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Sabato, 05 Dicembre 2015 11:04

La ricerca musicale di Antonio Bruno

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musicare bruno 1

In questo articolo vi propongo il racconto e la storia di un grande musicista lucano, nonché amico da molti anni, Antonio Nicola Bruno, bassista-cantautore-compositore. Esperto di elettronica popular, la sua ricerca ha riguardato anche la taranta, le collaborazioni con il Neapolitan Power, una ricerca musicale che punta alla musica e alla parola. Antonio Bruno è un esempio di come trasporre la vita nell'arte, e di come l’arte diventi vita. Nato a Tricarico, in provincia di Matera nel 1962, la sua musica trasuda delle sue origini e di quelle della sua terra. Vive anni di profondi cambiamenti e di costume, dove il mondo contadino, ancora vivo, lasciava il posto alla modernizzazione, all’inurbamento, alla fuga dalla vita della campagna, alla possibilità di andare via per avere possibilità di essere altro. Durante i soggiorni a Tricarico, entra nel mondo della musica popolare con il cugino più grande di oltre 20 anni, Antonio Infantino, luminare e pioniere della riscoperta della musica popolare italiana, fondatore dei Tarantolati di Tricarico. Viene iniziato al mondo della musica terapeutica: la musica per guarire. Infantino, al pari dei musicisti salentini della taranta, e al pari di tutta la musica sciamanica presente in tutto il mondo, considerava la sua musica una terapia, “ eravamo, quando entrai a farne parte nel 1981, i dottori della musica”, racconta Antonio Bruno. E poi: “certe volte nei concerti ci vestivamo tutti di bianco, con i camici ed iniziavamo a suonare i pezzi, così senza una parola, in una atmosfera mistica e di trance, nostra e del pubblico. Analizzando la musica e l’armonia, tutti i brani, a parte piccole eccezioni, erano dei blocchi monocordo, ogni brano si sviluppava su un solo accordo e senza mai modulare altrove; la ricerca del potenziale curativo derivava dagli studi e della nostra stessa appartenenza al mondo tarantato dei contadini del sud, e del fatto che i “pizzicati” prediligessero nella cura soltanto un colore; ai musicisti spettava il compito di scoprirlo e perseguire la giusta tonalità ed il giusto tipo di tarantella fino alla guarigione del soggetto pizzicato”. E’ così che è nato il progetto Bellitamburi, con il quale si è proseguito su questo stesso tipo di ricerca timbrica, ritmica e con l’uso della parola, della poesia, della protesta, della rabbia e dell’amore, in italiano e in dialetto, un esperanto miscuglio di tutti gli idiomi del sud Italia, e della sua libertà di espressione. Il brano Danza e Ridanza, ancora oggi replicato con il gruppo di Tony Esposito, prosegue questo tipo di ricerca. Antonio Bruno afferma che gli effetti della musica sono l’obiettivo perseguito, cerca  la radice popolare della musica sulla quale far germogliare ciò che semina. Nei testi usa un dialetto nuovo, una specie di incontro tra i posti della sua vita, e soprattutto del sud Italia.

Scrive Antonio a proposito del Neapolitan Power: “grazie alla lunga militanza nel gruppo di Tony Esposito dal 2002, prima come autore e bassista, poi come cantante e chitarrista ho avuto modo di conoscere tutto il panorama musicale della città di Napoli. Ho potuto suonare con tutti i più grandi autori partenopei, e credo che i concerti più belli sono quelli fatti a Napoli con Pino Daniele nel 2012/2013 (Napul’ é ..tutta nata storia) sei concerti e poi nel 2013/2014 (Tutta nata storia live in Napoli), cinque concerti insieme al famoso rapper napoletano Clementino.

musicare bruno 2Ho  parlato e mi sono confrontato con Pino Daniele, un autore che ho sempre amato per la sua ricerca musicale e testuale. Durante le prove lui mi ascoltò incuriosito, tant’è che mi chiese di raggiungerlo nella sua casa-studio a Roma dopo il tour che però è stato interrotto prematuramente dalla sua scomparsa.

