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Musicare

Bill Evans 1969La carrellata di biografie dedicata ai miti della musica jazz oggi ci porta a Plainfield, nel New Jersey, dove nacque il grande Bill Evans. Il suo approccio fu con la musica classica, e in seguito studiò alla Southeastern Louisiana University. Dall'età di 6 anni ai 13 anni, Bill suonò solo spartiti di musica classica. Ha nominato spesso Mozart, Beethoven e Schubert come autori che eseguiva. Durante la scuola, ascoltò per la prima volta Petrushka di Stravinsky, che lui ritenne un' "esperienza straordinaria", e la Suite Provençale di Milhaud, che il linguaggio bitonale gli "aprì la mente verso altri orizzonti". Sempre nello stesso periodo, iniziò ad avvicinarsi al jazz, quando sentì in radio la band di Tommy Dorsey e di Harry James.

All'età di 12 anni, Bill prese il posto di un pianista malato, per entrare con la band di Buddy Valentino, dove il fratello Harry già suonava la tromba. Durante questo periodo, Evans iniziò ad abbandonare la melodia scritta e a darsi all'improvvisazione, durante l'esecuzione del brano Tuxedo Junction con la stessa band. Inoltre era solito ascoltare Earl Hines, Coleman Hawkins, Bud Powell, George Shearing, Stan Getz, Miles Davis, e Nat Cole. Ha specialmente apprezzato quest'ultimo.

Subito dopo, iniziò a suonare in occasioni come balli e matrimoni, girando dappertutto nel New Jersey, con boogie-woogie e polke per un dollaro all'ora. Come conseguenza, ebbe scarsi risultati a scuola. Inoltre formò un trio con due amici del posto. Durante i concerti, incontrò il polistrumentista Don Elliott, con il quale registrerà più tardi. Un'importante conoscenza in quel periodo che segnò la sua carriera fu quella del bassista George Platt, che gli introdusse le regole dell'armonia.

Dopo la scuola superiore, nel settembre 1946, Bill frequentò la Southeastern Louisiana University ed ebbe una borsa di studio. Ha studiato musica classica con Louis P. Kohnop, John Venettozzi e Ronald Stetzel. La persona chiave per lo sviluppo di Evans fu Gretchen Magee, insegnante che influenzò molto il suo modo di comporre.

Durante il terzo anno nel college, Evans ha composto il primo brano, uno tra i più noti, “Very Early".

È stato uno tra i membri fondatori della SLU's Delta Omega Chapter della Phi Mu Alpha Sinfonia, ha giocato da quarterback per la squadra di football fraterna, ed ha fatto parte della band del college. Nel 1950 ha eseguito il Concerto per pianoforte n.3 di Beethoven per il recital, laureandosi con il Bachelor of Music, in pianoforte, e in Music Education, sempre del Bachelor. Evans ha detto a riguardo che i tre anni in college sono stati i più felici della sua vita.

Nel college stesso, incontrò il chitarrista Mundell Lowe, e dopo la laurea, formò un trio con il contrabbassista Red Mitchell. Tutti e tre si trasferirono a New York. Tuttavia, la loro capacità nel non saper richiamare prenotazioni per i concerti li costrinse a muovere per Calumet City, nell'Illinois. Nel luglio 1950, Evans entrò a far parte della band di Herbie Fields, a Chicago. Nell'estate dello stesso anno, la band fece un tour di tre mesi con la nota cantante Billie Holiday, incluse apparizioni all'Apollo Theater di Harlem ed esibizioni a Filadelfia, Baltimora e Washington D.C. La band era inoltre composta dal trombettista Jimmy Nottingham, trombonista Frank Rosolino e dal bassista Jim Aton. Dopo essere tornato a Chicago, Bill e il bassista Aton suonarono in duo in vari club, spesso con la cantante Lurlean Hunter. Nel 1955, si trasferì a New York con il capobanda e teorico George Russell. Nel 1958 entrò a far parte del sestetto di Miles Davis, dove ricevette forti influenze musicali. Nel 1959, la band, entrata nella corrente del jazz modale, registrò il primo album Kind of Blue, che costituirà il primo grande pilastro di questo nuovo genere.

