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Musicare

queenConcetto che spesso ripetiamo, per andare avanti quando ci confrontiamo con le difficoltà, frase sulla quale Freddie Mercury ci ha scritto una delle più indimenticabili canzoni The Show must Go on.

Chi è Freddie Mercury? Nato in india il 5 settembre del 1946 all’anagrafe, Farrokh Bulsara nel 1964 con la famiglia si trasferì in un sobborgo di Londra.

Diplomatosi a liceo artistico si dedicò al pugilato, e poi allo studio del pianoforte, solo una volta a Londra si dedicò alla musica. Ben presto mise in mostra le sue straordinarie doti di pianista e grande vocalist in gruppi come "Sour Milk Sea" e "Wreckage". Con questi comincerà a sviluppare le sue capacità artistiche e sceniche. Ma è l'incontro con Brian May e Roger Taylor che gli cambierà la vita. I tre fonderanno quel gruppo ormai universalmente conosciuto dal nome molto glamour di "Queen", suggerito dallo stesso Mercury che ne approfitta e cambia anche il suo nome.

Nel 1973 fu pubblicato il loro primo singolo ma non ebbe molto fortuna. L'anno seguente tuttavia "Seven seas of Rhye" arrivò al decimo posto nella classifica inglese, segnando l'inizio dell'inarrestabile ascesa della Band. Nonostante la critica avversa, da quel momento i Queen misero a segno un successo dopo l'altro rimanendo, per oltre 20 anni, ai vertici delle classifiche. 

We are the champions, we will rock you, the great pretender, boemia rhapsody, the miracle, I want you break free, the prince of universe, it’s a kind of magic…. Solo alcune delle tantissime canzoni dei queen che nonostante la prematura scomparsa (24 /11/1991)

Sul palco un leone, nella vita privata uomo riservato e molto premuroso in show must go on parla della malinconia, dei vuoti, delle paure forse un po’ di tutti… Buon ascolto!

Freddie era molto caro, ponderato e nobile. Nella sua vita privata era l'opposto di quella star provocante. Era molto premuroso. La sua nobiltà d'animo non era diretta solo verso gli amici e i collaboratori, anche sconosciuti ne hanno beneficiato. Amava la gente comune, normale. Sul palco era abbagliante, arrogante, provocatorio ma era molto, molto umano nella vita privata" - l amico Dave Clark

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Show Must Go On Empty spaces what are we living for Abandoned places - I guess we know the score On and on, does anybody know what we are looking for... Another hero, another mindless crime Behind the curtain, in the pantomime Hold the line, does anybody want to take it anymore The show must go on, The show must go on Inside my heart is breaking My make-up may be flaking But my smile still stays on. Whatever happens, I'll leave it all to chance Another heartache, another failed romance On and on, does anybody know what we are living for? I guess I'm learning, I must be warmer now I'll soon be turning, round the corner now Outside the dawn is breaking But inside in the dark I'm aching to be free The show must go on The show must go on Inside my heart is breaking My make-up may be flaking But my smile still stays on My soul is painted like the wings of butterflies Fairytales of yesterday will grow but never die I can fly - my friends The show must go on The show must go on I'll face it with a grin I'm never giving in On - with the show I'll top the bill, I'll overkill I have to find the will to carry on On with the On with the show The show must go on... Show Must Go On Spazi deserti, per cosa viviamo? Luoghi abbandonati, forse noi conosciamo già la partitura Avanti e ancora avanti, qualcuno sa cosa stiamo cercando... Un altro eroe, un altro insensato crimine dietro le quinte, nella pantomima Resistere, c'è qualcuno che ce la fa ancora? Lo spettacolo deve continuare Lo spettacolo deve continuare Dentro ho il cuore a pezzi Il trucco si sta sciogliendo ma il mio sorriso indugia ancora Qualunque cosa succeda, lascerò tutto al caso Ancora dolore, un'altra storia d'amore finita Avanti e ancora avanti, qualcuno sa per cosa viviamo? Forse sto imparando, dovrei essere più cordiale, ora Presto girerò l'angolo, ora Fuori inizia ad albeggiare ma dentro, nell'oscurità, soffro a essere libero Lo spettacolo deve continuare Lo spettacolo deve continuare Dentro ho il cuore a pezzi Il trucco si sta sciogliendo ma il mio sorriso indugia ancora La mia anima è dipinta come le ali delle farfalle Le fiabe del passato crescono ma non moriranno mai Riesco a volare, amici miei Lo spettacolo deve continuare Lo spettacolo deve continuare Lo affronterò con un largo sorriso Non mi arrenderò mai Avanti con lo spettacolo Sarò l'attrazione principale, esagererò Devo trovare la volontà di andare avanti Avanti con lo… Avanti con lo spettacolo

