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Musicare

Accende i riflettori sui musicisti e i compositori che hanno fatto la storia della musica

Music mcferrin1

Bobby McFerrin, cantante jazz conosciuto al grande pubblico con il successo internazionale Don't Worry, Be Happy, è anche  pianista e direttore d’orchestra. La sua caratteristica è l'orecchio assoluto e un'estensione vocale di 4 ottave.

All’età di sei anni cominciò a studiare pianoforte. Al  liceo fondò già il suo gruppo “Bobby Mack Quartet”. Nel ‘78 iniziò a cantare nel gruppo Astral project di New Orleans.

McFerrin  fu scoperto dal cantante Jon Hendricks,  lasciando un forte segno di sé nel ‘81 al Kool Jazz Festival di New York. Grazie a questo successo entrò nella band del chitarrista George Benson e poi in  tournée con Herbie Hancock. 

Nell‘84 incise il disco “The Voice”, il primo album, nella storia del jazz, per sola voce.

I suoi concerti molto particolari con la sola voce erano improvvisati, nulla di preparato ed erano in  costante interazione con il pubblico.

Music mcferrin2Nell‘86 vince con Cheryl Bentyne il Grammy Award for Best Vocal Arrangement for Two or More Voices e con Jon Hendricks il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per "Another Night in Tunisia" eseguita in Vocalese (album) dei The Manhattan Transfer.

Nel ‘87 vince il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per il brano 'Round Midnight della colonna sonora del film Round Midnight - A mezzanotte circa.

Nel ‘88 vince il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per il brano What Is This Thing Called Love? dell'album The Other Side of Round Midnight di Dexter Gordon e con Herbie Hancock al pianoforte.

Nel ‘88, con il brano Don't Worry Be Happy, canzone improvvisata nello studio di registrazione sovrapponendo due volte la propria voce, Bobby McFerrin raggiunse il vertice in quasi tutte le classifiche pop del mondo, (prima posizione nella Billboard Hot 100, in Australia ed Austria, la seconda in Svezia, Svizzera e Nuova Zelanda, la terza in Olanda e la quinta in Norvegia). La canzone fu usata da George Bush come sfondo ai suoi comizi della campagna presidenziale del 1988 sino a quando McFerrin, convinto sostenitore del Partito Democratico, non gli impose il suo stop.

Nel ‘89 vince il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per il brano Brothers dell'album Duets di Rob Wasserman.

Dieci volte vincitore del Grammy Award e all'apice della popolarità, McFerrin decise di studiare direzione d'orchestra, prendendo lezioni da Bernstein, Meier e Ozawa. 

Grazie all'entusiasmo e alla gioia che hanno sempre caratterizzato le sue esibizioni da solista, McFerrin ottenne successo anche nell'ambito della musica classica; nel 1990 diresse l'Orchestra Sinfonica di San Francisco, nel 1994 fu direttore creativo dell'Orchestra da Camera St. Paul e, nello stesso anno pubblicò Paper Music, una collezione di classici che rappresenta la sua prima registrazione come direttore d'orchestra. Music mcferrin3

Da allora collabora frequentemente con le più grandi orchestre del mondo, tra cui la New York Philharmonic e i Wiener Philharmoniker, che nel 2003 ha diretto nel tour europeo.

A maggio del ‘07 e del 2010 si è esibito al Teatro alla Scala di Milano dirigendo la Filarmonica della Scala.

Le registrazioni di Bobby McFerrin hanno venduto venti milioni di copie, e le sue collaborazioni con Yo-Yo Ma, Chick Corea ed Herbie Hancock lo hanno reso ambasciatore nel mondo del jazz e della musica classica.

Toni De Giorgi

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queenConcetto che spesso ripetiamo, per andare avanti quando ci confrontiamo con le difficoltà, frase sulla quale Freddie Mercury ci ha scritto una delle più indimenticabili canzoni The Show must Go on.

Chi è Freddie Mercury? Nato in india il 5 settembre del 1946 all’anagrafe, Farrokh Bulsara nel 1964 con la famiglia si trasferì in un sobborgo di Londra.

Diplomatosi a liceo artistico si dedicò al pugilato, e poi allo studio del pianoforte, solo una volta a Londra si dedicò alla musica. Ben presto mise in mostra le sue straordinarie doti di pianista e grande vocalist in gruppi come "Sour Milk Sea" e "Wreckage". Con questi comincerà a sviluppare le sue capacità artistiche e sceniche. Ma è l'incontro con Brian May e Roger Taylor che gli cambierà la vita. I tre fonderanno quel gruppo ormai universalmente conosciuto dal nome molto glamour di "Queen", suggerito dallo stesso Mercury che ne approfitta e cambia anche il suo nome.

