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Musicare

musicare DeGiorgi Bosso

In questo articolo vi parlerò di Fabrizio Bosso. Un amico, un grande musicista che ho avuto il piacere di conoscere nel 2012 in occasione di una masterclass organizzata presso la Tumbao School di Potenza e che avrò il piacere di rivedere ed ascoltare il 18 febbraio 2015 sempre a Potenza nella rassegna Jazz & Entraintment presso il teatro Piccolo Principe. Bosso è un musicista a 360° gradi. Ha attraversato quasi tutti i generi musicali, dalla classica al pop. “Preferisco essere considerato musicista piuttosto che jazzista, ha raccontato in una delle tante interviste, anche se è vero che ho scelto il jazz, poi mi sono avvicinato anche all'elettronica e al pop, era un modo per portare il mio linguaggio in altri ambiti. Non sono nemmeno per le contaminazioni troppo estreme”. Un incontro importante in passato con Charlie Haden e la Liberation Orchestra: un impatto decisamente diverso. “Quell'esperienza, ha detto, mi ha fatto maturare molto: ho capito che si può comunicare con espressività e grande intensità suonando brani pianissimo. Erano cose che non conoscevo e le ho scoperte grazie all'approccio quasi cameristico che ha la Liberation Orchestra”.

 

Fabrizio inizia a suonare la tromba all’età di 5 anni. In famiglia ci sono diversi musicisti, compreso il padre. La madre ascoltava molta musica in casa, soprattutto di cantautori italiani e stranieri. Da qui’ ha cominciato a improvvisare sulle canzoni di Mina e Fabio Concato. Cominciava a sentire qualcosa di grosso, qualcosa di forte dentro, qualcosa che si chiama passione. Diplomato a 15 anni al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, completa i suoi studi al St. Mary's College di Washington DC.

Nel 1998 Viene chiamato per quattro concerti nel tour italiano della Canergie Hall Orchestra diretta da John Faddis.

Nel 1999 E’ premiato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz italiano nel referendum della rivista Musica Jazz.

Nel 2000 esce il suo primo disco “Fast Flight” in quintetto con Rosario Giuliani pubblicato per la RED RECORDS. Nel 2002 VIA VENETO JAZZ pubblica il primo disco degli High Five Quintet “Jazz for More”Prima apparizione sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo, al fianco di Sergio Cammariere.

musicare BossoNel 2004 partecipa ad alcune date del tour europeo della Liberation Orchestra di Charlie Haden con gli arrangiamenti e la partecipazione di Carla Bley.

Nel 2005 partecipa alla creazione di “Uomini in Frac”, progetto dedicato alle canzoni di Domenico Modugno. Con lui Peppe Servillo, Furio di Castri, ma anche Javier Girotto e Rita Marcotulli.

Nel 2006 con gli High Five Quintet realizza l’album “Handful Of Soul” che consacra al successo Mario Biondi.In occasione del Brianza Open Jazz Festval nasce il Latin Mood, sestetto del quale è coleader con Javier Girotto. Vi partecipano Natalio Mangalavite, Luca Bulgarelli, Lorenzo Tucci e Bruno Marcozzi.

Nel 2007 Esordio discografico presso BLUE NOTE / EMI ITALIA con “You’ve Changed” in quartetto e archi con gli arrangiamenti di Paolo Silvestri.

Nel 2008 esce con BLUE NOTE / EMI ITALIA di “Five Four Fun” con l’High Five Quintet.Pubblica, sempre con BLUE NOTE/EMI “Sol!”, il primo disco con i Latin Mood.Per la prima volta, con gli High Five Quintet, suona al Blue Note di Tokyo, e in quella occasione registra il disco Live For Fun, pubblicato dalla EMI JAPAN.

 

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Nel 2009 vince il TOP JAZZ come miglior disco dell’anno con “Stunt”, in duo con Antonello Salis, pubblicato per la PARCO DELLA MUSICA RECORDS Pubblica per BLUE NOTE /EMI “Split Kick” con gli High FiveAncora al Festival di Sanremo, al fianco dell’esordiente Simona Molinari.

Nel 2010 partecipa al progetto di Aldo Romano “Complete Communion”, pubblicato con DreyfusPubblica “Spiritual” in trio con Alberto Marsico e Alessandro MinettoRealizza con PONY CANYON, per il mercato giapponese, il CD “Libero” in quartetto e la partecipazione di Roberto Cecchetto.Ancora Top Jazz 2010 come miglior trombettista. Torna al Festival di Sanremo, al fianco di Raphael Gualazzi.

Nel 2011 registra a Londra, agli Air Studios, “Fabrizio Bosso plays Enchantment L’Incantesimo di Nino Rota” con la London Symphony Orchestra, Claudio Filippini, Rosario Bonaccorso e Lorenzo Tucci e con gli arragiamenti e la direzione del M° Stefano Fonzi , pubblicato da Schema Record. Partecipa alla nuova produzione ” Memorie di Adriano”, tributo alla musica di Adriano Celentano, sempre con Servillo, Di Castri, Girotto e la Marcotulli.

Nel 2012 festival di Sanremo, come special guest di Nina Zilli. E’ ospite speciale su Canale 5 della trasmissione “Panariello non esiste”, si esibisce con James Taylor, Massimo Ranieri, Rocco Papaleo e Renato Zero. Pubblica con Schema Records il secondo disco con i Latin Mood “Vamos”Esegue in diretta su RAI 3 la sigla dell’ultima puntata della stagione della trasmissione Ballarò.Umbria Jazz lo chiama per eseguire le partiture di Gil Evans “Miles Ahead” e “Quiet Nights” con la Eastman Jazz Orchestra diretta da Ryan Truesdell.Rappresenta l’Italia con Antonello Salis al Santiago Jazz festivalPubblica per ABEAT l’album “Face to Face” in duo con Luciano Biondini.

