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Lunedì, 25 Dicembre 2017 10:35

Il colosso Ronnie Cuber chiude il cartellone jazz 2017 di Gocce d’autore

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Foto Concerto

Il sassofonista statunitense Ronnie Cuber ha accompagnato il Daniele Cordisco Hammond trio, lo scorso 7 dicembre presso il Jazz club di Potenza.

 

Cordisco è senza dubbio tra i chitarristi più interessanti della scena jazzistica nazionale e internazionale. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui il prestigioso "Massimo Urbani", nel 2005 ha vinto una borsa di studio per il "Berklee College of Music” e nel 2010 il premio "Eddie Lang" con Jim Hall come presidente di giuria.

Ha collaborato con artisti del calibro di Gregory Hutchinson, Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Shawnn Monteiro, Denise King, Sarah McKenzie, Jerry Weldon e tanti altri.

L’ensemble è stato completato dall’elegante Antonio Caps all’organo (che ha all’attivo collaborazioni con Denise King, Andy Farber, Godwin Louis) e dall’esuberante Giovanni Campanella alla batteria (che vanta maestri come Pat Bianchi, Giovanni Amato e Gary Smulyan).

Ospite d’onore Ronnie Cuber, come detto. Palma res di tutto rispetto e tra i colleghi delle vere e proprie leggende artistiche: da Frank Sinatra a George Benson, da Charles Mingus a Steve Gadd, Horace Silver e fino a B.B. King, Eric Clapton, Paul Simon e Frank Zappa.

Un vero leone che ha alternato momenti di energia a narrazioni musicali del tutto romantiche, proponendo testi della tradizione jazz e disegnando viaggi artistici in cui ha ospitato un pubblico emozionato.

“Suoniamo insieme da quattro anni - ha spiegato Cordisco - ed essere con Ronnie Cuber è senza dubbio un’esperienza unica. È un musicista della vecchia guardia, e come tale pretende la precisione e la concentrazione. Quello con lui non è un semplice incontro ma un vero e proprio viaggio in un certo tipo di musica”.

Quali sono le emozioni che vi trasmette?

“Senza alcun dubbio il rispetto. Per lui e per la tradizione che musicale che rappresenta. Stiamo imparando davvero tanto”, ha aggiunto Campanella.

“Quando sei con musicisti di questo calibro, puoi apprezzarne la forza, l’enorme esperienza e la assapori mentre i momenti “accadono” e si susseguono, nella concentrazione che si vive, nel mondo in cui essi pretendono che la band sia al servizio di chi ascolta. Tutto ciò si percepisce ed è grandioso a maggior ragione per chi, come noi, vive in Italia. Si comprendono numerosi aspetti che altrimenti resterebbero ignoti, ciò consente di aggiungere, di volta in volta, tanti tasselli al proprio bagaglio personale. Umano e artistico”, ha chiosato Caps.

Virginia Cortese

 

 

 

 

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Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

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