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Verso la fine del 1959, lasciò la band di Miles Davis e iniziò la sua carriera a capo di una nuovo trio, con i musicisti Scott LaFaro e Paul Motian, uno dei più grandi di tutta la storia del jazz. Nel 1961, dieci giorni dopo aver registrato un altro noto album, Sunday at the Village Vanguard e Waltz for Debby, LaFaro morì in un incidente stradale.

 

Questa perdita sarà una delle conseguenze che aggraverà la sua dipendenza dalle droghe; dopo circa sei mesi di isolamento, Evans rientrò con un nuovo trio, stavolta con il contrabbassista Chuck Israels.

Nel 1963, Evans registrò Conversations with Myself, un album innovativo da solista, usando l'overdubbing. Nel 1966, incontrò il bassista Eddie Gomez, con il quale lavorerà per undici anni. Molti degli album registrati ebbero grande successo, tra i quali Bill Evans at the Montreux Jazz Festival, Alone e The Bill Evans Album.

Nonostante il successo riscosso, Evans fu di carattere molto debole, e negli anni a venire, aumentò l’uso di droga nell'illusione di riuscire a superare momenti tristi. La sua fidanzata Elaine e suo fratello Harry si suicidarono; ciò lo porteranno dapprima ad usare eroina, e negli ultimi mesi di vita, anche la cocaina. Le conseguenze si ripercossero anche sulla sua stabilità finanziaria, i rapporti e la creatività musicale, fino a portarlo alla morte, nel 1980.

Molte delle sue composizioni, come Waltz for Debby, sono divenuti degli standard e sono stati registrati da molti altri artisti. Evans ricevette ben 31 Grammy Awards e altri sette premi, talmente da essere annoverato nella Jazz Hall of Fame.

Toni De Giorgi

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CountBasie

Le storie in bianco e nero proseguono con un altro grande musicista del jazz mondiale. Count Basie, compositore, pianista e direttore d'orchestra statunitense di musica jazz, definito "conte" al pari di "Duke" Ellington e Earl Hines.
Nacque il 21 agosto 1904, a Red Bank, nel New Jersey, USA. Entrambi i suoi genitori erano musicisti. All'inizio si cimentò con la batteria, ma in quello strumento ebbe come rivale un suo amico, Sonny Greer, che poi sarebbe diventato batterista della band di Duke Ellington, così passò al pianoforte, di cui ricevette le prime lezioni da sua madre, pianista. Ebbe contatti con altri pianisti di Harlem, in particolare Fats Waller. Prima dei suoi 20 anni aveva già suonato in circuiti vaudeville come pianista solista, accompagnatore e direttore di musica per cantanti blues, ballerini e attori.
Nel 1927 arrivò a Kansas City, accompagnando un gruppo in tour; qui rimase, dapprima suonando come pianista neicinema di film muti. Nel luglio 1928 si unì ai Blue Devils di Walter Page, che includevano il cantante Jimmy Rushing; entrambi sarebbero stati importanti componenti della band dello stesso Basie. All'inizio del 1929 Count Basie lasciò i Blue Devils per suonare con altre due band meno famose. Sempre in quell'anno entrò nella Kansas City Orchestra di Bennie Moten, come fecero dopo poco gli altri membri chiave dei Blue Devils.
Bennie Moten morì nel 1935; la band continuò sotto la guida di Buster Moten ma Basie se ne andò poco dopo. Sempre in quell'anno, con Buster Smith e diversi altri componenti della band di Moten, formò un nuovo gruppo di nove musicisti, inclusi"Papa" Jo Jones, Walter Page, Freddie Green e in seguito Lester Young; col nome di Barons of Rhythm diventarono presenza fissa al Reno Club di Kansas City.
La trasmissione per radio della musica del gruppo, nel 1936, portò a contratti con un'agenzia di spettacoli nazionale e con la casa discografica Decca Records. Il contratto si fece più importante e nel giro di un anno la Count Basie Orchestra, come ormai si era chiamata, diventò una delle principali big band dell'era dello swing. Basie si dedicò a collaborazioni con diversi famosi cantanti, come Frank Sinatra (avvalendosi in questo caso degliarrangiamenti di Quincy Jones)[2], Tony Bennett (1958/1959), Ella Fitzgerald (1963), Sammy Davis jr. (1965) e Jackie Wilson (1968). Questo suo periodo risultò sgradito agli appassionati di jazz più integralisti, ed alla fine degli anni sessanta Basie tornò a una musica più in linea con la sua storia. Tuttavia la registrazione del concerto con Sinatra "At the Sands" di Las Vegas nel gennaio-febbraio 1965 (Reprise) rimane un classico dello swing ed uno dei migliori concerti sia per il cantante che per la band e l'arrangiatore.