Vito Coviello

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Musicare sakamoto1Ryūichi Sakamoto. Un pianista. Un artista. Un uomo che ha scritto tra le più belle musiche e colonne sonore per famosi produzioni cinematografiche. Un musicista che continua a far sognare per la bellezza delle sue composizioni. Vi propongo la sua biografia ricca di produzioni, di successi e di collaborazioni artistiche. Nato a Nakano (Tokyo) il 17 gennaio 1952, Sakamoto è stato tra i primi a fondere musica etnica orientale con sonorità elettroniche occidentali.

 La sua discografia solista  spazia fra numerosi generi quali pop, musica elettronica, ambient, bossa nova, world music. Dopo aver studiato pianoforte, ebbe le sue prime esperienze musicali al liceo, dove suonò in gruppi di musica jazz. Frequentò successivamente l'Università di Musica e Belle Arti di Tokyo laureandosi in composizione e ha conseguito un titolo post-lauream focalizzato sulla musica elettronica e la musica etnica.

Ricordiamo le colonne sonore cinematografiche da lui composte de’ L'ultimo imperatore e Il tè nel deserto dove ha ottenuto premi prestigiosi.

Divenne membro della Yellow Magic Orchestra, una band di pop elettronico che riuscì a farsi notare in Giappone e nel Regno Unito, a partire dagli ultimi anni settanta, grazie ad alcuni singoli di successo ed all'album Solid State Survivor. 

Nel 1983 divenne co-protagonista, insieme a David Bowie, nel film di Nagisa Oshima Furyo (Merry Christmas, Mr. Lawrence) dove ha scritto anche le musiche, tra le quali spicca il tema principale, Forbidden Colours, cantata da David Sylvian, che divenne un singolo di successo ed il suo brano più famoso.

Nel 1984 dopo lo scioglimento  degli Yellow Magic Orchestra, uscì Ongaku Zukan che venne ripubblicato poco tempo dopo con il titolo Illustrated Musical Encyclopedia, e fu registrato con Simon Jeffes e Thomas Dolby.

Musicare sakamoto2 resizeQuesto album  segnò la maturazione di Sakamoto,  una fusione di musica "occidentale" e "orientale".

Nel 1987 uscì l'album di successo Neo Geo, con  sonorità world music, pop e arrangiamenti elettronici.

Sempre nel 1987 vinse un premio Oscar grazie alla colonna sonora del film L'ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci. Tra le altre sue colonne sonore vi sono quelle per Le ali di Honneamise di Hiroyuki Yamaga (1987), Il piccolo Buddha di Bertolucci (1990 e 1993) e per Tacchi a spillo di Pedro Almodóvar (1992).

Nel 1992, gli venne affidata l'orchestrazione della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici  tenutisi a Barcellona, in Spagna.

Nel 1998 realizzò Il suo primo album per solo pianoforte Back To The Basics.

Nel 2006 collaborò alla colonna sonora di Babel, con Bibo No Aozora.

Nel 2009 è stato pubblicato in Giappone, su etichetta Commons, il suo album Out of Noise.

Musicare sakamoto3 resize Sempre nel 2009 venne pubblicato anche in Italia, su etichetta Decca, il suo nuovo album di solo piano Playing The Piano - Il cd è stato distribuito anche in una versione speciale limited edition contenente come bonus l'album Out Of Noise, precedentemente pubblicato solo in Giappone.