Nel 1973 fu pubblicato il loro primo singolo ma non ebbe molto fortuna. L'anno seguente tuttavia "Seven seas of Rhye" arrivò al decimo posto nella classifica inglese, segnando l'inizio dell'inarrestabile ascesa della Band. Nonostante la critica avversa, da quel momento i Queen misero a segno un successo dopo l'altro rimanendo, per oltre 20 anni, ai vertici delle classifiche. 

We are the champions, we will rock you, the great pretender, boemia rhapsody, the miracle, I want you break free, the prince of universe, it’s a kind of magic…. Solo alcune delle tantissime canzoni dei queen che nonostante la prematura scomparsa (24 /11/1991)

Sul palco un leone, nella vita privata uomo riservato e molto premuroso in show must go on parla della malinconia, dei vuoti, delle paure forse un po’ di tutti… Buon ascolto!

Freddie era molto caro, ponderato e nobile. Nella sua vita privata era l'opposto di quella star provocante. Era molto premuroso. La sua nobiltà d'animo non era diretta solo verso gli amici e i collaboratori, anche sconosciuti ne hanno beneficiato. Amava la gente comune, normale. Sul palco era abbagliante, arrogante, provocatorio ma era molto, molto umano nella vita privata" - l amico Dave Clark

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Show Must Go On Empty spaces what are we living for Abandoned places - I guess we know the score On and on, does anybody know what we are looking for... Another hero, another mindless crime Behind the curtain, in the pantomime Hold the line, does anybody want to take it anymore The show must go on, The show must go on Inside my heart is breaking My make-up may be flaking But my smile still stays on. Whatever happens, I'll leave it all to chance Another heartache, another failed romance On and on, does anybody know what we are living for? I guess I'm learning, I must be warmer now I'll soon be turning, round the corner now Outside the dawn is breaking But inside in the dark I'm aching to be free The show must go on The show must go on Inside my heart is breaking My make-up may be flaking But my smile still stays on My soul is painted like the wings of butterflies Fairytales of yesterday will grow but never die I can fly - my friends The show must go on The show must go on I'll face it with a grin I'm never giving in On - with the show I'll top the bill, I'll overkill I have to find the will to carry on On with the On with the show The show must go on... Show Must Go On Spazi deserti, per cosa viviamo? Luoghi abbandonati, forse noi conosciamo già la partitura Avanti e ancora avanti, qualcuno sa cosa stiamo cercando... Un altro eroe, un altro insensato crimine dietro le quinte, nella pantomima Resistere, c'è qualcuno che ce la fa ancora? Lo spettacolo deve continuare Lo spettacolo deve continuare Dentro ho il cuore a pezzi Il trucco si sta sciogliendo ma il mio sorriso indugia ancora Qualunque cosa succeda, lascerò tutto al caso Ancora dolore, un'altra storia d'amore finita Avanti e ancora avanti, qualcuno sa per cosa viviamo? Forse sto imparando, dovrei essere più cordiale, ora Presto girerò l'angolo, ora Fuori inizia ad albeggiare ma dentro, nell'oscurità, soffro a essere libero Lo spettacolo deve continuare Lo spettacolo deve continuare Dentro ho il cuore a pezzi Il trucco si sta sciogliendo ma il mio sorriso indugia ancora La mia anima è dipinta come le ali delle farfalle Le fiabe del passato crescono ma non moriranno mai Riesco a volare, amici miei Lo spettacolo deve continuare Lo spettacolo deve continuare Lo affronterò con un largo sorriso Non mi arrenderò mai Avanti con lo spettacolo Sarò l'attrazione principale, esagererò Devo trovare la volontà di andare avanti Avanti con lo… Avanti con lo spettacolo

Vito Coviello

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Musicare sakamoto1Ryūichi Sakamoto. Un pianista. Un artista. Un uomo che ha scritto tra le più belle musiche e colonne sonore per famosi produzioni cinematografiche. Un musicista che continua a far sognare per la bellezza delle sue composizioni. Vi propongo la sua biografia ricca di produzioni, di successi e di collaborazioni artistiche. Nato a Nakano (Tokyo) il 17 gennaio 1952, Sakamoto è stato tra i primi a fondere musica etnica orientale con sonorità elettroniche occidentali.