musicare Bosso1

Nel 2013 festival di Sanremo nuovamente al fianco di Raphael Gualazzi. Condivide il palco con Gabriele Cassone per un repertorio “tra il Barocco e il Jazz” eseguito con l’Orchestra della Magna Grecia con gli arrangiamenti del M° Stefano Fonzi”Da vita a “WE LOVE YOU Jazz’n soul” dedicato ai grandi interpreti della Soul Music. Chiama accanto a sè Nina Zilli e la band composta da Julian Oliver Mazzariello, Egidio Marchitelli, Marco Siniscalco, Emanuele Smimmo. Il tour avrà inizio il 15 maggio per concludersi il 5 ottobre. A fine maggio tiene tre concert a Tokyo con il suo Enchantment Quartet e a fine giugno suona a Buenos Aires con i Latin Mood. In settembre è ospite d’onore della star britannica Ian Shaw sul palco del Ronnie Scott’s di Londra, registrando il sold out e grande apprezzamento da parte del pubblico del famosissimo Club londinese. Il 31 Ottobre, in occasione del Roma Jazz Festival, condivide il palco dell’Auditorium Parco Della Musica con Massimo Popolizio e Julian Oliver Mazzariello, per la prima dello spettacolo “SHADOWS le memorie perdute di Chet Baker”. Il 17 novembre a Torino un grande evento organizzato dal Moncalieri Jazz Festival per celebrare il suo 40esimo compleanno. All’Auditorium della RAI viene eseguito Enchantment, l’incantesimo di Nino Rota, con l’orchestra sinfonica nazionale della RAI e, nella seconda parte della serata si avvicendano sul palco tutti gli artisti che hanno accompagnato Fabrizio negli anni della sua carriera, da Lorenzo Tucci e Rosario Bonaccorso a Raphael Gualazzi, da Julian Mazzariello o Rosario Giuliani a Nina Zilli, da Alessandro Minetto e Alberto Marsico a Mario Biondi. Il 26 novembre esce PURPLE, il secondo lavoro discografico dello Spiritual Trio, con Alberto Marsico e Alessandro Minetto. Il disco esce per la Verve (Universal) e viene promosso in un lungo tour che attraversa l’Italia per culminare nei 4 concerti a Umbria Jazz Winter.

 

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Nel 2014 l’anno comincia con una trasferta dall’altra parte del mondo, a Jakarta, dove Fabrizio tiene un concerto in duo con Julian Oliver Mazzariello. Prosegue con la nascita del nuovo quartetto, composto da Mazzariello al pianoforte, Luca Alemanno al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. Con questa nuova formazione Fabrizio si dedica completamente alla sua musica.

 

Toni De Giorgi.

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storiadiunamicizia mango

A distanza di due mesi dalla sua scomparsa voglio parlare di Pino Mango, della sua lunga carriera, di un amico, di un grande musicista che ho avuto l’onore di conoscere personalmente. Pino è stato un grande uomo prima che un grande musicista. Una vita dedicata alla musica e alle iniziative sociali e solidali….La sua voce poi, era uno strumento, un’estensione vocale spaventosa, una sonorità che pochi in Italia hanno. Ricordo ancora la presentazione del suo disco organizzato qui a Potenza l’8 giugno 2014. Dopo tanti anni di amicizia mi ha dato l’onore di suonare per lui sul palco del Teatro Stabile e di aprire la sua serata con “La rosa dell’inverno” insieme a Serena e Vito. Sono gesti che non si possono dimenticare. Quel giorno lo ricordo vivo come se fosse oggi. Una giornata di festa tra amici, musicisti che si incontrano dopo qualche anno tra commenti, risate, gli occhi lucidi in certi momenti particolarmente emozionanti nell’ascoltare la sua voce le sue parole …

Non riesco a scrivere più nulla, scusatemi!!!

Ciao Pino. Grazie per quello che ci hai lasciato!!!

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Mango nasce a Lagonegro (Pz) nel 1956. Da piccolo inizia a suonare con vari gruppi spaziando dalla musica rock al blues. Da li inizia a comporre pezzi propri.

ORO è il primo grande successo internazionale, a cui seguono: “Australia”, “Lei verrà”, “Odissea”, “Sirtaki”, “Bella d'estate”, “Nella mia città”, “Come Monna Lisa”, “Mediterraneo”, “Dove va”, “Giulietta”, “La rosa dell'inverno” e “Luce”.

Per CREDO (1997) Mango si avvale della collaborazione di musicisti di fama internazionale come Mel Gaynor (batterista Simple Minds), David Rhodes (chitarrista di Peter Gabriel) mentre Greg Walsh cura gli arrangiamenti. I testi vengono scritti da Mogol e dal fratello Armando Mango.

Nel 1998 Mango firma il contratto con la WEA Records. A maggio del 1999 esce VISTO COSÌ, una raccolta dei suoi successi rivisti e riarrangiati, con due brani inediti composti appositamente per questo disco da Pino e Armando Mango insieme a Pasquale Panella. La produzione e gli arrangiamenti dei due nuovi brani vengono curati da Celso Valli.

Dopo 5 anni, Mango torna con un album di brani inediti. Il 31 maggio 2002 viene pubblicato DISINCANTO, album frutto di un nuovo percorso artistico del cantante lucano, improntato principalmente sulla ritrovata vena compositiva, contenente dodici brani inediti, anticipato con successo dal primo singolo “La rondine”, pubblicato il 24 maggio 2002.

A due anni di distanza esce TI PORTO IN AFRICA: contiene nove canzoni inedite in stile pop-rock scritte dallo stesso Mango, e il brano “Satellite”, cover del gruppo belga Soulwax; il disco è prodotto da Rocco Petruzzi e vede la partecipazione di Lucio Dalla, che duetta con Mango nel brano “Forse che si, forse che no”. Quindi, nel 2005, arriva TI AMO COSÌ, che contiene una rivisitazione del classico “I’ te vurria vasà”, scritta nel 1900 da Vincenzo Russo ed Edoardo Di Capua.

Nel 2007 Mango è a Sanremo con “Chissà se nevica”, che viene inserita in L'ALBERO DELLE FATE, nuovo disco di inediti. Pressoché in contemporanea pubblica il suo secondo libro di poesie. Dopo un anno mezzo circa arriva ACCHIAPPANUVOLE, album di cover con riletture di DeAndré, Fossati, Elisa.

Nel maggio 2011 esce LA TERRA DEGLI AQUILONI, anticipato dal singolo “La sposa”, scritto con Pasquale Panella. Nell’autunno 2013 viene annunciato un nuovo album di cover, ideale prosecuzione di ACCHIAPPANUVOLE, che nel frattempo è diventato disco di platino. Il lavoro esce a fine maggio 2014, si intitola L’AMORE INVISIBILE ed è preceduto dalla rilettura di “Scrivimi” di Nino Buonocore.