Per le maggiori produzioni discografiche Sakamoto ha collaborato con David Sylvian, Iggy Pop, Caetano Veloso, Thomas Dolby, Youssou N'Dour, Alva Noto, e Cesaria Evora.

Di lui è noto anche l'atteggiamento critico verso la legge sul copyright, sostenendo che sia anacronistica nell'età dell'informatizzazione, ed il suo impegno per la pace e l'ecologia. È un membro dell'organizzazione anti-nucleare Stop Rokkasho e ha richiesto la chiusura della Centrale nucleare di Hamaoka.

Nel luglio del 2014 Sakamoto da New York dove vive, annuncia, attraverso una lettera sul proprio sito web, che gli è stato diagnosticato un tumore alla faringe scoperto a causa di un precedente fastidio alla gola, cancellando  tutti gli impegni del 2014. Il primo fra tutti, quello da Direttore al Sapporo International Art festival.

Toni De Giorgi

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musicare Sting1 In questo articolo vi parlerò di un grande musicista, STING, che continuo ad ascoltare fin dalla mia adolescenza, dalla fine degli anni 70 ad oggi. Un cantautore, polistrumentista, attivista, attore e filantropo britannico il cui vero nome è Gordon Sumner. Il grande cantante accontenterà presto i suoi fan italiani perché il 21 luglio prossimo si esibirà per la prima volta con la sua rock band alla 36esima edizione del Pistoia Blues Festival 2015. Un appuntamento da non perdere, oltre a quelli previsti nel tour europeo, e nel frattempo rileggiamo la sua biografia presa dalle fonti ufficiali del web.  

Nato il 2 ottobre del 1951 a Wallsend (Inghilterra ), Sting fin da bambino aspirava alla carriera di musicista. Frequentò la St. Cuthbert Roman Catholic School a Newcastle e successivamente l'università di Warwick a Coventry, ma non si laureò. Prima della sua carriera da musicista, Sting lavorò come scavatore ed insegnante di inglese e di disegno. Nei primi concerti suonò con gruppi jazz, in vari locali dell'epoca, come i Phoenix Jazzmen e Last Exit. Dopo la sua strepitosa collaborazione per un decennio con il mitico gruppo nei Police arrivando al successo mondiale grazie alla hit "Roxanne", nel 1985 inizia la propria carriera solista grazie ad un incontro con quattro importanti jazzisti: il sassofonista Branford Marsalis, il tastierista Kenny Kirkland, il batterista Omar Hakim e il bassista Darryl Jones, e con loro incide THE DREAM OF THE BLUE TURTLES, un disco dai chiari influssi jazz che frutta all'ex-cantante dei Police tre hit internazionali come “If you love somebody set them free”, “Fortress around your heart” e “Russians”.

 

 

 

Quello stesso anno il regista Michael Apted filma il tour di Sting e delle sue “tartarughe blu” che diventa anche un doppio album dal vivo: entrambi i progetti escono sotto il nome di BRING ON THE NIGHT. Il successivo disco solista, intitolato NOTHING LIKE THE SUN, contiene a sua volta un singolo di successo, “They dance alone”, sorta di tributo del musicista ai “desaparecidos” vittime della dittatura militare in Argentina. Nel 1988 Sting prende parte al tour di Amnesty International, Human Rights Now!, e inizia a impegnarsi per la tutela della foresta pluviale amazzonica. Tre anni dopo esce il terzo album di studio, THE SOUL CAGES, trainato dal nuovo singolo “All this time”. musicare Sting2L’album si rivela decisamente autobiografico, e su quel solco prosegue anche TEN SUMMONER'S TALES, contenente canzoni di qualità come “If I ever lose my faith in you” e “Fields of gold”. Quest’ultima dà il titolo, nel ’94, a un greatest hits seguito, due anni dopo, da MERCURY FALLING. Impegnato in numerose altre attività, il musicista dirada le sue pubblicazioni: BRAND NEW DAY esce nel 1999 e viene promosso da un lungo tour di quasi due anni che termina con un concerto nella villa toscana di Sting. Il giorno è quello infausto e fatidico dell’11 settembre 2001 e da quelle registrazioni - nuove versioni di vecchi brani - viene tratto il live ALL THIS TIME. Nel 2003 tocca al primo disco di inediti in quattro anni, SACRED LOVE, contenente un duetto con Mary J. Blige; seguono due lunghi tour: prima quello “regolare” (che approda in Italia nel 2004), poi una nuova versione denominata “Broken music” (che richiama il titolo della sua autobiografia, pubblicata in Italia da Mondadori). La nuova tranche di concerti, che prevede un gruppo di soli quattro elementi sul palco ed un suono più essenziale, arriva da noi nel 2006.