 La sua discografia solista  spazia fra numerosi generi quali pop, musica elettronica, ambient, bossa nova, world music. Dopo aver studiato pianoforte, ebbe le sue prime esperienze musicali al liceo, dove suonò in gruppi di musica jazz. Frequentò successivamente l'Università di Musica e Belle Arti di Tokyo laureandosi in composizione e ha conseguito un titolo post-lauream focalizzato sulla musica elettronica e la musica etnica.

Ricordiamo le colonne sonore cinematografiche da lui composte de’ L'ultimo imperatore e Il tè nel deserto dove ha ottenuto premi prestigiosi.

Divenne membro della Yellow Magic Orchestra, una band di pop elettronico che riuscì a farsi notare in Giappone e nel Regno Unito, a partire dagli ultimi anni settanta, grazie ad alcuni singoli di successo ed all'album Solid State Survivor. 

Nel 1983 divenne co-protagonista, insieme a David Bowie, nel film di Nagisa Oshima Furyo (Merry Christmas, Mr. Lawrence) dove ha scritto anche le musiche, tra le quali spicca il tema principale, Forbidden Colours, cantata da David Sylvian, che divenne un singolo di successo ed il suo brano più famoso.

Nel 1984 dopo lo scioglimento  degli Yellow Magic Orchestra, uscì Ongaku Zukan che venne ripubblicato poco tempo dopo con il titolo Illustrated Musical Encyclopedia, e fu registrato con Simon Jeffes e Thomas Dolby.

Musicare sakamoto2 resizeQuesto album  segnò la maturazione di Sakamoto,  una fusione di musica "occidentale" e "orientale".

Nel 1987 uscì l'album di successo Neo Geo, con  sonorità world music, pop e arrangiamenti elettronici.

Sempre nel 1987 vinse un premio Oscar grazie alla colonna sonora del film L'ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. Tra le altre sue colonne sonore vi sono quelle per Le ali di Honneamise di Hiroyuki Yamaga (1987), Il piccolo Buddha di Bertolucci (1990 e 1993) e per Tacchi a spillo di Pedro Almodóvar (1992).

Nel 1992, gli venne affidata l'orchestrazione della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici  tenutisi a Barcellona, in Spagna.

Nel 1998 realizzò Il suo primo album per solo pianoforte Back To The Basics.

Nel 2006 collaborò alla colonna sonora di Babel, con Bibo No Aozora.

Nel 2009 è stato pubblicato in Giappone, su etichetta Commons, il suo album Out of Noise.

Musicare sakamoto3 resize Sempre nel 2009 venne pubblicato anche in Italia, su etichetta Decca, il suo nuovo album di solo piano Playing The Piano - Il cd è stato distribuito anche in una versione speciale limited edition contenente come bonus l'album Out Of Noise, precedentemente pubblicato solo in Giappone.

Per le maggiori produzioni discografiche Sakamoto ha collaborato con David Sylvian, Iggy Pop, Caetano Veloso, Thomas Dolby, Youssou N'Dour, Alva Noto, e Cesaria Evora.

Di lui è noto anche l'atteggiamento critico verso la legge sul copyright, sostenendo che sia anacronistica nell'età dell'informatizzazione, ed il suo impegno per la pace e l'ecologia. È un membro dell'organizzazione anti-nucleare Stop Rokkasho e ha richiesto la chiusura della Centrale nucleare di Hamaoka.

Nel luglio del 2014 Sakamoto da New York dove vive, annuncia, attraverso una lettera sul proprio sito web, che gli è stato diagnosticato un tumore alla faringe scoperto a causa di un precedente fastidio alla gola, cancellando  tutti gli impegni del 2014. Il primo fra tutti, quello da Direttore al Sapporo International Art festival.

Toni De Giorgi

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musicare Sting1 In questo articolo vi parlerò di un grande musicista, STING, che continuo ad ascoltare fin dalla mia adolescenza, dalla fine degli anni 70 ad oggi. Un cantautore, polistrumentista, attivista, attore e filantropo britannico il cui vero nome è Gordon Sumner. Il grande cantante accontenterà presto i suoi fan italiani perché il 21 luglio prossimo si esibirà per la prima volta con la sua rock band alla 36esima edizione del Pistoia Blues Festival 2015. Un appuntamento da non perdere, oltre a quelli previsti nel tour europeo, e nel frattempo rileggiamo la sua biografia presa dalle fonti ufficiali del web.  

