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Domenica, 13 Settembre 2015 15:48

“Il bacio di Hayez”

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Tra idea pittorica e sentimento privato.

osservare 1Realizzato da Francesco Hayez intorno all'anno 1859, il dipinto fa parte di quelle opere cosiddette del Romanticismo italiano, una corrente artistica che si sviluppò durante l'Ottocento e di cui l'artista era uno degli esponenti più importanti. Si tratta di un olio su una tela che misura circa 110 per 88 centimetri conservato presso la pinacoteca di Brera. 

La suggestiva resa cromatica, i passaggi e gli stacchi del chiaroscuro e l'atmosfera di mistero e la vaga ambientazione medievale, hanno reso questo dipinto la fonte d'ispirazione per molte famose scene del cinema e uno dei soggetti più sfruttati per la  pubblicità e per riproduzioni a stampa di vario tipo come ha utilizzato ad esempio Federico Seneca, direttore artistico di Perugina negli anni ’30, nelle sue confezioni.

 

 

 

 

osservare 2Il tema ripropone quello della versione del 1823, L'ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo, conservato a Tramezzo e un'altra versione più simile a questa, ritrovata nel 1998, realizzata tra il 1859-67 e inviata all'esposizione Universale di Parigi del 1867.

Nella scena Vediamo raffigurati due giovani nel momento in cui si scambiano un bacio molto intimo e intenso ed il gesto viene rappresentato da Hayez con una posa molto naturale e spontanea con una seminascosta allusione politica agli ideali del Risorgimento, con il rinvio retorico alla partenza per l'esilio che sono gli elementi fondamentali del grande successo di questo dipinto tra i suoi contemporanei. Il dipinto, infatti, venne realizzato nel 1859 e la sua ideazione  coincide come periodo con la seconda guerra d’indipendenza italiana. Quindi alcuni esperti dell'arte ci indicano che il giovane coperto dal mantello, col berretto calato sugli occhi, il viso in ombra e un pugnale nella cintura potrebbe essere un volontario in partenza per la suddetta guerra. Il piede sullo scalino, come se dovesse scappare e l'ombra dell'uomo misterioso tagliato fuori dall'immagine  fanno pensare a un delitto o un'azione violenta, o a una fuga. Per contrasto al dinamismo della figura maschile, la ragazza è completamente abbandonata, il corpo arcuato all'indietro e la mano che sembra più aggrapparsi che abbracciare. 

L’incontro dei i due giovani allude all'alleanza tra Italia e Francia, che aveva permesso il formarsi del nuovo stato italiano. L'Italia, con i suoi colori, è rappresentata nella figura dell'uomo abbigliato dei colori del rosso della calzamaglia e del verde della fodera del manto, ma anche il marrone che è colore della terra mentre il blu del vestito di lei simboleggia la Francia.

osservare 3Esistono più versioni dello stesso dipinto. Il Bacio (oggi alla Pinacoteca di Brera) è portato in mostra all’Esposizione dell’Accademia il 9 settembre 1859. La seconda versione fu donata da Hayez alla sorella di Carolina Zucchi, sua amante. La terza versione è caratterizzata dal panno bianco per terra, dal mantello verde acceso dell’uomo e dal rosso della calzamaglia .Fu conservata per anni dall’artista e presentata all’Esposizione di Parigi del 1867. La quarta versione è il Bacio “in bianco”, del 1861 quella che viene a rappresentare il raggiungimento dell’ideale unitario. Con l’impresa dei Mille l’Italia aveva dimostrato di poter fare a meno della Francia e Hayez così decise di cambiare la propria posizione ricostruendo ciò che era stato compiuto seguendo i suoi primi ideali e trasponendolo secondo quelli che ammirava. Ci ha così regalato una seconda versione dove viene quindi tralasciato il riferimento all’azzurro dell’abito femminile e sostituito con un abito bianco. Il lettore può cercare nelle differenti versioni l’unione dei colori italiani a quelli francesi, fino ad arrivare alla dominante tricolore.

Serena Gervasio

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