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Muore l'8 dicembre, per un infarto durante un concerto nella sua Lucania, all'età di 60 anni.

Toni De Giorgi

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Keith JarretKeith Jarrett, pianista, clavicembalista e compositore nato ad Allentown (Pennsylvania), negli Stati Uniti l’8 maggio 1945, è considerato tra i più importanti pianisti jazz viventi. Inizia a studiare pianoforte all'età di tre anni, svolgendo studi classici e venendo incluso in varie esibizioni all'Academy of Music di Philadelphia e al Madison Square Garden. A 9 anni si esibisce nel primo concerto poi gli studi presso la Berklee College of Music di Boston dove vince una borsa di studio per studiare alla prestigiosa cattedra di Nadia Boulanger a Parigi .

Nel 1964 si esibisce al Village Vanguard, incontra il clarinettista Tony Scott, che aveva suonato anche con Billie Holiday.

Nel 65 incontra Jack DeJohnette, Charlie Haden, icona del contrabbasso free, e Paul Motian, batterista passato per il trio di Bill Evans.

Il primo album da leader, Life Between the Exit Signs (1967), pubblicato dall’etichetta Vortex, seguito da Restoration Ruin (1968). Un altro album, Somewhere Before, pubblicato nel 1968 per l’etichetta Atlantic.

Dopo che Miles Davis ascolto’ Jarrett in un club di New York gli fu proposto di entrare a far parte del gruppo di Davis, suonando il piano elettrico e l’organo elettrico, in tre album : Miles Davis at Fillmore: Live at the Fillmore East, The Cellar Door Sessions e Live-Evil, composto per lo più da registrazioni rimaneggiate di The Cellar Door Sessions. Inoltre suona l’organo elettrico in Get Up With It; il brano in cui suona, Honky Tonk, è una variante di una traccia presente in The Complete Jack Johnson Sessions.

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Sin dai primi anni settanta Jarrett si dedica alla musica classica, registrando esclusivamente per l’ECM. Da ricordare:In The Light (1973). Collabora il chitarrista Ralph Towner. Si compone di pezzi brevi per solo piano, strumenti a corda e varie combinazioni di strumenti da camera, inclusi un quartetto di corde, un quintetto di ottoni e una composizione per violoncello e tromboni. Questa collezione testimonia l’interesse del giovane compositore per una serie di stili classici, con differenti risultati espressivi.

Luminessence (1974) ed Arbour Zena (1975), entrambi alternano frammenti composti per strumenti a corda ad improvvisazioni di musicisti jazz, tra cui Jan Garbarek e Charlie Haden. I cordofoni hanno un suono struggente, contemplativo, tipico dello “stile ECM” degli anni ’70, corroborato dalle appassionate improvvisazioni del sassofono di Garbarek. Sebbene molti appassionati di musica classica considerino questi due album poco rappresentativi, va tenuto presente che l’impegno di Jarrett era volto a creare una fusione tra musica scritta e improvvisata, piuttosto che a scrivere musica prettamente classica.

The Celestial Hawk (1980) è una composizione per orchestra, percussioni e piano. Eseguito dalla Syracuse Symphony Orchestra, direttore Christopher Keene, Jarrett al pianoforte. Il maggior contributo di Jarrett come compositore classico. Bridge of Light (1993) l’ultimo album di composizioni classiche di Jarrett. L’album contiene tre pezzi per solista e orchestra e uno per violino e piano, composti dal 1984 al 1990.

Johann Sebastian Bach: Jarrett ha pubblicato vari album in cui esegue sue composizioni.

Nel 1995 l’etichetta Music Masters Jazz pubblicò un CD nel quale Jarrett suona la parte di piano solo in Lousadzak, un concerto di pianoforte del compositore americano Alan Hovhaness. Conduce Dennis Russell Davies.Oltre al suo lavoro di compositore classico, Jarrett ha anche pubblicato album di musica classica per la collana New series della ECM. Tra i più importanti:

Arvo Pärt, Fratres dall’album Tabula Rasa con Gidon Kremer (1984)Johann Sebastian Bach, Das Wohltemperierte Klavier, Book 1 (1987)Johann Sebastian Bach, Goldberg Variations (1989)

Johann Sebastian Bach, Das Wohltemperierte Klavier, Book 2 (1990)Georg Friedrich Händel, Six Sonatas for Recorder and Harpsichord (1990)Dmitri Shostakovich, 24 Preludes and Fugues (1991)

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Johann Sebastian Bach, 3 Sonaten für Viola da Gamba und Cembalo (1991)Johann Sebastian Bach, The French Suites (1991)Georg Friedrich Händel, Suites for Keyboard (1995)Wolfgang Amadeus Mozart, Piano Concertos, Masonic Funeral Music and Symphony in G Minor (1994)Wolfgang Amadeus Mozart, Piano Concertos and Adagio and Fugue (1996)J.S. Bach, Six Sonatas for Violin and Piano, BWV 1014-1019 - Michelle Makarski & Keith Jarrett (2013) - nona posizione nella Classical Albums statunitense

Dal 1971 al 1976 Jarrett aggiunse il sassofonista Dewey Redman con Haden e Motian. Il Quartetto Americano venne spesso integrato con un percussionista addizionale, come Danny Johnson, Guilherme Franco, Airto Moreira e, sporadicamente, il chitarrista Sam Brown. I componenti si prestano a suonare una varietà di strumenti: spesso si può ascoltare Jarrett al sax soprano o alle percussioni, Redman alla musette e Motian e Haden su diverse tipologie di percussioni. Haden produce una varietà di suoni pizzicati e percussivi con il basso acustico, anche filtrandolo con il wah-wah nella traccia Mortgage On My Soul dell’album Birth. Il gruppo pubblicò per le etichette Atlantic Records, Columbia Records, Impulse! Records and ECM.

