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Giovedì, 09 Ottobre 2014 17:07

Bill Evans, la leggenda del jazz

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Bill Evans 1969La carrellata di biografie dedicata ai miti della musica jazz oggi ci porta a Plainfield, nel New Jersey, dove nacque il grande Bill Evans. Il suo approccio fu con la musica classica, e in seguito studiò alla Southeastern Louisiana University. Dall'età di 6 anni ai 13 anni, Bill suonò solo spartiti di musica classica. Ha nominato spesso Mozart, Beethoven e Schubert come autori che eseguiva. Durante la scuola, ascoltò per la prima volta Petrushka di Stravinsky, che lui ritenne un' "esperienza straordinaria", e la Suite Provençale di Milhaud, che il linguaggio bitonale gli "aprì la mente verso altri orizzonti". Sempre nello stesso periodo, iniziò ad avvicinarsi al jazz, quando sentì in radio la band di Tommy Dorsey e di Harry James.

All'età di 12 anni, Bill prese il posto di un pianista malato, per entrare con la band di Buddy Valentino, dove il fratello Harry già suonava la tromba. Durante questo periodo, Evans iniziò ad abbandonare la melodia scritta e a darsi all'improvvisazione, durante l'esecuzione del brano Tuxedo Junction con la stessa band. Inoltre era solito ascoltare Earl Hines, Coleman Hawkins, Bud Powell, George Shearing, Stan Getz, Miles Davis, e Nat Cole. Ha specialmente apprezzato quest'ultimo.

Subito dopo, iniziò a suonare in occasioni come balli e matrimoni, girando dappertutto nel New Jersey, con boogie-woogie e polke per un dollaro all'ora. Come conseguenza, ebbe scarsi risultati a scuola. Inoltre formò un trio con due amici del posto. Durante i concerti, incontrò il polistrumentista Don Elliott, con il quale registrerà più tardi. Un'importante conoscenza in quel periodo che segnò la sua carriera fu quella del bassista George Platt, che gli introdusse le regole dell'armonia.

Dopo la scuola superiore, nel settembre 1946, Bill frequentò la Southeastern Louisiana University ed ebbe una borsa di studio. Ha studiato musica classica con Louis P. Kohnop, John Venettozzi e Ronald Stetzel. La persona chiave per lo sviluppo di Evans fu Gretchen Magee, insegnante che influenzò molto il suo modo di comporre.

Durante il terzo anno nel college, Evans ha composto il primo brano, uno tra i più noti, “Very Early".

È stato uno tra i membri fondatori della SLU's Delta Omega Chapter della Phi Mu Alpha Sinfonia, ha giocato da quarterback per la squadra di football fraterna, ed ha fatto parte della band del college. Nel 1950 ha eseguito il Concerto per pianoforte n.3 di Beethoven per il recital, laureandosi con il Bachelor of Music, in pianoforte, e in Music Education, sempre del Bachelor. Evans ha detto a riguardo che i tre anni in college sono stati i più felici della sua vita.

Nel college stesso, incontrò il chitarrista Mundell Lowe, e dopo la laurea, formò un trio con il contrabbassista Red Mitchell. Tutti e tre si trasferirono a New York. Tuttavia, la loro capacità nel non saper richiamare prenotazioni per i concerti li costrinse a muovere per Calumet City, nell'Illinois. Nel luglio 1950, Evans entrò a far parte della band di Herbie Fields, a Chicago. Nell'estate dello stesso anno, la band fece un tour di tre mesi con la nota cantante Billie Holiday, incluse apparizioni all'Apollo Theater di Harlem ed esibizioni a Filadelfia, Baltimora e Washington D.C. La band era inoltre composta dal trombettista Jimmy Nottingham, trombonista Frank Rosolino e dal bassista Jim Aton. Dopo essere tornato a Chicago, Bill e il bassista Aton suonarono in duo in vari club, spesso con la cantante Lurlean Hunter. Nel 1955, si trasferì a New York con il capobanda e teorico George Russell. Nel 1958 entrò a far parte del sestetto di Miles Davis, dove ricevette forti influenze musicali. Nel 1959, la band, entrata nella corrente del jazz modale, registrò il primo album Kind of Blue, che costituirà il primo grande pilastro di questo nuovo genere.

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Verso la fine del 1959, lasciò la band di Miles Davis e iniziò la sua carriera a capo di una nuovo trio, con i musicisti Scott LaFaro e Paul Motian, uno dei più grandi di tutta la storia del jazz. Nel 1961, dieci giorni dopo aver registrato un altro noto album, Sunday at the Village Vanguard e Waltz for Debby, LaFaro morì in un incidente stradale.

 

Questa perdita sarà una delle conseguenze che aggraverà la sua dipendenza dalle droghe; dopo circa sei mesi di isolamento, Evans rientrò con un nuovo trio, stavolta con il contrabbassista Chuck Israels.

Nel 1963, Evans registrò Conversations with Myself, un album innovativo da solista, usando l'overdubbing. Nel 1966, incontrò il bassista Eddie Gomez, con il quale lavorerà per undici anni. Molti degli album registrati ebbero grande successo, tra i quali Bill Evans at the Montreux Jazz Festival, Alone e The Bill Evans Album.

Nonostante il successo riscosso, Evans fu di carattere molto debole, e negli anni a venire, aumentò l’uso di droga nell'illusione di riuscire a superare momenti tristi. La sua fidanzata Elaine e suo fratello Harry si suicidarono; ciò lo porteranno dapprima ad usare eroina, e negli ultimi mesi di vita, anche la cocaina. Le conseguenze si ripercossero anche sulla sua stabilità finanziaria, i rapporti e la creatività musicale, fino a portarlo alla morte, nel 1980.

Molte delle sue composizioni, come Waltz for Debby, sono divenuti degli standard e sono stati registrati da molti altri artisti. Evans ricevette ben 31 Grammy Awards e altri sette premi, talmente da essere annoverato nella Jazz Hall of Fame.

Toni De Giorgi

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