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Martedì, 28 Maggio 2019 15:12

Musica Down Under In evidenza

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Ed è così che come ogni anno il continente “sotto a tutto” ha ospitato il Blues Festival International nel periodo di primavera, per voi che vivete nell’emisfero Nord, e autunno per noi dell’emisfero Sud. Quest’anno il Festival ha compiuto trent’anni e ha voluto fare le cose in grande: più ospiti rispetto agli altri anni.

 

Il Festival si svolge nel comune hippy di Bayron Bay (il paese più a Est dell’Australia) che vede il coinvolgimento di 900 volontari, è come se un intero paese organizzasse l’evento. Ovviamente, poiché mi trovo ospite di questo continente e vivo proprio a un paio di ore da Byron Bay non potevo non partecipare all’evento, avendo anche un compagno patito di musica soprattutto blues e jazz.

Non avevo mai partecipato ad un festival di queste dimensioni, sicuramente vedere così tanti artisti, tutti insieme, che si susseguono secondo una scaletta ben organizzata, in diversi padiglioni, e spalmati nei cinque giorni della manifestazione, non è una cosa che capita spesso: da Jack Johnson a Ben Harper, da Iggy Pop a Paul Kelly, da Norah Jones al trio I’m with her, dal fantastico Tommy Emmanuel a St. Paul & The Broken Bones, da The Marcus King Band a Snarky Puppy, da Allen Stone a Cati Backer, e ancora da Elephant Session a Gary Cark Jr., da Manis Staples alla Melbourne Ska Orchestra, e tanti altri ancora. Sono stati cinque giorni di musica dalle 11.00 di mattina alle 12:00 di sera.

L’area festival oltre ai padiglioni per la musica, con un’acustica davvero spettacolare (complimenti ai tecnici del suono), ospitava stand per il cibo. La cosa particolare alla quale io italiana non ero abituata è vedere una “ corte del cibo” dove puoi trovare gli stand di ogni continente: dal Ramen giapponese alla Lasagna italiana, dal Pollo al Curry indiano all’Agnello greco, dalle Crepes francesi alle Ciambelle di Homar Sympson, inoltre stand vegani e biologici. Interi padiglioni con tavoli e sedie dove consumare il cibo comprato oppure il proprio, portato da casa o dal campeggio. E sì, perché un’altra cosa che mi ha lasciata stupita è stata l’organizzazione del campeggio. Un ‘area immensa, divisa tra chi aveva le tende e chi i camper. Gli australiani amano il campeggio e il BBQ, non esiste famiglia che non abbia l’attrezzatura in garage per entrambi. Inoltre, per chi venisse da molto lontano o per chi non avesse l’attrezzatura, l’organizzazione prevede la possibilità di affittare per l’intera durata dell’evento delle bellissime tende: le tende arcobaleno, bianche e con alla punta la bandiera della pace, tende come le capanne indiane. L’atmosfera nel campeggio ti trasportava in una dimensione di serenità dove tutti sono amici, dove ciò che accomuna tutti è la buona musica, il ritmo, il sound. Un luogo dove vieni trasportato dal piacere di stare insieme, dall’essere sereni quasi come se fossimo lontani dalle cose brutte del mondo, dove la condivisione del momento e il rispetto reciproco la fanno da padrona. I bambini che giocano e scorrazzano nel campeggio, senza preoccuparsi se si sporcano i vestiti di terra o si bagnano con l’acqua; i genitori che sono attenti ma quel giusto per non impedirgli il piacere della scoperta. La gente più matura, anziana che rimane comunque giovane dentro, che ha vissuto gli anni ’70, che con le loro magliette dedicate a qualche artista “più anziano” non è voluta essere assente, la ritrovi sotto il palco a portare il tempo come giovincelli quasi come se ti stessero dicendo: “ Ehi amico, questa è musica!!”.

Nell’area festival non sono mancati i classici stand dove poter comperare beni fatti a mano di ogni genere oggetti, vestiti, cappelli, scarpe e “gioielli”, inoltre i massaggiatori tailandesi e gli stand tibetani, quelli aborigeni dove insegnavano la manifattura locale.

Inoltre poiché viviamo proprio sotto il buco dell’ozono: protezione solare e acqua gratis per tutti, con i volontari che ti invitavano a farne abbondante uso.

Anche i servizi igienici sono stati dei migliori, presenti ovunque e sempre puliti. Ogni padiglione prevedeva delle zone per disabili, con delle piattaforme all’interno rialzate e con le rampe, così che avessero la possibilità di vedere bene la performance e soprattutto in sicurezza. La sicurezza presente, ma quasi non te ne accorgevi; inoltre non c’era per nulla la sensazione di non avere abbastanza spazio vitale per te o la paura di qualcuno che avesse bevuto troppo o desse fastidio. E’ stato assolutamente un festival all’insegna della pace e del divertimento, dell’essere tranquillo e sereno.

All’evento hanno unito un altro festival: Boomerang Festival, per far conoscere la cultura aborigena, le loro danze, i loro costumi e le loro tradizioni. Per cui tutte le mattine ad aprire il festival c’erano danze e musica aborigena.

Insomma concludo affermando che oltre ad avere avuto la possibilità di vedere così tanti artisti in una sola volta, ho avuto la possibilità di partecipare a un festival dove l’atmosfera era di assoluta condivisione dell’esperienza, di serenità, l’importante era esserci, dove la regina è stata la musica. Manifestazione dove gli artisti sono stati di una umiltà per me inaspettata e dove potevi incontrarli per un autografo allo stand per la trasmissione radiofonica. Sembrava come se fossero lì sì per esibirsi ma soprattutto come auditori, come se partecipassero un po’ da artisti e un po’ da spettatori per onorare la musica e portarsi dentro questa esperienza.

https://tommyemmanuel.com/

di Francesca Soloperto

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Francesca Soloperto

Dilettante Fotografa

Mi faccio catturare da tutto ciò che mi da emozione e immagazzino nel mio Io.

Sono curiosa verso tutto ciò che può insegnarmi qualcosa.

Sono curiosa verso l’Arte qualunque essa sia perché penso che sia espressione di un altro Io, dunque porta alla riflessione e al confronto, perciò crescita.

Considero il “Viaggiare” una forma di Educazione al Sapere e al saper Vivere, aspiro dunque a girare il Mondo…così da poter poi affermare: “ ho conosciuto, ho vissuto!”.

Cos’è per me la fotografia?

“Se guardando la foto questa mi da la stessa emozione che ho provato scattandola allora è lei, diversamente la cancello”.

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