A fine degli anni settanta, in concomitanza al Quartetto Americano, Jarrett guidò il Quartetto Europeo, che pubblicò per l’ECM, composto dal sassofonista Jan Garbarek, dal bassista Palle Danielsson e dal batterista Jon Christensen. Lo stile di questa formazione è simile a quello del Quartetto Americano, ma molte delle peculiarità d’avanguardia e Americana sono sostituite dalle influenze della tradizione musicale europea che caratterizzano gli artisti ECM di ogni epoca.

Il primo album di Jarrett per l’ECM, Facing you, è di solo piano, registrato in studio. Altri dischi vennero registrati con la stessa modalità nella sua carriera, inclusi Staircase (1976), The Moth and the Flame (1981) e The Melody At Night, With You (1999). Book of Ways (1986) è una registrazione studio di clavicordo solo.

Dal 1973 Jarrett si esibì in concerti completamente improvvisati, le cui registrazioni, tra cui The Köln Concert (1975), Sun Bear Concerts (1976), lo hanno reso uno degli artisti jazz di maggior successo commerciale. Jarrett ha argomentato che le sue migliori esibizioni si sono originate nelle occasioni in cui partiva privo di preconcetti su cosa stava per suonare.

Nel 1983 nasce il Trio Standards, ovvero l'incontro di Jarrett con il contrabbassista Gary Peacock e con DeJohnette. In quell’anno Jarrett propone al bassista Gary Peacock e al batterista Jack DeJohnette di registrare un album di standard jazz, intitolato semplicemente Standards, Volume 1. Fanno seguito immediatamente Standards, Volume 2 e Changes, registrati nella medesima sessione. Il successo di questi album e il conseguente tour del gruppo consacrarono questo nuovo Standards Trio nella rosa delle formazioni jazz storiche.keith jarrett piano solo

Il trio ha registrato numerosi album live e studio, nei quali rivisitano pezzi del repertorio jazz. Citano Ahmad Jamal come principale ispiratore, per il suo uso di linee melodiche e multitonali. Il trio ha anche pubblicato rielaborazioni di materiale originale. Ne è un esempio l’album Changeless (1987). Alcuni degli album di standard contengono tracce originali, attribuite a Jarrett ma consistenti in improvvisazioni del gruppo. Gli album live Inside Out (2001) e Always Let Me Go (2001) segnalarono un rinnovato interesse del trio per l’improvvisazione assoluta.

Da citare l’album At the Deer Head Inn (1992), un album live di standard, con Paul Motian in sostituzione di DeJohnette, registrato nel locale in cui Jarrett ebbe il primo ingaggio. Per la prima volta dai tempi del Quartetto Americano Jarrett e Motian suonano insieme e si rincontrano il batterista e il bassista che hanno collaborato nell’album Trio 64 (1963), di Bill Evans.

Un altro dei suoi concerti in piano solo, Dark Intervals (1987, Tokyo), non ha la forma di un’improvvisazione libera, a motivo della brevità dei pezzi. Si può considerare una suite di brevi composizioni, sebbene ciascuna di esse sia rigorosamente improvvisata. Inoltre, manca quella componente jazz che pervade gli altri concerti.

Nel 1990, da una sua esibizione parigina, viene tratto l'album Paris Concert. Nel '91 si esibisce a Vienna e viene registrato l'album Vienna Concert.

Dal 2000 ha ripreso ad esibirsi, da solo o con lo Standards Trio. Radiance (2002) riporta la registrazione di un concerto ad Osaka ed estratti di un concerto a Tokyo, pubblicato in versione integrale nel DVD Tokyo Solo (2006). A differenza degli altri concerti, in cui l’improvvisazione si sviluppava ininterrotta per 30-40 minuti, i concerti del 2002 consistono di una serie di brevi improvvisazioni (alcune della durata di un minuto e mezzo, altre di quindici o venti minuti).

Nel settembre 2005 alla Carnegie Hall Jarrett si è esibito nel primo concerto di solo piano in Nord America dopo circa dieci anni, pubblicato l’anno successivo in un doppio album, The Carnegie Hall Concert.

Da citare l’album At the Deer Head Inn (1992), un album live di standard, con Paul Motian in sostituzione di DeJohnette, registrato nel locale in cui Jarrett ebbe il primo ingaggio. Per la prima volta dai tempi del Quartetto Americano Jarrett e Motian suonano insieme e si rincontrano il batterista e il bassista che hanno collaborato nell’album Trio 64 (1963), di Bill Evans.

Tra le altre opere di Jarrett, ci sono Gary Burton & Keith Jarrett del 1971 – Burton viene citato per primo, ma tutte le composizioni meno una sono di Jarrett. Jarrett suona anche il piano elettrico-, Ruta & Daitya del 1972 in cui dopo aver condiviso l’esperienza con Davis, Jarrett e DeJohnette registrano questo album di duetti. Oltre al pianoforte acustico, Jarrett suona il piano elettrico e l’organo elettrico, l’unica volta in cui utilizza questi strumenti in un album dell’ECM; Hymns/Spheres del 1976 (improvvisazioni sull’organo del diciottesimo secolo dell’abbazia benedettina di Ottobeuren), Invocations/The Moth and the Flame del 1981, registrazione dello stesso organo di Hymns/Spheres dove Jarrett improvvisa al sassofono all’interno dell’abbazia, estremamente risonante; Spirits (1986) in cui Jarrett suona diversi tipi di fiati e Spheres del 1986, edizione digitale e ridotta di Hymns/Spheres.

Tra gli altri album della carriera di Jarrett ci sono Foundations (2 CD – le prime esibizioni, dai Jazz Messengers, passando per Charles Lloyd fino al trio con Haden e Motian), The Impulse Years, 1973-1974, gli album Fort Yawuh, Treasure Island, Death and the Flower e Backhand, Mysteries: The Impulse Years, 1975-1976, gli album Shades, Mysteries, Byablue e Bop-Be, Silence (1977), rimasterizzazione digitale di Byablue e Bop-Be, salvo l’omissione di tre tracce, Works, compilation edita dall’ECM, copre gli anni 1972 – 1981; :rarum (2 CD, ECM – brani selezionati da Jarrett, con lo scopo dichiarato di mettere in evidenza album (Spirits, Book of Ways, le improvvisazioni di organo) a suo parere trascurati, rispetto ai celebri lavori con il Quartetto Europeo, il Trio standard, e i concerti di solo piano. Dopo aver lasciato Davis, Jarrett non farà spesso da sideman, tuttavia compare in album di altri artisti, tra cui: Paul Motian: Conception Vessel (1972), Airto: Free (1972), Freddie Hubbard: Sky Dive (1972), Kenny Wheeler: Gnu High (1975), Charlie Haden: Closeness (1976), e con il fratello Scott Jarrett, anch'egli pianista, in Without Rhyme or Reason.