Nato il 2 ottobre del 1951 a Wallsend (Inghilterra ), Sting fin da bambino aspirava alla carriera di musicista. Frequentò la St. Cuthbert Roman Catholic School a Newcastle e successivamente l'università di Warwick a Coventry, ma non si laureò. Prima della sua carriera da musicista, Sting lavorò come scavatore ed insegnante di inglese e di disegno. Nei primi concerti suonò con gruppi jazz, in vari locali dell'epoca, come i Phoenix Jazzmen e Last Exit. Dopo la sua strepitosa collaborazione per un decennio con il mitico gruppo nei Police arrivando al successo mondiale grazie alla hit "Roxanne", nel 1985 inizia la propria carriera solista grazie ad un incontro con quattro importanti jazzisti: il sassofonista Branford Marsalis, il tastierista Kenny Kirkland, il batterista Omar Hakim e il bassista Darryl Jones, e con loro incide THE DREAM OF THE BLUE TURTLES, un disco dai chiari influssi jazz che frutta all'ex-cantante dei Police tre hit internazionali come “If you love somebody set them free”, “Fortress around your heart” e “Russians”.

 

 

 

Quello stesso anno il regista Michael Apted filma il tour di Sting e delle sue “tartarughe blu” che diventa anche un doppio album dal vivo: entrambi i progetti escono sotto il nome di BRING ON THE NIGHT. Il successivo disco solista, intitolato NOTHING LIKE THE SUN, contiene a sua volta un singolo di successo, “They dance alone”, sorta di tributo del musicista ai “desaparecidos” vittime della dittatura militare in Argentina. Nel 1988 Sting prende parte al tour di Amnesty International, Human Rights Now!, e inizia a impegnarsi per la tutela della foresta pluviale amazzonica. Tre anni dopo esce il terzo album di studio, THE SOUL CAGES, trainato dal nuovo singolo “All this time”. musicare Sting2L’album si rivela decisamente autobiografico, e su quel solco prosegue anche TEN SUMMONER'S TALES, contenente canzoni di qualità come “If I ever lose my faith in you” e “Fields of gold”. Quest’ultima dà il titolo, nel ’94, a un greatest hits seguito, due anni dopo, da MERCURY FALLING. Impegnato in numerose altre attività, il musicista dirada le sue pubblicazioni: BRAND NEW DAY esce nel 1999 e viene promosso da un lungo tour di quasi due anni che termina con un concerto nella villa toscana di Sting. Il giorno è quello infausto e fatidico dell’11 settembre 2001 e da quelle registrazioni - nuove versioni di vecchi brani - viene tratto il live ALL THIS TIME. Nel 2003 tocca al primo disco di inediti in quattro anni, SACRED LOVE, contenente un duetto con Mary J. Blige; seguono due lunghi tour: prima quello “regolare” (che approda in Italia nel 2004), poi una nuova versione denominata “Broken music” (che richiama il titolo della sua autobiografia, pubblicata in Italia da Mondadori). La nuova tranche di concerti, che prevede un gruppo di soli quattro elementi sul palco ed un suono più essenziale, arriva da noi nel 2006.

 

 

Quasi in contemporanea Sting annuncia anche il suo nuovo e ambizioso progetto, in uscita nell’autunno del 2006 per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon: un disco di musica per liuto del XVI secolo intitolato SONGS FROM THE LABYRINTH e dedicato al compositore rinascimentale inglese John Dowland. Sting lo esegue anche dal vivo, tenendo un concerto natalizio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano. In una pausa del tour, annuncia ai Grammy Awards che i Police si riformeranno per il trentennale musicare Sting3 della loro nascita: terminata la sua tornata di concerti solisti (con un nuovo passaggio in Italia a febbraio) iniziano le prove per la reunion del trio, che “debutta” a Vancouver il 31 maggio del 2007 in un tour mondiale che tocca l'Italia ad ottobre. Quello stesso anno l’inglese partecipa come cantante a WELCOME TO THE VOICE, progetto operistico orchestrato da Steve Nieve, tastierista di Elvis Costello (anche lui della partita). A fine 2009 esce invece il secondo album per la DG, IF ON A WINTER’S NIGHT, una collezione di inni, canzoni folk e carole natalizie ispirate dalla stagione invernale con rielaborazioni di brani tradizionali inglesi, scozzesi e mitteleuropei e di pagine dal repertorio di HeNry Purcell, Franz Schubert e di Johann Sebastian Bach. Nel 2010 escono SYMPHONICITIES e LIVE IN BERLIN. Il suo ultimo lavoro THE LAST SHIP, uscito a settembre 2013.

 

 

Toni De Giorgi

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MUSICAR images

 

Micheal Petrucciani è stato un pianista francese, fra i più apprezzati di tutti i tempi nel genere jazz.

