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Mercoledì, 22 Novembre 2017 21:14

Del tempo, della vita e della musica:

Scritto da 

Francesca Leone ha presentato il suo nuovo album Racing Against time

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Foto BlueShots Photography Rosario Claps

Procede a ritmo sostenuto la prestigiosa stagione musicale presso il "Jazz club Potenza" di Gocce d’Autore.

 

Il quinto appuntamento ha richiamato il Francesca Leone 4et; la splendida voce lo scorso 9 novembre ha proposto la sua nuova fatica musicale Racing Against time (Fo(u)r Records) accompagnata dai talentuosi Bruno Montrone al pianoforte, Dario Di Lecce al contrabbasso e Giovanni Scasciamacchia alla batteria.

Le numerose suggestioni hanno rapito l’attento e competente pubblico del Club, che ha apprezzato l’indubbia eleganza dell’artista (che in questa ultima prova risulta essere anche compositrice in un brano inedito oltre a essersi avvalsa delle collaborazioni per altri brani originali firmati dal pianista Bruno Montrone e da Guido Di Leone, uno tra i più grandi chitarristi della scena internazionale) all’interno di una performance elevata per qualità e che ha compreso anche l’esecuzione dei più famosi standard del jazz, da  Emily a Just in Time, da Eu preciso aprender a ser so e fino a Que Reste-T-Il De Nos Amours?.

Bossanova che si libra nell’aria suadente, la tradizione elegante francese e l’intelligenza di un jazz colto e mai retorico.

Ne abbiamo discusso proprio con l’artista barese che ai nostri taccuini ha dichiarato: “Cosa ci si aspetta di trovare in questo disco? Senz’altro il divertimento (quello che abbiamo provato noi nel registrarlo) ma anche l’occasione per emozionarsi, per farsi trascinare dai suoni e dalle parole. Ho apprezzato molto la serata perché ho trovato un pubblico particolarmente attento e rispettoso, partecipe e questa è la condizione che definiremmo “ideale” per esprimersi al meglio, perché fornisce stimoli molto sostanziosi”.

Perché ha scelto di parlare della corsa contro il tempo?

Perché ho avvertito l’esigenza di fermarmi per creare! Per pensare. Per reagire alla frenesia che ci rende tutti frettolosi, ansiosi. Mi definisco una persona dinamica ma penso che sia indispensabile rallentare e concedersi il lusso di riflettere. È anche vero che considero il viaggio, lo spostamento come esperienza irrinunciabile. È proprio grazie a questo aspetto che ho la possibilità di studiare, approfondire, verificare e apprendere.

Quali sono i suoi generi d’ispirazione?

Il jazz e la bossanova, in assoluto. Voglio fare solo questo, anche se sono integralista, in tal senso! Nel disco, ho com-preso questi due grandi amori e l’ho fatto componendo le strutture musicali e narrando, sebbene creda fermamente anche nel contrario. E abbiamo inserito (sono stata accompagnata da musicisti e artisti di livello impareggiabile)  momenti, visioni, pezzi di quotidiano, amori vicini e lontani.

Si sente più innovatrice o ha uno sguardo rivolto alla tradizione?

Sono antica! Ammiro quel candore e quella purezza di sentimenti di un’epoca passata, dell’amore che è infine il vero motore del mondo e la mia scintilla. Faccio musica per amore e non per altri motivi.

Cosa “accade” quando canta?

Credo si tratti di un’infinità che è rivolta all’esterno, un processo che accade, come si diceva. Qualcuno affermava che la voce sta all’uomo, come il canto all’anima. Ecco, ritengo che la funzione maieutica che la musica ci dona sia irrinunciabile e porta all’espressione più autentica delle proprie sensibilità e personalità. I musicisti riproducono suoni con gli strumenti: Bruno sfiora il piano, Dario abbraccia il contrabbasso, Giovanni percuote le bacchette, personalmente porto fuori qualcosa che è custodito all’interno: la voce. È complesso, ma soprattutto magico!

Virginia Cortese

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Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

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