Jarrett ha sofferto di quella che venne diagnosticata come una sindrome da fatica cronica alla fine degli anni novanta, e fu costretto al confino nella sua casa per lunghi periodi di tempo. Grazie a questo isolamento, ha compiuto buoni progressi verso una completa guarigione ed ha registrato un nuovo album The Melody at Night, With You, originariamente ideato come regalo di Natale per la moglie. Nel 2004 Jarrett ha vinto il premio musicale Léonie Sonning, normalmente associato a musicisti di musica classica e a compositori, che in precedenza è stato assegnato ad un solo musicista jazz, Miles Davis. La prima persona a ricevere tale premio fu, nel 1959, Igor Stravinskij. Vive a Union, New Jersey.

Toni De Giorgi

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musicareIl suo suono era inconfondibile, potente, pieno. Il suo modo di suonare dietro al tempo (laid back) lo rendeva particolare. La prestigiose collaborazioni del sassofonista statunitense Dexter Gordon spaziavano da Lionel Hampton a Tadd Dameron, Charles Mingus, Charlie Parker ,Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, Billy Eckstine. Iniziò all’età di 17 anni nell'orchestra di Lionel Hampton e successivamente a 20 anni venne chiamato da Louis Armstrong. Il suo grande maestro fu Lester Young, che influenzò il suo stile.

Dexter Gordon ha lasciato un'eredità tecnica e stilistica chiaramente individuabile in molti sassofonisti jazz contemporanei, specialmente per quello che riguarda la sua interpretazione delle ballads. Il produttore Ira Gitler afferma che lo stile di Gordon nei primi anni influenzò tanto Coltrane quanto Sonny Rollins.

La collaborazione con Charlie Parker lo rese famoso nell'ambiente. Verso la fine degli anni cinquanta, Gordon cominciò ad avere seri problemi di alcolismo che comportarono il suo inesorabile declino.

 

 

Nel 1962 intraprese un lungo "esilio" in Europa, dove trascorse 15 anni suonando e vivendo principalmente a Parigi e Copenaghen, e collaborando regolarmente con alcuni jazzmen espatriati quale Bud Powell, Freddie Hubbard, Bobby Hutcherson, Kenny Drew, Horace Parlan e Billy Higgins.

Nel ‘76 tornò negli Stati Uniti per registrare molti degli album usciti sotto il suo nome, ma sono i sette album che ha registrato per la Blue Note Records negli anni sessanta (Doin' Allright, Dexter Calling..., Go!, A Swingin' Affair, Our Man in Paris, One Flight Up e Gettin' Around) a essere considerati le sue opere migliori.

L'esibizione al Village Vanguard di New York fu un nuovo inizio dal punto di vista sia discografico che artistico, e la critica finalmente lo riconobbe come uno dei migliori sassofonisti jazz.

Durante la prigione per possesso di eroina, Gordon divenne un appassionato di cinema, e per questo nel 1986 accettò con entusiasmo di interpretare la parte del protagonista in RoundMusicare dexter gordon Midnight - A mezzanotte circa, diretto da Bertrand Tavernier e ispirato alla vita di Bud Powell e Lester Young. Nel 1990 partecipò come comparsa interpretando la parte di un paziente al film Risvegli diretto da Penny Marshall, con Robert De Niro e Robin Williams.

Attraverso la foto scattatagli da Herman Leonard al Royal Roost nel 1948, Dexter Gordon è divenuto parte integrante dell'iconografia del jazz.

 

 

Tra i numerosi successi nel 78’ e 80’ Dexer ricordiamo la candidatura dalla Awards Academy come miglior attore protagonista ed come miglior musicista .

Dexter sciomparve il 25 aprile del 1990 all'età di 67 anni.

Toni De Giorgi

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musicare3Chet Baker si avvicinò alla musica sin da piccolissimo cantando nel coro della chiesa. La sua prima formazione musicale avvenne presso la Glendale Junior High School. A 16 anni lasciò la scuola e si arruolò nell'esercito dove iniziò a suonare nella banda del 298ª Armata dell'Esercito. Nel 1948 iniziò a studiare presso El Camino College di Los Angeles, nel frattempo si esibiva in jazz club, finendo per abbandonare gli studi al secondo anno di corso. Nel 1950 ritornò nell'esercito e divenne membro della Banda della Sesta Armata dell'Esercito al Presidio di San Francisco, continuando comunque ad esibirsi in numerosi club, tra cui il Bop City e il Black Hawkin.

Ottenne in seguito a dei test psichiatrici il congedo definitivo dall'esercito che gli permise di dedicarsi alla musica.

Dopo essersi trasferito nella California, tenne i primi concerti con la band del sassofonista Vido Musso e con il sassofonista tenore Stan Getz.

Il suo successo come trombettista arrivò nel 1951, quando fu scelto da Charlie Parker per suonare nella sua band in una serie di concerti sulla West Coast, successivamente nel quartetto di Gerry Mulligan. La band si distinse per l'interazione tra il sax baritono di Mulligan poi la collaborazione con i giganti del bebop Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Baker divenne una delle punte di diamante del quartetto per via delle sue capacità espressive fuori dal comune: in particolare, divenne noto grazie all'interpretazione di My Funny Valentine nel primo LP della band, Gerry Mulligan Quartet.musicare1

Successivamente fondò una propria jazz band, dove oltre a suonare la tromba, copriva anche il ruolo di cantante. Nel 1954, Chet Baker vinse il premio di migliore strumentista nel sondaggio della rivista Down Beat, battendo tra gli altri anche Miles Davis, Dizzy Gillespie e l'astro nascente Clifford Brown.

Nel corso delle sue tournée venne spesso a suonare in Italia, dove nel 1959 e nel 1960 incise alcuni dischi con musicisti italiani quali Franco Cerri, Gianni Basso, Renato Sellani, Glauco Masetti, Franco Mondini e Fausto Papetti con il compositore Piero Umiliani, tra cui quella per i molto conosciuti brani del film Audace colpo dei soliti ignoti.