Colpito alla nascita dall'osteogenesi imperfetta ("Sindrome delle ossa di cristallo"), Petrucciani considerava tale disagio fisico come un vantaggio, che gli permise di dedicarsi completamente alla musica tralasciando altre "distrazioni".

Per le sue condizioni di salute, usava un particolare marchingegno realizzato dal padre e consistente in un parallelogramma articolato per raggiungere i pedali del pianoforte.

 

 

 

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Lo rendevano particolare la sua grande tecnica sullo strumento, la genialità, il suo tocco inconfondibile. Da piccolo imparò a suonare la batteria e il pianoforte, dedicandosi prima allo studio della musica classica e poi al jazz. La sua prima volta in pubblico fu all'età di 13 anni quando ebbe l'occasione di suonare col batterista e vibrafonista Kenny Clarke (con cui registrò il suo primo album a Parigi).

 

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Nel 1981 fece un tour francese col sassofonista Lee Konitz, poi si trasferì’ in California dove venne scoperto dal sassofonista Charles Lloyd, che lo fece membro del suo quartetto per tre anni. Quest'ultima collaborazione gli fece guadagnare il prestigioso Prix d'Excellence.

 

 

 

Le sue collaborazioni con Dizzy Gillespie, Jim Hall, Wayne Shorter, Palle Daniellson, Eliot Zigmund, Eddie Gomez e Steve Gadd e tantissimi altri.MUSICARE petrucciani

Tra i numerosi riconoscimenti che Michel ha ricevuto durante la sua breve carriera, si possono ricordare: l'ambitissimo Django Reinhardt Award e la nomina di "miglior musicista jazz europeo" (da parte del Ministero della Cultura Italiano).

Morì a New York il 6 gennaio 1999 per la malattia. Riposa al cimitero parigino di Père Lachaise accanto alla tomba di Fryderyk Chopin.

 

Toni De Giorgi

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musicare3Chet Baker si avvicinò alla musica sin da piccolissimo cantando nel coro della chiesa. La sua prima formazione musicale avvenne presso la Glendale Junior High School. A 16 anni lasciò la scuola e si arruolò nell'esercito dove iniziò a suonare nella banda del 298ª Armata dell'Esercito. Nel 1948 iniziò a studiare presso El Camino College di Los Angeles, nel frattempo si esibiva in jazz club, finendo per abbandonare gli studi al secondo anno di corso. Nel 1950 ritornò nell'esercito e divenne membro della Banda della Sesta Armata dell'Esercito al Presidio di San Francisco, continuando comunque ad esibirsi in numerosi club, tra cui il Bop City e il Black Hawkin.

Ottenne in seguito a dei test psichiatrici il congedo definitivo dall'esercito che gli permise di dedicarsi alla musica.

Dopo essersi trasferito nella California, tenne i primi concerti con la band del sassofonista Vido Musso e con il sassofonista tenore Stan Getz.

Il suo successo come trombettista arrivò nel 1951, quando fu scelto da Charlie Parker per suonare nella sua band in una serie di concerti sulla West Coast, successivamente nel quartetto di Gerry Mulligan. La band si distinse per l'interazione tra il sax baritono di Mulligan poi la collaborazione con i giganti del bebop Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Baker divenne una delle punte di diamante del quartetto per via delle sue capacità espressive fuori dal comune: in particolare, divenne noto grazie all'interpretazione di My Funny Valentine nel primo LP della band, Gerry Mulligan Quartet.musicare1

Successivamente fondò una propria jazz band, dove oltre a suonare la tromba, copriva anche il ruolo di cantante. Nel 1954, Chet Baker vinse il premio di migliore strumentista nel sondaggio della rivista Down Beat, battendo tra gli altri anche Miles Davis, Dizzy Gillespie e l'astro nascente Clifford Brown.

Nel corso delle sue tournée venne spesso a suonare in Italia, dove nel 1959 e nel 1960 incise alcuni dischi con musicisti italiani quali Franco Cerri, Gianni Basso, Renato Sellani, Glauco Masetti, Franco Mondini e Fausto Papetti con il compositore Piero Umiliani, tra cui quella per i molto conosciuti brani del film Audace colpo dei soliti ignoti.

La carriera di Chet Baker fu caratterizzata dai suoi problemi di droga, che ebbero un impatto notevole sul successivo declino della stessa. In particolare, la sua dipendenza dall'eroina gli causò anche numerosi problemi legali, inclusa una detenzione di oltre un anno in Italia nel carcere di Lucca, e successive espulsioni da Germania Ovest e Inghilterra.