 

 

Quasi in contemporanea Sting annuncia anche il suo nuovo e ambizioso progetto, in uscita nell’autunno del 2006 per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon: un disco di musica per liuto del XVI secolo intitolato SONGS FROM THE LABYRINTH e dedicato al compositore rinascimentale inglese John Dowland. Sting lo esegue anche dal vivo, tenendo un concerto natalizio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano. In una pausa del tour, annuncia ai Grammy Awards che i Police si riformeranno per il trentennale musicare Sting3 della loro nascita: terminata la sua tornata di concerti solisti (con un nuovo passaggio in Italia a febbraio) iniziano le prove per la reunion del trio, che “debutta” a Vancouver il 31 maggio del 2007 in un tour mondiale che tocca l'Italia ad ottobre. Quello stesso anno l’inglese partecipa come cantante a WELCOME TO THE VOICE, progetto operistico orchestrato da Steve Nieve, tastierista di Elvis Costello (anche lui della partita). A fine 2009 esce invece il secondo album per la DG, IF ON A WINTER’S NIGHT, una collezione di inni, canzoni folk e carole natalizie ispirate dalla stagione invernale con rielaborazioni di brani tradizionali inglesi, scozzesi e mitteleuropei e di pagine dal repertorio di HeNry Purcell, Franz Schubert e di Johann Sebastian Bach. Nel 2010 escono SYMPHONICITIES e LIVE IN BERLIN. Il suo ultimo lavoro THE LAST SHIP, uscito a settembre 2013.

 

 

Toni De Giorgi

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musicare Nina Simone 1

Nina Simone, nome d'arte di Eunice Kathleen Waymon, è stata una cantante, pianista, scrittrice e attivista per i diritti civili statunitense. Nasce il 21 febbraio 1933 in North Carolina, prima di otto figli. Incomincia a suonare il pianoforte a tre anni. A 10 debutta nella chiesa locale, davanti a un pubblico. Durante l’esibizione vengono costretti a retrocedere nelle ultime file i suoi genitori perché di colore . Nina si rifiuta di continuare a suonare. Questo episodio segnerà il suo contributo futuro nel movimento dei diritti civili.

A diciassette anni si trasferisce a Philadelphia per studiare pianoforte; dopo aver suonato in alcuni club, nel 1958 registra una cover di George Gershwin “I love your porgy”, che le permette di pubblicare il primo album, LITTLE GIRL BLUE.

musicare nina simone 2Nel 1964 la Simone passa alla casa discografica Dutch, con la quale esce NINA SIMONE IN CONCERT , dove denuncia le differenze razziali presenti all’interno del suo Paese nei brani come “Mississippi Goddam”.

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Nel 1967 Nina cambia nuovamente casa discografica e esce così NINA SIMONE SINGS THE BLUES a cui fa seguito SILK & SOUL dello stesso anno, mentre l’anno successivo è la volta NUFF SAID. Un paio di anni più tardi la Simone entra in studio per completare la canzone di Lorraine Hansberrys “To be young, gifted and black”, che diventa l’inno ufficiale dei neri d’America.

Nel 1970 Lascia gli Stati Uniti verso la fine degli anni sessanta, accusando sia l'FBI che la CIA di scarso interesse nel risolvere il problema del razzismo. Negli anni successivi gira il mondo, vivendo a Barbados, in Liberia, in Egitto, in Turchia, nei Paesi Bassi e in Svizzera. In seguito al polemico abbandono degli Stati Uniti, i suoi album vengono pubblicati solo di rado. Nel 1974 abbandona per qualche anno la discografia lasciando poche notizie di sé. Ritorna nel 1978 con un album che prende il titolo da un brano di Randy Newman. Si eclissa di nuovo fino agli anni ottanta.