La carriera di Chet Baker fu caratterizzata dai suoi problemi di droga, che ebbero un impatto notevole sul successivo declino della stessa. In particolare, la sua dipendenza dall'eroina gli causò anche numerosi problemi legali, inclusa una detenzione di oltre un anno in Italia nel carcere di Lucca, e successive espulsioni da Germania Ovest e Inghilterra.

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Nel 1966 usci’ di scena a causa di gravi problemi ai denti anteriori, che dovette farsi estrarre. La causa di questi problemi non è mai stata completamente chiarita. Dopo qualche tempo, Dizzy Gillespie lo riconobbe nel commesso di una pompa di benzina e lo aiutò a rimettersi in sesto, facendogli anche trovare i soldi per sistemarsi la bocca. Baker dovette imparare a suonare la tromba con la dentiera, cosa considerata estremamente difficile, e il suo stile dovette adeguarsi. Dopo la sua disintossicazione (in parte) si trasferì a New York, dove ricominciò a registrare con altri rinomati musicisti jazz, come Jim Hall (con cui incise l'ottimo "Concierto"), per poi ritornare a vivere in Europa. Si trasferì fuori dagli Stati Uniti, frequentando soprattutto l'Europa, dove aveva diversi amici tra i musicisti. Nei suoi ultimi anni di vita frequentò molto il flautista italiano Nicola Stilo, che era una sua scoperta e che gli rimase accanto fino agli ultimi giorni di vita. Durante le sue visite in Italia, amava fermarsi a Roma dove la sera sapeva di poter incontrare molti dei suoi amici musicisti in un locale di Trastevere, il Manuia, in voga negli anni '80 e ritrovo di musicisti e gente dello spettacolo come il pianista e cantante brasiliano Jim Porto con cui poi inciderà Rio, vinile prodotto nel 1983 da Sandro Melaranci con arrangiamenti di Rique Pantoja, e viene in contatto con Monique Gardenberg, a quel tempo produttrice e agente di Djavan, che lo inviterà come ospite a due eventi del Free Jazz Festival del 1985 di Rio de Janeiro e di São Paulo, dove Chet potrà musicare2lasciare, come era suo desiderio, una testimonianza del suo talento al Brasile.

Il 13 maggio 1988, Chet Baker morì, cadendo da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam, probabilmente sotto l'effetto di droghe.

Toni De Giorgi

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MUSICAR images

 

Micheal Petrucciani è stato un pianista francese, fra i più apprezzati di tutti i tempi nel genere jazz.

Colpito alla nascita dall'osteogenesi imperfetta ("Sindrome delle ossa di cristallo"), Petrucciani considerava tale disagio fisico come un vantaggio, che gli permise di dedicarsi completamente alla musica tralasciando altre "distrazioni".

Per le sue condizioni di salute, usava un particolare marchingegno realizzato dal padre e consistente in un parallelogramma articolato per raggiungere i pedali del pianoforte.

 

 

 

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Lo rendevano particolare la sua grande tecnica sullo strumento, la genialità, il suo tocco inconfondibile. Da piccolo imparò a suonare la batteria e il pianoforte, dedicandosi prima allo studio della musica classica e poi al jazz. La sua prima volta in pubblico fu all'età di 13 anni quando ebbe l'occasione di suonare col batterista e vibrafonista Kenny Clarke (con cui registrò il suo primo album a Parigi).

 

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Nel 1981 fece un tour francese col sassofonista Lee Konitz, poi si trasferì’ in California dove venne scoperto dal sassofonista Charles Lloyd, che lo fece membro del suo quartetto per tre anni. Quest'ultima collaborazione gli fece guadagnare il prestigioso Prix d'Excellence.

 

 

 

Le sue collaborazioni con Dizzy Gillespie, Jim Hall, Wayne Shorter, Palle Daniellson, Eliot Zigmund, Eddie Gomez e Steve Gadd e tantissimi altri.MUSICARE petrucciani

Tra i numerosi riconoscimenti che Michel ha ricevuto durante la sua breve carriera, si possono ricordare: l'ambitissimo Django Reinhardt Award e la nomina di "miglior musicista jazz europeo" (da parte del Ministero della Cultura Italiano).

Morì a New York il 6 gennaio 1999 per la malattia. Riposa al cimitero parigino di Père Lachaise accanto alla tomba di Fryderyk Chopin.

 

Toni De Giorgi

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tonybennet musucare

 

Tony Bennett, nome d'arte di Anthony Dominick Benedetto (New York, 3 agosto 1926), è un cantante statunitense, considerato l'ultimo grande crooner americano, dopo la morte di Dean Martin, Frank Sinatra e Perry Como. Tony Bennet fu uno dei tre figli di John Benedetto e di Anna Suraci. Suo padre era un negoziante che nel 1906 era emigrato in USA da Podàrgoni, vicino a Reggio Calabria, sua madre era una sarta che era nata in USA subito dopo l’emigrazione dei suoi genitori anch’essi calabresi.

Inizia a studiare canto all'età di dieci anni, nella città natale, alla High School of Industrial Arts. Si esibisce giovanissimo all'inaugurazione di un noto ponte sospeso di New York e occasionalmente anche in diversi ristoranti del Queens.

Nel 1944, quando gli Stati Uniti si armano dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, Bennett, ormai maggiorenne, viene arruolato nella 63 ma divisione di fanteria e si ritrova in Germania, dove partecipa alla liberazione del campo di concentramento di Landsberg. Ritornato negli States nel 1946, riprende a esibirsi nelle tavole calde della Grande Mela, dove lavora anche come cameriere; intanto studia Bel canto, cosa che gli sarà utilissima nel resto della sua carriera. Nel 1949 una nota interprete Jazz e attrice a Broadway, Pearl Bailey, lo nota e lo invita a cantare in apertura di una sua esibizione al Greenwich Village. Allo spettacolo interviene anche il comico Bob Hope, che consiglia all'ancora Anthony Benedetto di cambiare il suo nome in Tony Bennett.

Nel 1950 firma il suo primo ingaggio discografico con la Columbia Records, che stava per lasciar scadere il contratto con Frank Sinatra. La prima raccomandazione che gli viene fatta dai produttori è appunto di cercare di non imitarlo.

