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Giovedì, 16 Giugno 2016 20:21

Eric Clapton, the “God” of the blues

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musicare clapton 1

Eric Patrick Clapton è nato a Ripley, Surrey, il 30 marzo 1945. L'amore  per la musica blues e per il R&B americano lo spinse ad imparare a suonare la chitarra regalatagli dai nonni a quattordici anni.

Dopo avere suonato in molte blues band inglesi nei primi anni '60, tra cui spiccano i Roosters nel 1963, Eric raggiunse la fama con gli Yarbirds, di cui facevano parte i tre migliori chitarristi inglesi del decennio: Clapton, Jimmy Page e Jeff Beck. Clapton lasciò il gruppo nel 1966 per unirsi ai Bluesbreakers di John Mayall e in seguito per formare i Cream con il bassista Jack Bruce ed il batterista Ginger Baker. Presto la band sarebbe diventata il più importante gruppo rock della fine degli anni '60.L'enorme successo dei Cream portò Clapton alla ribalta internazionale.

Nel 1969 assieme a Steve Winwood, Rick Grech e Ginger Baker formò i Blind Faith, una band che ottenne un'enorme popolarità con il primo album omonimo, e ancora nel 69 , con Delaney e Bonnie & Friends, Clapton cominciò a sperimentare le sue capacità vocali. Nel 1970 uscirono il suo primo album solista ed il magnifico "Layla and Other Assorted Love Songs" di Derek and the Dominoes, un'altra collaborazione unica che includeva un genio allora sconosciuto della chitarra slide, Duane Allman.

Nel 1971 Clapton toccò emotivamente il fondo. Lo scioglimento di Derek and the Dominoes durante la registrazione del loro secondo album ebbe un profondo impatto sull'artista. A parte alcuni lavori occasionali come sessionman ed occasioni speciali come il leggendario concerto per il Bangladesh organizzato da George Harrison ed il Rainbow Concert del 1973 in onore di Pete Townshend, Clapton si ritirò dalle scene per quasi tre anni.

Nel 1974 rientrò ai vertici delle classifiche con "I shot the sheriff", tratto dall'album "461 Ocean Boulevard", dopo avere attraversato un periodo durissimo dovuto ai problemi legati alla sua tossicodipendenza. Tutti gli album di Clapton della metà degli anni '70, come ad esempio "There's One In Every Crow", "E.C. Was Here" e "No Reason To Cry", sono arrivati tutti nella Top 20.

Dal 1977 con l'album "Slowhand", tre volte disco di platino, che contiene la famosissima "Lay Down Sally", Clapton ha cominciato un'ascesa irresistibile che continua ancora oggi. I successivi album incisi da Eric Clapton comprendono "Backless" (1978), "Just One Night" (1980) registrati live al teatro Tokyo Budokan, "Another Ticket" (1981) che contiene la hit "I Can't Stand It", "Money And Cigarettes" (1983), "Behind The Sun" (1985) e "August" (1986). Nel 1988, Clapton ha inciso "Crossroads" (doppio platino) con ben 73 brani remasterizzati digitalmente scelti in modo da abbracciare tutta la carriera di questo grandissimo chitarrista. L'anno successivo, l'album "Journeyman" ha venduto oltre 2 milioni di copie ed ha fatto vincere all'artista il primo Grammy Award della sua carriera per il singolo "Bad Love".

Nel 1991 Clapton ha inciso "24 Nights", registrato durante 24 serate alla Royal Albert Hall a Londra con un ensemble di leggende viventi del blues con orchestra. Clapton ha raggiunto nuove vette nel 1992 con la registrazione della colonna sonora del film "Rush" ed in particolare del singolo "Tears in Heaven", entrato nei top 5, e vincitore del Grammy Award. Lo stesso anno, l'album "Unplugged" registrato dal vivo durante lo spettacolo di MTV, ha raggiunto il n°1 per tre setimane consecutive, vendendo 15 milioni di copie in tutto il mondo e vincendo il Grammy come album dell'anno. Nel 1994, Clapton è tornato al blues, il suo primo grande amore. L'album "From The Craddle" è stato un grande successo di critica e di pubblico in tutto il mondo.

musicare clapton 2

Negli anni '80 e '90, Clapton ha fatto sentire la sua presenza nel regno delle colonne sonore, contribuendo a "Rush", "Ritorno al futuro", "Il colore dei soldi" e "Arma letale 3". Il più grande successo in questo campo è arrivato però con il brano "Change the world" tratto dal film di John Travolta "Phenomenon". Il brano, prodotto da Babyface, è stato il trionfatore della notte dei Grammy del 1997. Eric Clapton, membro due volte della Rock & Roll Hall of Fame come chitarrista degli Yardbirds e dei Cream, continua a stupire e deliziare un folto gruppo di amanti della musica. È un'eredità che prosegue con la pubblicazione di "Pilgrim" (1998), l'ultimissimo capitolo dell'odissea musicale di questo autentico genio della musica. Nel 1997 ha vinto tre Grammy Award, incluso quelli per l'Album Dell'Anno e Miglior Vocalista Pop con il brano "Change the World" che ha anche vinto il premio come Canzone Dell'Anno. Clapton ha continuato a godere del successo ottenuto con l'album del 1994 "From The Cradle", un tributo personale al blues di Willie Dixon, Muddy Waters, Elmore James ed altri che hanno influenzato la sua vita e la sua musica. Nell' ottobre 1999 viene pubblicato "Clapton Chronicles", una compilation che contiene il meglio degli ultimi quindici anni di lavoro dell'artista. Nel maggio 2000 viene pubblicato "Rinding with the king", nato da un desiderio di incidere un disco blues con B.B. KING, per sapere tutto sull'album consulta la sezione DISCOGRAFIA di questo sito.

Nel novembre del 2002 Eric Clapton pubblica "One More Car,One More Rider" registrato nel 2001 in due diverse città toccate dal suo tour mondiale: a Los Angeles allo Staple Center e al Budokan Hall di Tokyo.

Solo che adesso, questo ci dice lui stesso, una malattia degenerativa nervosa, una neuropatia periferica, gli impedisce di suonare come lui solo sa. Ed è così da tempo.

Nel corso della medesima intervista, infatti, racconta come lui stia vivendo questo momento di dolore e malattia con un innato senso di gratitudine. Non gratitudine per la malattia, ovviamente, ma per il fatto di essere ancora vivo. “Sono sopravvissuto all’alcolismo e alla dipendenza da droghe - ha detto – considero una gran cosa essere ancora vivo”.

Toni De Giorgi

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