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Registra il suo ultimo album per la RCA, dal titolo IT IS FINISHED nel 1974, anche se poi firma un altro lavoro quattro anni dopo, BALTIMORE, che nonostante non sia un successo commerciale le permette di ottenere buone critiche. Nel 1982 è invece la volta di FODDER ON MY WINGS.

Negli anni Ottanta si esibisce regolarmente al Ronnie Scott jazz club di Londra e dalla sue performance viene tratto un album intitolato, LIVE AT RONNIE SCOTT’S .

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Nina muore il 21 aprile 2003 nella sua casa a Carry-le-Rouet in Francia, dopo una lunga lotta contro la malattia, dovuta a un tumore al seno.

Toni De Giorgi

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musicare Leonardo Pianoforte

Si chiama Leonardo Pianoforte ed è un bravissimo musicista. Ma è soprattutto un mio amico, una persona con la quale ho condiviso grandi emozioni. Vorrei dedicare questo spazio a lui, al sassofonista e al cantante, e al suo ultimo lavoro discografico “My soul” prodotto da Koinè. Con Leonardo Pianoforte ho condiviso concerti, serate, momenti indimenticabili. Di lui mi piace dire che ha un’anima che vibra tutte le volte che imbraccia il suo amato sax. E chi lo ascolta viene raggiunto dall’onda emotiva che trasmette. Ha un curriculum di tutto rispetto e per presentarvelo come merita ecco qui la sua vita in musica.

Muove i primi passi nel mondo della musica all'età di 6 anni sotto la guida di suo padre appassionatissimo di musica e lui stesso fisarmonicista e tastierista con grandi doti musicali. Intraprende lo studio del Clarinetto tra il 1978 e il 1981 e consegue il Diploma per lo stesso strumento presso il Conservatorio di Musica "Gesualdo da Venosa" di Potenza il 20 Settembre1988, a pieni voti, sotto la guida del compianto Maestro Giuseppe Paolini.

Intraprende lo studio del Jazz e del sassofono come autodidatta quando un amico appassionato di jazz gli fa ascoltare un brano di Michael Brecker. Dopo pochi mesi di studio sul sax tenore, grazie al suo talento entra a far parte della Big Band "Bill Evans" di Potenza composta essenzialmente da amici musicisti del Conservatorio. Nel corso degli anni 80 si esibisce nell’interland della provincia di Potenza con altre formazioni sia come sassofonista che pianista-tastierista. Degni di nota sono i “VoxHumus” (post punk band), con i quali incide nel 1986 un 45 giri come tastierista, ed “Ultimi Frammenti” (Jazz-Rock band) con i quali si è distinto in qualità di Tenorista in collaborazione con il chitarrista Danilo Foligno.

 

 

Dal Settembre 1992 al Maggio 1996 lavora per la "CSCS International Recruitment" di Miami come artista solista sulla Motonave da crociera "Costa Romantica" nei Mar dei Caraibi, esibendosi sia in teatro come clarinetto solista accompagnato dall'orchestra, che come intrattenitore nel locale “ Piazza Italia” suonando musica d’ intrattenimento per gli aperitivi prima della cena presso il “Ristorante Botticelli”. Ricorda con particolare emozione e tristezza la stagione condivisa con Giancarlo Picerni, collega ed amico di vecchia data con il quale ha lavorato sulla stessa nave in duo (Duo Romantica) riscuotendo interesse e successo per l’originalità del repertorio e gli strumenti (vibrafono e percussioni ) suonati egregiamente da Giancarlo.

 

 

Nell' Agosto del 1996 si trasferisce a Londra dove perfeziona tecnica ed improvvisazione strumentale grazie all'aiuto importante del pianista Stuart Brown con il quale ha studiato e suonatomusicare Leonardo Pianoforte1 in quartetto durante i sette anni di permanenza nella City. Altre collaborazioni importanti su Londra con la cantante jazz-soul Jenny Lockwood con la quale si è esibito in numerosi night club di Soho.