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Nel 1966 usci’ di scena a causa di gravi problemi ai denti anteriori, che dovette farsi estrarre. La causa di questi problemi non è mai stata completamente chiarita. Dopo qualche tempo, Dizzy Gillespie lo riconobbe nel commesso di una pompa di benzina e lo aiutò a rimettersi in sesto, facendogli anche trovare i soldi per sistemarsi la bocca. Baker dovette imparare a suonare la tromba con la dentiera, cosa considerata estremamente difficile, e il suo stile dovette adeguarsi. Dopo la sua disintossicazione (in parte) si trasferì a New York, dove ricominciò a registrare con altri rinomati musicisti jazz, come Jim Hall (con cui incise l'ottimo "Concierto"), per poi ritornare a vivere in Europa. Si trasferì fuori dagli Stati Uniti, frequentando soprattutto l'Europa, dove aveva diversi amici tra i musicisti. Nei suoi ultimi anni di vita frequentò molto il flautista italiano Nicola Stilo, che era una sua scoperta e che gli rimase accanto fino agli ultimi giorni di vita. Durante le sue visite in Italia, amava fermarsi a Roma dove la sera sapeva di poter incontrare molti dei suoi amici musicisti in un locale di Trastevere, il Manuia, in voga negli anni '80 e ritrovo di musicisti e gente dello spettacolo come il pianista e cantante brasiliano Jim Porto con cui poi inciderà Rio, vinile prodotto nel 1983 da Sandro Melaranci con arrangiamenti di Rique Pantoja, e viene in contatto con Monique Gardenberg, a quel tempo produttrice e agente di Djavan, che lo inviterà come ospite a due eventi del Free Jazz Festival del 1985 di Rio de Janeiro e di São Paulo, dove Chet potrà musicare2lasciare, come era suo desiderio, una testimonianza del suo talento al Brasile.

Il 13 maggio 1988, Chet Baker morì, cadendo da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam, probabilmente sotto l'effetto di droghe.

Toni De Giorgi

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musicareIl suo suono era inconfondibile, potente, pieno. Il suo modo di suonare dietro al tempo (laid back) lo rendeva particolare. La prestigiose collaborazioni del sassofonista statunitense Dexter Gordon spaziavano da Lionel Hampton a Tadd Dameron, Charles Mingus, Charlie Parker ,Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, Billy Eckstine. Iniziò all’età di 17 anni nell'orchestra di Lionel Hampton e successivamente a 20 anni venne chiamato da Louis Armstrong. Il suo grande maestro fu Lester Young, che influenzò il suo stile.

Dexter Gordon ha lasciato un'eredità tecnica e stilistica chiaramente individuabile in molti sassofonisti jazz contemporanei, specialmente per quello che riguarda la sua interpretazione delle ballads. Il produttore Ira Gitler afferma che lo stile di Gordon nei primi anni influenzò tanto Coltrane quanto Sonny Rollins.

La collaborazione con Charlie Parker lo rese famoso nell'ambiente. Verso la fine degli anni cinquanta, Gordon cominciò ad avere seri problemi di alcolismo che comportarono il suo inesorabile declino.

 

 

Nel 1962 intraprese un lungo "esilio" in Europa, dove trascorse 15 anni suonando e vivendo principalmente a Parigi e Copenaghen, e collaborando regolarmente con alcuni jazzmen espatriati quale Bud Powell, Freddie Hubbard, Bobby Hutcherson, Kenny Drew, Horace Parlan e Billy Higgins.

Nel ‘76 tornò negli Stati Uniti per registrare molti degli album usciti sotto il suo nome, ma sono i sette album che ha registrato per la Blue Note Records negli anni sessanta (Doin' Allright, Dexter Calling..., Go!, A Swingin' Affair, Our Man in Paris, One Flight Up e Gettin' Around) a essere considerati le sue opere migliori.

L'esibizione al Village Vanguard di New York fu un nuovo inizio dal punto di vista sia discografico che artistico, e la critica finalmente lo riconobbe come uno dei migliori sassofonisti jazz.

Durante la prigione per possesso di eroina, Gordon divenne un appassionato di cinema, e per questo nel 1986 accettò con entusiasmo di interpretare la parte del protagonista in RoundMusicare dexter gordon Midnight - A mezzanotte circa, diretto da Bertrand Tavernier e ispirato alla vita di Bud Powell e Lester Young. Nel 1990 partecipò come comparsa interpretando la parte di un paziente al film Risvegli diretto da Penny Marshall, con Robert De Niro e Robin Williams.

