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Sabato, 11 Aprile 2015 16:04

ArtExpo 2015

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osservare ArtExpo 1 resizeL’Esposizione Universale di Milano aprirà le sue porte il primo maggio 2015 e terminerà il 31 ottobre dello stesso anno: 6 mesi di spettacoli, incontri, convegni, manifestazioni all’interno di un sito interamente dedicato a questo straordinario evento che vedrà la città al centro dei flussi turistici mondiali e avrà così la possibilità di mostrare le proprie eccellenze confermando la propria vocazione internazionale.

Expo Milano 2015 darà visibilità alla tradizione, alla creatività e all’innovazione nel settore dell’alimentazione, raccogliendo tematiche già sviluppate dalle precedenti edizioni di questa manifestazione e riproponendole alla luce dei nuovi scenari globali al centro dei quali c’è il diritto a una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta.

Il Sito Espositivo diventerà il luogo inedito di un nuovo incontro tra agricoltura e città, che nutrirà Milano sia nel senso letterale sia in quello intellettuale.

L’Esposizione sarà ospitata in un’area nel settore nord-ovest di Milano e occuperà una superficie di circa 1,1 milioni di metri quadrati.

osservare ArtExpo 2 resizeLa cultura italiana con i suoi beni artistici sarà ospitata in 14 padiglioni, dislocati in altrettanti sedi cittadine e di cui 8 dedicati a Bramante, Leonardo, Antonello da Messina, Michelangelo, Caravaggio, Raffaello e Tiepolo.  

Ogni mese sarà un’opera d'arte molto nota e custodita a Milano a delineare il calendario della vita culturale di Expo mentre nel padiglione 9 il “Teatro alla Scala” promette ritmi stakanovisti aprendo 140 sere su 180, con un alternarsi serrato di spettacoli.

Spazio anche per la letteratura nel Padiglione 10 con la mostra Stendhal e Manzoni mentre al padiglione 11 verranno messi sotto la lente di ingrandimento i Futuristi con i loro capolavori provenienti dal Museo del Novecento, da Brera e da raccolte private.

Il teatro Parenti ospiterebbe il padiglione 12 come punto di arrivo di un itinerario dedicato a De Chirico e a Savinio, mentre il padiglione 13 è un omaggio all’architettura della città.

Infine il padiglione 14 ospiterà una mostra a Palazzo Litta con grandi collezioni private italiane e opere dell’arte italiana dal Duecento al Novecento.

Fa parlare molto di sé la mostra Arts & FoodseCucine & Ultracorpi: due realistici viaggi, nel tempo, nell’essenza, nella sostanza e nella forma del cibo tra nutrimenti rappresentati e rievocati. La mostra racconta il rapporto fra arte e cibo ed è stata curata da Germano Celant. Il percorso, costellato di vetrine salvaoggetti, dipinti, sculture, corredi, suggestioni sonore, video proiezioni, fotografie e documenti, si estende per 7mila metri quadrati e si suddivide a livello spaziale in tre settori.

osservare ArtExpo 3 resizeAl piano terra vi è una parte rilevante della storia italiana raccontata attraverso l’evoluzione dei mondi del consumo per proseguire poi  con i lavori contemporanei proposti al piano superiore. Oltre a Andy Warhol, presente anche con le leggendarie zuppe Campbell, sono poi esposte le michette imbiancate e le uova con impronte di Piero Manzoni, o i limoni pop di Lichtenstein, per rappresentare il sapore contemporaneo. Un’opera di Paola Nizzoli, creata appositamente per questa occasione, chiude il percorso con 2000 elementi  in cera modellati e dipinti a mano che creano una piramide alimentare di straordinario iperrealismo. Era il colpo di teatro che serviva per terminare la mostra in modo spettacolare, e che lancia un messaggio profondo spiegando che il cibo è gioia, arte e vita, ma deve essere consumato in maniera intelligente, equilibrata e senza sprechi. Anche l’arte può diventare un’occasione di spreco quando propone abbuffate di poco pregio e scarso valore culturale, al contrario questa mostra dimostra invece un misurato e squisito criterio qualitativo.

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Al Triennale Design Museum, invece, la mostra “ ultracorpi”, mette in luce quegli oggetti alieni che si infiltrano nella società terrestre assumendo le sembianze degli esseri umani per sostituirsi a loro e attuare così una rivoluzione interna. In esposizione si trovano gli elettrodomestici da cucina che si sono alternati nel corso degli anni, spaziando dal frigorifero al microonde, dalla caffettiera al tostapane, dal tritarifiuti alle cappe assorbenti, dai bollitori ai mixer, dalle friggitrici alle gelatiere. Il percorso desidera illustrare la lenta quanto inesorabile trasformazione degli utensili da cucina in macchine e automi. Un’armata di invasori che dalla metà del XIX secolo con l’avvento dell’industrializzazione è dilagata arrivando a sostituire molte pratiche umane dell’elaborazione culinaria.

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