Durante queste prove che si tennero al Palatlantico di Roma, ricordo l’emozione di ascoltarlo provare da vicino, la strana sensazione di sentire e di vedere un autore così grande, di vedere quali direttive dava a tutti quei musicisti che sono da anni parte della storia della musica italiana.

Poi ci diede il suo palco ed ascoltò attentamente la performance che avremmo dovuto fare dopo qualche giorno al Palapartenope a Napoli, dovevano essere due concerti che divennero sei, un tutto esaurito, con un pubblico che conosceva tutte le canzoni a memoria.

Certamente degli eventi che resteranno nella storia dei concerti di Pino Daniele a Napoli, dove hanno preso parte tutti i gruppi più importanti dagli anni 70 ad oggi.

Con Tony Esposito, del quale sono diventato uno dei suoi più stretti collaboratori, ho fatto molte centinaia di concerti in Italia e nel mondo, partecipato a decine di manifestazioni, ho fondato con lui ed i famosissimi pittori americani Mark e Paul Kostabi il gruppo “New modernism” poi diventato “Kostabeat” e con loro abbiamo pubblicato tre cd, per Azzurra music e Warner e fatto vari concerti e collaborazioni.

musicare bruno 4Abbiamo inoltre fondato il gruppo “tam tam brass", con il gruppo dei solisti del Conservatorio di Santa Cecilia, quando anche il mondo della musica classica è andato in crisi ed i musicisti hanno deciso di uscire fuori dai teatri e di confrontarsi con i musicisti popolari.

Ne è nato un disco meraviglioso “tam tam brass” (2013 Sony music) ed abbiamo fatto con loro alcuni concerti e partecipato alla trasmissione “alle falde del Kilimangiaro” di Licia Colò per Rai 3.

Ancora grazie a lui è nata la mia collaborazione con il gruppo Petrameridie e con questi abbiamo partecipato alla “Notte della Taranta” a Melpignano, un concerto con 150.000 persone sotto al palco, una emozione ancora una volta difficile da descrivere. Anche quest’anno abbiamo suonato alla tappa di Cutrofiano, e fatto altri concerti che saranno sicuramente seguiti da un lavoro discografico.

musicare bruno 3Abbiamo fatto parte di numerose trasmissioni Rai, ed anche su Rai International e su radio Rai, molte esibizioni sono reperibili su YouTube, dove esistono centinaia di video della mia attività concertistica e di produzione. Contemporaneamente, in questi anni ho sviluppato con mio fratello Giorgio Bruno, percussionista, il gruppo dei “Bellitamburi”, con il quale abbiamo vinto nel 2006 il premio Heineken ed il premio città di Avella e pubblicato per CNI music l’album “Danza e ridanza" (2008). Un altro album che uscirà a breve.

Partecipazione come ospiti a due edizioni della Notte della tarmorra a Napoli. Oltre ai Bellitamburi, ho un progetto a mio nome come cantautore insieme al bassista produttore Maurizio Gambardella, il chitarrista Matteo Tundo e Giorgio Bruno alla batteria, con il quale ho pubblicato l’album “Magic sound” (2014) ed è in uscita “Elettronica popular”, un cd appena completato di cui spero di aver modo di parlarne tra qualche tempo dopo la sua pubblicazione. E’ Uscito anche un libro sul Neapolitan Power, intitolato “Per rabbia e per amore” scritto da Antonio D’Errico, uno scrittore e biografo campano che mi ha inserito in questo libro di interviste insieme ai più importanti autori contemporanei di Napoli, da Beppe Barra a Eugenio Bennato, da James Senese ad Antonio Onorato, Tony Esposito e altri.

Anche in questa intervista, ho portato il mio pezzo di Basilicata all’interno di un movimento che ha dato vita ad un vero e proprio genere musicale made in Italy.”

Toni De Giorgi

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