di Toni De Giorgi

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Di Toni De Giorgi

Erroll GarnerGocce d’autore da inizio ad una galleria di compositori che hanno fatto la storia della musica universale. Storie in bianco e in nero racconta la vita di un grande pianista jazz, Erroll Garner, un talento che strabiliò il mondo per la sua genialità rincorrendo le note su e giù per la tastiera del pianoforte.

Il pianista Erroll Garner nacque a Pittsburgh e suonava jazz, swing e be-bop. Divenne una leggenda negli anni ‘40 quando, a New York, si unitì all’icona del jazz Charlie Parker per le sue “Cool Blues Sessions”. Negli anni ‘50 Garner pubblicò qualche album solista, tra cui “Long Ago And Far Away” e “Concert By The Sea” e nel 1974 uscì l’album “Magician”. Garner aveva un talento speciale: nonostante non sapesse leggere la musica, poteva suonare composizioni classiche come quelle di Debussy, Rachmaninoff e Chopin. Ha anche composto “Misty”. Garner è morto nel 1977.

Aveva dimostrato le sue innate capacità pianistiche sin da piccolo, a soli dieci anni tenne una performance alla radio presso un programma riservato ai giovani musicisti. Gli esordi da musicista li consumò a Pittsburgh fino a quando nel 1944 decise di trasferirsi a New York. Dopo una breve collaborazione con il contrabbassista Slam Stewart, ebbe la sua occasione nel 1947 con il mito del momento: il sassofonista Charlie Parker. Partecipò alla session di Cool Blues e divenne famoso.

Da allora la sua carriera musicale è stata sempre in ascesa e il suo stile si è integrato con il be bop anziché scontrarsi. Ha inciso con le più importanti case discografiche di jazz, il suo brano Misty (1954) è diventato uno standard e il suo disco Concert by the Sea rimane uno dei dischi più popolari della storia del jazz.

Misty, originariamente concepito come brano strumentale nel tradizionale formato di 32 battute, è divenuto in seguito una canzone grazie al testo scritto da Johnny Burke. In questa veste è stata il cavallo di battaglia di Johnny Mathis, raggiungendo la 12ª posizione nella classifica dei singoli più popolari negli Stati Uniti nel 1959. Ne sono state interpretate numerose cover, delle quali le più notevoli sono probabilmente quelle di Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan (1959), Billy Eckstine (1960), registrata dal vivo a Las Vegas (album: "No cover, no Minimum"), accompagnato da un ottetto guidato da Bobby Tacker; Frank Sinatra e Earl Grant (1961), Lloyd Price (1963), Johnny Hartman (1965) e, restando in ambito jazzistico, Carmen McRae (1990, all'indomani della scomparsa di Sarah Vaughn (album: "Dedicated to Sarah") e accompagnata dal Trio della pianista e cantante Shirley Horne). Da segnalare anche la "lettura" di Ray Stevens (1975) in una versione country. Oltre a queste, ne esistono anche una versione registrata da Julie London ed una strumentale degli Shadows. Nel 1991, la versione di Erroll Garner della canzone è entrata a far parte della Grammy Hall of Fame, seguita nel 2002 dalla versione di Johnny Mathis. La versione country realizzata nel 1975 da Ray Stevens è stata premiata con un Grammy per la categoria "Miglior arrangiamento dell'anno". Il brano è stato inciso anche dalla cantante italiana Mina, per l'album del 1983 Mina 25. Nel 1993 ne sono apparse due cover, una ad opera del chitarrista Larry Coryell per il suo album Fallen Angel e una del sassofonista Dave Koz per il suo album Lucky Man.

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Francesca Leone ha presentato il suo nuovo album Racing Against time

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Foto BlueShots Photography Rosario Claps

Procede a ritmo sostenuto la prestigiosa stagione musicale presso il "Jazz club Potenza" di Gocce d’Autore.

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