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Sabato, 25 Aprile 2015 23:37

I mille volti dell’arte

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“Un albero raccoglie il sapere degli uomini da migliaia di anni, nel suo silenzio che parla custodisce i nostri segreti, perché una pianta  ha un'anima  e un proprio sguardo.”

La storia del rapporto e dell’approccio artistico dell’uomo con la natura ,in questi ultimi anni, è maturato sempre di più e l’artista contemporaneo sente sempre più l’esigenza di cooperare con l’ambiente. L’opera fatta di natura è giustificata anche dall’urgenza di risolvere i problemi ambientali e dalla necessità di stabilire un rapporto equilibrato fra gli uomini ed il loro mondo. Talvolta esiste la volontà da parte dell’artista d’intraprendere un’azione curativa nei confronti di ciò che egli percepisce come natura danneggiata. Ma è proprio la natura che è presente nell’artista come una forza interiore e vitale che gli concede la creatività e questo tipo di rapporto lo ritroviamo all’origine dell’arte dove, all’inizio, si esprime attraverso un segno elementare, il graffito, che risponde ad un’esigenza di carattere magico, religioso, ed è una sintesi di qualcosa che col tempo sievolveràin qualcosa di più complesso, l’immagine. Con questi presupposti, nel corso degli ultimi cinquant’anni, una nuova “cultura della natura” è andata a crearsi. Non si tratta più esclusivamente di una relazione di contemplazione, come nell’arte del Romanticismo, ma di un rapporto attivo e consapevole di una crescita tecnologica irrispettosa del paesaggio.

osservare landart 1 Una delle prime e più importanti correnti artistiche legate alla natura è rappresentata dal Land Art o Earth Art, che si è sviluppato alla fine degli anni ’60 negli Stati Uniti. E’ solamente con questo movimento estetico che il soggetto e il luogo si fondono con il supporto ed il materiale artistico. La produzione dell’opera si distacca ormai dalla persona dell’artista, egli non è più il protagonista, l’opera è la sola interprete dell’arte. L’artista del Land Art deve imprimere il suo segno sul territorio, in qualsiasi modo, su qualsiasi scala e per qualsiasi durata. Secondo l’artista del Land Art il paesaggio deve essere modificato, inserendo degli elementi-segno, che possono essere addirittura in ferro o in cemento e che ne sottolineano un particolare significato.

Un altro movimento artistico che si è interessato del rapporto arte_ natura è l’Arte Povera nata alla fine degli anni ’60 e diffusasi soprattutto in Italia. Gli artisti dell’Arte Povera si differenziano dai loro colleghi del Land Art soprattutto per quanto riguarda la scelta di materiali non convenzionali e naturalmente poveri. Essi non utilizzavano ne sostanze ne colorazioni che potessero nuocere all’ambiente naturale e risultare disomogenee.

osservare artepovera 2Le opere appartengono al loro creatore  esclusivamente nel momento della loro creazione, in seguito esse sono del visitatore, ma soprattutto, dall’inizio fino alla fine, si rivelano essere dell’ambiente naturale nel quale sono nate. Questo è anche uno dei principi fondamentali di questo movimento artistico. Tutti questi artisti che hanno operato nella natura si sono interessati alle culture arcaiche nella loro ricerca dell’unità perduta tra uomo e natura. Nella visione delle popolazioni primitive infatti non vi era distinzione netta tra l’uomo e gli altri esseri, tutte le cose avevano un’anima o forza  che dava loro vita, e la magia era basata sulla credenza nelle connessioni nascoste fra tutti gli esseri e persino tra l’uomo e gli elementi naturali.

Gli artisti che sentono il desiderio di fusione, immersione nella natura cercano di avvicinarsi a questa meta attraverso l’uso delle forme simboliche arcaiche e di azioni che possono richiamare rituali o antichissime forme di culto come il caso dello scultore  Keith Jennings che  nel 1982 decise di scolpire il tronco di un albero nel suo cortile, con semplici utensili a mano. Questo esercizio gli permise di affinare la sua arte. L’evento è divenuto noto, e gli è stato affidato l’incaricato di eseguirne altre sopra una serie di alberi in tutta "St. Simons Island".

osservare KeithJennings 3 Le sculture, che ben si mimetizzano nell'intricato ambiente circostante, con le loro tristi espressioni sembrano riflettere l'aspetto dolente degli alberi stessi con i loro rami pendenti coperti di muschio. Ma Keith Jennings pare sostenere la tesi che le sue sculture sono visi di sua fantasia e non, come alcune altre voci sostengono, che sono i ritratti di marinai morti a causa di naufragi avvenuti nella zona, alquanto pericolosa per la navigazione.

Tutt’altro che tristi sono invece i volti scolpiti su alcuni alberi del capoluogo lucano che di recente si è imbattuto in queste sculture di “anonima creazione” che catturano lo sguardo dei passanti   affinché, con la loro simpatia, invogliassero al rispetto, così da contribuire ad  avvicinare un po’ di più il nostro mondo al loro!

 

 

osservare volti 1osservare volti 2

Serena Gervasio

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