Il suo primo successo commerciale è Because of You, che ha un altissimo gradimento nei juke box e rimane al primo posto nelle classifica Billboard Hot 100 per otto settimane nel 1951, vendendo più di un milione di copie. Sulla scia arrivano Cold, Cold Heart con Percy Faith che raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per sei settimane sempre nel 1951 e Blue Velvet. Ormai divenuta star di prima grandezza soddisfa la moltitudine di fans accorsi a New York, al Paramount Theatre, con sette spettacoli al giorno, dalle 10:30 del mattino alle 3 di notte.

 

 

Dopo altri successi come Rags to Riches e In the Middle of an Island, a partire dal 1955 la carriera musicale subisce una svolta, dovuta sia alla nascita del Rock sia alla sua passione per la musica jazz. Realizza un ottimo album come The Beat of My Heart nel quale si avvale della collaborazione di musicisti del calibro di Herbie Mann e Nat Adderley; la sonorità è profondamente cambiata rispetto ai lavori precedenti, basti pensare all'utilizzo delle percussioni nello stile di Art Blakey. Il progetto ottiene un buon consenso sia di critica sia di pubblico.

In seguito ha l'onore di lavorare con la Count Basie Orchestra con la quale pubblica due album nel biennio 1958-1959. Riesce nell'impresa, analogamente a Frank Sinatra, di costruirsi la fama di cantante di qualità, oscillante, con disinvoltura, tra la musica leggera e il jazz.

Nel 1956 in tv viene trasmesso il Tony Bennett Show, che va in onda d'estate, facendo staffetta con il Perry Como Show.

Nella prima metà degli anni sessanta Bennett intensifica i concerti, tra i quali spicca quello al Carnegie Hall del 1962. Nello stesso anno incide la canzone che probabilmente più di ogni altra lo rappresenta: I Left My Heart in San Francisco, che gli fa vincere ben due Grammy Awards. Nonostante i numerosi impegni si occupa anche di sociale, mettendosi contro il regime dell'apartheid in Sudafrica.

 

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Bennett entra in crisi coniugale dal 1965, divorzia dalla prima moglie sei anni dopo e si risposa con l'attrice Sandra Grant, dalla quale avrà altre due figlie. Nel frattempo l'attività diviene ancora più frenetica: canta con Lena Horne e Barbra Streisand, si separa artisticamente dalla Columbia e approda alla MGM, dove inspiegabilmente non sembra essere molto considerato. Nel 1975 e nel 1976, in collaborazione con il grande pianista jazz Bill Evans, realizza due album, il Tony Bennett/Bill Evans album e Together Again.

Alla fine degli anni settanta si esibisce solo a Las Vegas, e incomincia ad avere problemi di droga: il culmine è nel 1979, quando rischia la vita per un'overdose di cocaina, dalla quale però, anche grazie all'aiuto dei figli, si riprende presto. Nel dicembre del 1979 appare in perfetta forma come ospite d'onore alla cerimonia per i quarant'anni di carriera di Frank Sinatra, esibendosi in alcune delle sue canzoni più celebri.

Durante gli anni ottanta si toglie l'etichetta di cantante dei casinò. Si riunisce con vecchi collaboratori e sigla un nuovo contratto con la Columbia Records, pubblicando un nuovo album dopo più di dieci anni, The Art of Excellence, nel 1986.

Nel nascere degli anni novanta, gli eccessi della disco, della new wave e del punk rock favoriscono un ritorno alle canzoni classiche americane e ai loro interpreti, tra i quali c'è lo stesso Bennett. Il figlio Danny gli fa da manager e lo accompagna come direttore d'orchestra nei numerosi show televisivi nei quali il padre appare come guest-star, come il David Letterman Show, Il Late night with Conan O'Brien, diversi spettacoli di MTV e un episodio del cartone animato The Simpson. Nel 1990 esce Astoria: Portrait of the Artist, nel 1992 Perfectly Frank, dove canta i più grandi successi di The Voice e nel 1993 omaggia Fred Astaire con Steppin' Out, che gli vale l'ennesimo Grammy.

 

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Intanto si avvicina a nuovi stili e duetta con numerosi cantanti e gruppi, come i Red Hot Chili Peppers, Elvis Costello e Plácido Domingo. Moltiplica i concerti e nel 1998 pubblica un'autobiografia, The Good Life: The Autobiography of Tony Bennett. Nel 1997 viene iscritto nella Hall of Fame degli interpreti jazz e nel 2001 gli viene consegnato il Grammy Award alla carriera.

Nello stesso anno fonda la Frank Sinatra School of the Arts, scuola per giovani artisti, voluta dallo stesso Sinatra che non poté vedere realizzato il suo sogno perché si spense nel 1998. Bennett volle esaudire il desiderio del collega, ricambiandolo di un elogio ricevuto durante un'intervista alla rivista Life nel 1965, nella quale Sinatra affermava di considerare Tony il più grande cantante dello show business e di restarne incantato ogni volta che lo guardava esibirsi.

Nell'agosto del 2006 compie 80 anni e, come nell'occasione del compleanno di Sinatra, tutto il mondo dello spettacolo gli rende omaggio. In cambio lui appare in molte cerimonie e show televisivi. Duetta con Christina Aguilera al Saturday Night Live e pubblica l'album Duets: An American Classic che vince due Grammy Awards e dove canta, tra gli altri, con Barbra Streisand, Stevie Wonder, Michael Bublé. Il regista Rob Marshall realizza per l'occasione un documentario su di lui, Tony Bennett: An American Classic, in onda sulla NBC.

Il 28 luglio 2012 si è esibito al Lucca Summer Festival in concerto con Giorgia; al concerto ha partecipato anche Antonia, la figlia di Bennet. Il concerto è stato trasmesso in diretta da Rai Radio 2.

Bennett ha anche impersonato sé stesso nel film con Jim Carrey Una settimana da Dio e in Terapia e pallottole con Robert De Niro e Billy Crystal.

