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Mercoledì, 04 Ottobre 2017 08:00

My Land: i passi colorati sulla terra dello Scasciamacchia Trio feat. Fabrizio Bosso In evidenza

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Foto di Edoardo Angrisani

È stata presentata in anteprima presso il Jazz Club di Gocce d’Autore, lo scorso giovedì 14 settembre, la raccolta di brani del batterista Giovanni Scasciamacchia, ospitati nel nuovo interessantissimo disco dal titolo “My Land”, in trio con Aldo Vigorito (double bass) e Alfonso Deidda (Piano, tenor sax). Ospite d’eccezione il trombettista Fabrizio Bosso, che ha incantato il numeroso pubblico.

11 le tracce inedite, che si ispirano ai gesti semplici della terra, alle albe silenziose, ai tramonti profumati e che come ha sottolineato lo stesso Scasciamacchia: “Sono impressi nella musica i paesaggi che osservo, le vicende che vivo, i sentimenti che provo. Cerco di suonare seguendo un gusto prevalentemente classico più che innovatore. Tutti i grandi del jazz mi ispirano e mi hanno ispirato, d’altronde io sono un autodidatta. Ho iniziato a innamorarmi della tromba di Freddie Hubbard per citarne uno e poi ho compiuto un passo indietro e ho iniziato ad ascoltare Louis Armstrong, per poi arrivare al jazz degli anni ’50 e ’60 con Coltrane e Monk. Credo di avere una vena piuttosto romantica nella composizione, quasi mediterranea con il velo costante del jazz che simboleggia la creatività e l’improvvisazione. Ogni giorno affronto un nuovo viaggio, diverso da tutti gli altri e in questo percorso di strade incrocio con piacere tanti volti; mi piace suonare sempre con nuovi musicisti e ricercare, senza mai strafare però. È importante, per me, vivere il presente e preferisco non conservare nulla nel “cassetto”. Per quanto mi riguarda, è sempre il momento giusto! Spesso ho registrato in studio con musicisti che non conoscevo e ho lasciato le tracce così com’erano. Non bisogna mai trascurare la meraviglia degli istanti. Come fanno in modo egregio i bambini. A loro è dedicato un brano, nel nuovo lavoro: Tito Tato. La Bellezza della musica abita nei temi, nei quali entro in punta di piedi, ritenendomi solo una piccola goccia nell’immenso mare di questa nobile arte”.

Suggestioni e visioni di una serata all’insegna del bello assoluto.

Il repertorio scelto ha visto anche l’esecuzione degli standard più famosi del jazz, da Pure Imagination a The shadow of your smile, in una sinergia a maglie strettissime tra i singoli strumenti, in intesa dialogante, mai scontata, che si è assunta la responsabilità di rischiare.

“Ho conosciuto Giovanni Scasciamacchia in studio con Menzella, un amico comune e grande artista, nel 2009 e da allora abbiamo lavorato a 6 album”- ha continuato Fabrizio Bosso: “La musica agevola nel tirare giù le barriere. Questa sera c’era una intesa molto forte, ma abbiamo rischiato e sono felice di poter dire che abbiamo vinto! Sono profondamente legato alle radici del jazz e amo andare a rivisitare e riproporre in chiave moderna senza ignorare il tempo in cui esistiamo. Il jazz puro è la mia prima casa, tuttavia”.

A Bosso abbiamo chiesto da dove trae ispirazione. Ci ha confidato: “Dalla condivisione, dalla convivenza. È sempre importante per me, suonare con persone che stimo e con cui sto bene. Ciò che accade e che gira nella testa, unito alla complicità con gli artisti con cui si dividono gli spazi e le idee, rappresenta il messaggio che viene veicolato al pubblico. La forza di quattro (come nel caso di stasera) è maggiore di quella di un singolo leader”.

“La musica è un viaggio infinito – ha concluso Bosso- e la volontà di fare meglio, di crescere, di ricercare è uno stimolo eccezionale per ri-partire”.

Una finestra di mete, di amori romantici, di passi in una notte dal gusto onirico elegante.

Virginia Cortese

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