Attraverso la foto scattatagli da Herman Leonard al Royal Roost nel 1948, Dexter Gordon è divenuto parte integrante dell'iconografia del jazz.

 

 

Tra i numerosi successi nel 78’ e 80’ Dexer ricordiamo la candidatura dalla Awards Academy come miglior attore protagonista ed come miglior musicista .

Dexter sciomparve il 25 aprile del 1990 all'età di 67 anni.

Toni De Giorgi

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musicare DeGiorgi Bosso

In questo articolo vi parlerò di Fabrizio Bosso. Un amico, un grande musicista che ho avuto il piacere di conoscere nel 2012 in occasione di una masterclass organizzata presso la Tumbao School di Potenza e che avrò il piacere di rivedere ed ascoltare il 18 febbraio 2015 sempre a Potenza nella rassegna Jazz & Entraintment presso il teatro Piccolo Principe. Bosso è un musicista a 360° gradi. Ha attraversato quasi tutti i generi musicali, dalla classica al pop. “Preferisco essere considerato musicista piuttosto che jazzista, ha raccontato in una delle tante interviste, anche se è vero che ho scelto il jazz, poi mi sono avvicinato anche all'elettronica e al pop, era un modo per portare il mio linguaggio in altri ambiti. Non sono nemmeno per le contaminazioni troppo estreme”. Un incontro importante in passato con Charlie Haden e la Liberation Orchestra: un impatto decisamente diverso. “Quell'esperienza, ha detto, mi ha fatto maturare molto: ho capito che si può comunicare con espressività e grande intensità suonando brani pianissimo. Erano cose che non conoscevo e le ho scoperte grazie all'approccio quasi cameristico che ha la Liberation Orchestra”.

 

Fabrizio inizia a suonare la tromba all’età di 5 anni. In famiglia ci sono diversi musicisti, compreso il padre. La madre ascoltava molta musica in casa, soprattutto di cantautori italiani e stranieri. Da qui’ ha cominciato a improvvisare sulle canzoni di Mina e Fabio Concato. Cominciava a sentire qualcosa di grosso, qualcosa di forte dentro, qualcosa che si chiama passione. Diplomato a 15 anni al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, completa i suoi studi al St. Mary's College di Washington DC.

Nel 1998 Viene chiamato per quattro concerti nel tour italiano della Canergie Hall Orchestra diretta da John Faddis.

Nel 1999 E’ premiato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz italiano nel referendum della rivista Musica Jazz.

Nel 2000 esce il suo primo disco “Fast Flight” in quintetto con Rosario Giuliani pubblicato per la RED RECORDS. Nel 2002 VIA VENETO JAZZ pubblica il primo disco degli High Five Quintet “Jazz for More”Prima apparizione sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo, al fianco di Sergio Cammariere.

musicare BossoNel 2004 partecipa ad alcune date del tour europeo della Liberation Orchestra di Charlie Haden con gli arrangiamenti e la partecipazione di Carla Bley.

Nel 2005 partecipa alla creazione di “Uomini in Frac”, progetto dedicato alle canzoni di Domenico Modugno. Con lui Peppe Servillo, Furio di Castri, ma anche Javier Girotto e Rita Marcotulli.

Nel 2006 con gli High Five Quintet realizza l’album “Handful Of Soul” che consacra al successo Mario Biondi.In occasione del Brianza Open Jazz Festval nasce il Latin Mood, sestetto del quale è coleader con Javier Girotto. Vi partecipano Natalio Mangalavite, Luca Bulgarelli, Lorenzo Tucci e Bruno Marcozzi.

Nel 2007 Esordio discografico presso BLUE NOTE / EMI ITALIA con “You’ve Changed” in quartetto e archi con gli arrangiamenti di Paolo Silvestri.

Nel 2008 esce con BLUE NOTE / EMI ITALIA di “Five Four Fun” con l’High Five Quintet.Pubblica, sempre con BLUE NOTE/EMI “Sol!”, il primo disco con i Latin Mood.Per la prima volta, con gli High Five Quintet, suona al Blue Note di Tokyo, e in quella occasione registra il disco Live For Fun, pubblicato dalla EMI JAPAN.

 

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Nel 2009 vince il TOP JAZZ come miglior disco dell’anno con “Stunt”, in duo con Antonello Salis, pubblicato per la PARCO DELLA MUSICA RECORDS Pubblica per BLUE NOTE /EMI “Split Kick” con gli High FiveAncora al Festival di Sanremo, al fianco dell’esordiente Simona Molinari.