Il 29 luglio 2014 viene distribuito il singolo Anything Goes di Cole Porter in duetto con Lady Gaga che anticipa l'album jazz di collaborazioni tra i due artisti Cheek to Cheek uscito a settembre. L'album ha raggiunto il primo posto della classifica americana degli album, la Billboard 200, e nella Top Ten – alla posizione n. 6 - della classifica ufficiale italiana FIMI. È la seconda volta per Bennett (che a 88 anni è l’artista più anziano ad aver ottenuto un primo posto) in vetta alla classifica USA con un disco al debutto.

 

Toni De Giorgi

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Bill Evans 1969La carrellata di biografie dedicata ai miti della musica jazz oggi ci porta a Plainfield, nel New Jersey, dove nacque il grande Bill Evans. Il suo approccio fu con la musica classica, e in seguito studiò alla Southeastern Louisiana University. Dall'età di 6 anni ai 13 anni, Bill suonò solo spartiti di musica classica. Ha nominato spesso Mozart, Beethoven e Schubert come autori che eseguiva. Durante la scuola, ascoltò per la prima volta Petrushka di Stravinsky, che lui ritenne un' "esperienza straordinaria", e la Suite Provençale di Milhaud, che il linguaggio bitonale gli "aprì la mente verso altri orizzonti". Sempre nello stesso periodo, iniziò ad avvicinarsi al jazz, quando sentì in radio la band di Tommy Dorsey e di Harry James.

All'età di 12 anni, Bill prese il posto di un pianista malato, per entrare con la band di Buddy Valentino, dove il fratello Harry già suonava la tromba. Durante questo periodo, Evans iniziò ad abbandonare la melodia scritta e a darsi all'improvvisazione, durante l'esecuzione del brano Tuxedo Junction con la stessa band. Inoltre era solito ascoltare Earl Hines, Coleman Hawkins, Bud Powell, George Shearing, Stan Getz, Miles Davis, e Nat Cole. Ha specialmente apprezzato quest'ultimo.

Subito dopo, iniziò a suonare in occasioni come balli e matrimoni, girando dappertutto nel New Jersey, con boogie-woogie e polke per un dollaro all'ora. Come conseguenza, ebbe scarsi risultati a scuola. Inoltre formò un trio con due amici del posto. Durante i concerti, incontrò il polistrumentista Don Elliott, con il quale registrerà più tardi. Un'importante conoscenza in quel periodo che segnò la sua carriera fu quella del bassista George Platt, che gli introdusse le regole dell'armonia.

Dopo la scuola superiore, nel settembre 1946, Bill frequentò la Southeastern Louisiana University ed ebbe una borsa di studio. Ha studiato musica classica con Louis P. Kohnop, John Venettozzi e Ronald Stetzel. La persona chiave per lo sviluppo di Evans fu Gretchen Magee, insegnante che influenzò molto il suo modo di comporre.

Durante il terzo anno nel college, Evans ha composto il primo brano, uno tra i più noti, “Very Early".

È stato uno tra i membri fondatori della SLU's Delta Omega Chapter della Phi Mu Alpha Sinfonia, ha giocato da quarterback per la squadra di football fraterna, ed ha fatto parte della band del college. Nel 1950 ha eseguito il Concerto per pianoforte n.3 di Beethoven per il recital, laureandosi con il Bachelor of Music, in pianoforte, e in Music Education, sempre del Bachelor. Evans ha detto a riguardo che i tre anni in college sono stati i più felici della sua vita.

Nel college stesso, incontrò il chitarrista Mundell Lowe, e dopo la laurea, formò un trio con il contrabbassista Red Mitchell. Tutti e tre si trasferirono a New York. Tuttavia, la loro capacità nel non saper richiamare prenotazioni per i concerti li costrinse a muovere per Calumet City, nell'Illinois. Nel luglio 1950, Evans entrò a far parte della band di Herbie Fields, a Chicago. Nell'estate dello stesso anno, la band fece un tour di tre mesi con la nota cantante Billie Holiday, incluse apparizioni all'Apollo Theater di Harlem ed esibizioni a Filadelfia, Baltimora e Washington D.C. La band era inoltre composta dal trombettista Jimmy Nottingham, trombonista Frank Rosolino e dal bassista Jim Aton. Dopo essere tornato a Chicago, Bill e il bassista Aton suonarono in duo in vari club, spesso con la cantante Lurlean Hunter. Nel 1955, si trasferì a New York con il capobanda e teorico George Russell. Nel 1958 entrò a far parte del sestetto di Miles Davis, dove ricevette forti influenze musicali. Nel 1959, la band, entrata nella corrente del jazz modale, registrò il primo album Kind of Blue, che costituirà il primo grande pilastro di questo nuovo genere.

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Verso la fine del 1959, lasciò la band di Miles Davis e iniziò la sua carriera a capo di una nuovo trio, con i musicisti Scott LaFaro e Paul Motian, uno dei più grandi di tutta la storia del jazz. Nel 1961, dieci giorni dopo aver registrato un altro noto album, Sunday at the Village Vanguard e Waltz for Debby, LaFaro morì in un incidente stradale.

 

Questa perdita sarà una delle conseguenze che aggraverà la sua dipendenza dalle droghe; dopo circa sei mesi di isolamento, Evans rientrò con un nuovo trio, stavolta con il contrabbassista Chuck Israels.

Nel 1963, Evans registrò Conversations with Myself, un album innovativo da solista, usando l'overdubbing. Nel 1966, incontrò il bassista Eddie Gomez, con il quale lavorerà per undici anni. Molti degli album registrati ebbero grande successo, tra i quali Bill Evans at the Montreux Jazz Festival, Alone e The Bill Evans Album.

Nonostante il successo riscosso, Evans fu di carattere molto debole, e negli anni a venire, aumentò l’uso di droga nell'illusione di riuscire a superare momenti tristi. La sua fidanzata Elaine e suo fratello Harry si suicidarono; ciò lo porteranno dapprima ad usare eroina, e negli ultimi mesi di vita, anche la cocaina. Le conseguenze si ripercossero anche sulla sua stabilità finanziaria, i rapporti e la creatività musicale, fino a portarlo alla morte, nel 1980.

Molte delle sue composizioni, come Waltz for Debby, sono divenuti degli standard e sono stati registrati da molti altri artisti. Evans ricevette ben 31 Grammy Awards e altri sette premi, talmente da essere annoverato nella Jazz Hall of Fame.

Toni De Giorgi

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