poi il quadro. In un articolo sul Guardian, scrive Germaine Greer, una delle più importanti voci femministe nel panorama internazionale: “una musa è tutto, meno che una semplice modella: è la parte femminile dell’artista maschio, con la quale egli deve avere rapporti, se desidera concepire un nuovo lavoro. E’ lei, la musa, a penetrare il suo artista, ma è lui, l’artista, a portare avanti la gestazione, a partorire il suo lavoro, dall’utero della mente”.

 

 

Serena Gervasio

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