Nel 2010 partecipa al progetto di Aldo Romano “Complete Communion”, pubblicato con DreyfusPubblica “Spiritual” in trio con Alberto Marsico e Alessandro MinettoRealizza con PONY CANYON, per il mercato giapponese, il CD “Libero” in quartetto e la partecipazione di Roberto Cecchetto.Ancora Top Jazz 2010 come miglior trombettista. Torna al Festival di Sanremo, al fianco di Raphael Gualazzi.

Nel 2011 registra a Londra, agli Air Studios, “Fabrizio Bosso plays Enchantment L’Incantesimo di Nino Rota” con la London Symphony Orchestra, Claudio Filippini, Rosario Bonaccorso e Lorenzo Tucci e con gli arragiamenti e la direzione del M° Stefano Fonzi , pubblicato da Schema Record. Partecipa alla nuova produzione ” Memorie di Adriano”, tributo alla musica di Adriano Celentano, sempre con Servillo, Di Castri, Girotto e la Marcotulli.

Nel 2012 festival di Sanremo, come special guest di Nina Zilli. E’ ospite speciale su Canale 5 della trasmissione “Panariello non esiste”, si esibisce con James Taylor, Massimo Ranieri, Rocco Papaleo e Renato Zero. Pubblica con Schema Records il secondo disco con i Latin Mood “Vamos”Esegue in diretta su RAI 3 la sigla dell’ultima puntata della stagione della trasmissione Ballarò.Umbria Jazz lo chiama per eseguire le partiture di Gil Evans “Miles Ahead” e “Quiet Nights” con la Eastman Jazz Orchestra diretta da Ryan Truesdell.Rappresenta l’Italia con Antonello Salis al Santiago Jazz festivalPubblica per ABEAT l’album “Face to Face” in duo con Luciano Biondini.

musicare Bosso1

Nel 2013 festival di Sanremo nuovamente al fianco di Raphael Gualazzi. Condivide il palco con Gabriele Cassone per un repertorio “tra il Barocco e il Jazz” eseguito con l’Orchestra della Magna Grecia con gli arrangiamenti del M° Stefano Fonzi”Da vita a “WE LOVE YOU Jazz’n soul” dedicato ai grandi interpreti della Soul Music. Chiama accanto a sè Nina Zilli e la band composta da Julian Oliver Mazzariello, Egidio Marchitelli, Marco Siniscalco, Emanuele Smimmo. Il tour avrà inizio il 15 maggio per concludersi il 5 ottobre. A fine maggio tiene tre concert a Tokyo con il suo Enchantment Quartet e a fine giugno suona a Buenos Aires con i Latin Mood. In settembre è ospite d’onore della star britannica Ian Shaw sul palco del Ronnie Scott’s di Londra, registrando il sold out e grande apprezzamento da parte del pubblico del famosissimo Club londinese. Il 31 Ottobre, in occasione del Roma Jazz Festival, condivide il palco dell’Auditorium Parco Della Musica con Massimo Popolizio e Julian Oliver Mazzariello, per la prima dello spettacolo “SHADOWS le memorie perdute di Chet Baker”. Il 17 novembre a Torino un grande evento organizzato dal Moncalieri Jazz Festival per celebrare il suo 40esimo compleanno. All’Auditorium della RAI viene eseguito Enchantment, l’incantesimo di Nino Rota, con l’orchestra sinfonica nazionale della RAI e, nella seconda parte della serata si avvicendano sul palco tutti gli artisti che hanno accompagnato Fabrizio negli anni della sua carriera, da Lorenzo Tucci e Rosario Bonaccorso a Raphael Gualazzi, da Julian Mazzariello o Rosario Giuliani a Nina Zilli, da Alessandro Minetto e Alberto Marsico a Mario Biondi. Il 26 novembre esce PURPLE, il secondo lavoro discografico dello Spiritual Trio, con Alberto Marsico e Alessandro Minetto. Il disco esce per la Verve (Universal) e viene promosso in un lungo tour che attraversa l’Italia per culminare nei 4 concerti a Umbria Jazz Winter.

 

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Nel 2014 l’anno comincia con una trasferta dall’altra parte del mondo, a Jakarta, dove Fabrizio tiene un concerto in duo con Julian Oliver Mazzariello. Prosegue con la nascita del nuovo quartetto, composto da Mazzariello al pianoforte, Luca Alemanno al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. Con questa nuova formazione Fabrizio si dedica completamente alla sua musica.

 

Toni De Giorgi.

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