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Giovedì, 14 Febbraio 2019 16:13

4X4: una forza motrice d’arte che sinergicamente colora il palcoscenico di Gocce d’Autore

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osservare 1

Quattro artisti espongo quattro opere ciascuno secondo una formula minipersonale.

 

Il concetto è di trazione, di unioni di forze cromatiche, sebben di stili diversificati tra loro ma che si ritrovano in un unico denominatore: arte e bellezza.

Si perché l’arte è espressione tangibile di bellezza di una bellezza dell’anima una bellezza invisibile e non reale che l’artista traduce in colori forme e luci.

L’arte invita alla riflessione per chi la espleta e per chi ne gode, attraverso il suo messaggio emozionale.

C’è un filo conduttore in questa esposizione che ci catapulta morbidamente da un messaggio artistico all’altro. Alcuni paiono contrapposti e al contempo strettamente affini come per esempio i paesaggi urbani di Gaetano Ligrani (Galì) e di Donato Larotonda.

Il primo ci porta in una dimensione spazio/tempo in cui lo spazio è dettato da volumi ortogonali, rigorosi, calibrati in un equilibrio di forme. Il tempo è scandito dalla luce che si insinua tra le forme provocando tenui contrasti e proiezioni di ombre. Uno spazio urbano pulito, ordinato dove si avverte il silenzio, probabilmente dettato dalla rigorosità degli spazi. Spazi piacevoli dove la mente sembra distendersi, riposarsi dal frastuono e dallo stress. Un luogo metafisico surreale dove ci vorremmo trovare almeno per una volta. Ligrani ci propone questa pulizia, quest’ordine, un invito a uscire, anche solo per un attimo, dal disordine sociale e dal caos.

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Opera di Gaetano Ligrani

Dal lato opposto, fisicamente collocato ma metaforicamente in contrapposizione, c’è l’arte di Donato Larotonda. Con le sue opere l’artista lancia un messaggio onirico in paesaggi di una dimensione surreale. Qui non troviamo l’ortogonalità, sebbene i paesaggi siano  costituiti da architetture ben precise. Pur oltrepassando le leggi fisiche accademiche, l’armonia delle forme e dei colori sono un concerto meraviglioso, fantastico. Larotonda presenta cosi il paesaggio tipico di un sud prettamente lucano e in quel contesto piacevole, accattivante, dove invita a fantasticare, ecco che inciampiamo in una denuncia, in una bellezza ferita o in una ferita della bellezza. Ma le nasconde bene, bisogna ricercarle, perché ciò che l’artista vuol mettere in evidenza è l’assoluta bellezza della nostra terra. Un viaggio fantastico compiuto da un cuore volante o da un pentagramma alato per dire che niente potrà uccidere la bellezza di un incantevole e fantastico paesaggio. Come nulla mai potrà uccidere l’arte come ambasciatrice di bellezza.

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Opera di Donato Larotonda

Il filo emozionale conduce il visitatore nei paesaggi di Lucio Rofrano, tra i mille verdi della natura i suoi azzurri e i suoi rosa. Anche qui permane un ordine soave, millimetrico, armonioso descritto da tocchi di colore lievi come fiocchi di neve, colorati giustapposti e ragionati in un concerto cromatico atti a far leggere la sinfonia della natura. Moltissime variazioni di toni scompongono la natura, come se Rofrano distillasse da essa ogni singola goccia di colore. Nelle sue opere c’è un’architettura naturale, tra gli alberi e l’erba sembra soffiare un leggero venticello che gioca scomponendo e ridisponendo i colori nelle giuste posizioni. Anche qui il silenzio fa da collante a questa ordinata e organizzata pioggia cromatica.

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Opera di Lucio Rofrano

Continuando senza perdere il filo si scorge un’altra bellezza naturale: la figura di donna. Sono le opere di Pasquale Palese che esprime attraverso dolci forme un paesaggio, questa volta dell’anima femminile, un viaggio nel viaggio, un mondo nel mondo, origine e riferimento di vita e bellezza: l’entità donna. Viaggiando attraverso lo spirito, la mente e l’anima, egli dipinge il corpo come anello di congiunzione attraverso le loro espressioni e la  loro gestualità. Corpi nudi, di una nudità che non è soltanto insita nel piacere estetico, ma svela anche una condizione mentale e spirituale. La donna come punto di conversione ed evoluzione del mondo umano. Sebbene l’eros ne sia una componete, egli ne fa un abito che cela la nudità oltrepassandola e trainando l’osservatore verso una delicata bolla di emozioni, raccontando l’amore, l’eros e l’anima come tessuti vitali della donna.

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Opera di Pasquale Palese

A questo punto entra in gioco il fattore trainante nel vero senso della parola. Gli artisti presenti alla mostra affiancano Maurella Maio giovane artista alle sue prime esperienze espositive. Ella si collega al concetto di entità donna dipingendola in un contesto fantasioso, quasi fiabesco. Figure esili e slanciate come a sottolineare lo stile armonioso e sinfonico della donna vestita di colori. I vestiti sono campiture astratte con un quadro nel quadro, lì dove ci si sofferma, mentre la figura di donna ne è quasi un complemento, una rifinitura di bellezza.

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Opera di Maurella Maio

Di Pasquale Palese

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