Sempre a Londra, nel Settembre 1997 suona il sax tenore ed il clarinetto in tre brani contenuti nel primo album di una band di New Castle, tutta al femminile "The Eulipians", scrivendo gli arrangiamenti in studio, per tre dei cinque brani incisi.

Nel Febbraio 2001 incide in collaborazione con il pianista Stuart Brown l'album "Blue Notes" di stile jazz, inclusi tre brani originali dello stesso pianista londinese. Dal 2001 al 2003 si esibisce con diverse formazioni nei più rinomati ristoranti Italiani di Londra. Ha avuto anche la fortuna di esibirsi in locali di culto per il jazz internazionale quali “Ronnie Scott's” “Jazz Cafè” in Camden, “Pizza Express”.

Dal Dicembre 2004 risiede in Italia ed attualmente svolge intensa attività di musicista e compositore Jazz e collabora attivamente con artisti e musicisti presenti sul territorio nazionale ed estero.

Ha partecipato a Festival e manifestazioni jazz importanti. Nel Maggio 2008 è tra i finalisti della XII Edizione Premio Internazionale Massimo Urbani-Camerino-(MC). Ha inoltre studiato presso seminari di musica Jazz e preso parte a Jazz master class internazionali con artisti di fama quali: Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, Paolo Fresu ed il suo Quintetto, Bob Mintzer e Giovanni Mazzarino.

 

E’ del mese di Giugno 2014 l’uscita del suo primo lavoro discografico come solista e cantante, in distribuzione in Italia e all’estero nel circuito IRD e nei principali store digitali, “My soul” prodotto da Koinè, collana editoriale dell'etichetta salentina Dodicilune, registrato presso lo “Studio Mediterraneo” di Santeramo in Colle (BA). Il progetto in stile Smooth Jazz- Soul contiene nove composizioni inedite e originali, sintesi di una lunga ricerca tra la cultura tradizionale jazzistica e le contaminazioni con la musica europea, che ha accompagnato tutto il suo percorso musicale. Nel disco il sassofonista Lucano, che ha curato anche gli arrangiamenti dei brani, è affiancato da Rosario De Luca (tromba e flicorno), Peppe Fortunato(tastiere), Beppe Sequestro(basso elettrico), Felice Di Turi (batteria)

 

 

 

Nel suo curriculum annovera importanti collaborazioni con musicisti e formazioni quali: Stuart Brown (UK) ed il suo trio, Frank Rotter (USA) e Mark Dartford (UK), Jenny Lokwood(UK) e la sua Band, The Eulipians (UK), Martin Ellis (UK), Jonathan Bast (UK), Avant garde trio (USA), Gegè Telesforo (Jam session a Matera) , Michele Di Martino, Emiliano De Luca, Franco Gregorio, Pasquale Mega, Camillo Pace,Marcello Nisi, Duke saxophone Quartet, il Jazz Colour Quartet, Jazzotti Orchestra, Blues Brass Band (cover di Paolo belli), Filarmonica di Fiati del Vulture, Basilicata Jazz Orchestra, Toni De Giorgi Quartet.

 

Toni De Giorgi

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musicare DeGiorgi Bosso

In questo articolo vi parlerò di Fabrizio Bosso. Un amico, un grande musicista che ho avuto il piacere di conoscere nel 2012 in occasione di una masterclass organizzata presso la Tumbao School di Potenza e che avrò il piacere di rivedere ed ascoltare il 18 febbraio 2015 sempre a Potenza nella rassegna Jazz & Entraintment presso il teatro Piccolo Principe. Bosso è un musicista a 360° gradi. Ha attraversato quasi tutti i generi musicali, dalla classica al pop. “Preferisco essere considerato musicista piuttosto che jazzista, ha raccontato in una delle tante interviste, anche se è vero che ho scelto il jazz, poi mi sono avvicinato anche all'elettronica e al pop, era un modo per portare il mio linguaggio in altri ambiti. Non sono nemmeno per le contaminazioni troppo estreme”. Un incontro importante in passato con Charlie Haden e la Liberation Orchestra: un impatto decisamente diverso. “Quell'esperienza, ha detto, mi ha fatto maturare molto: ho capito che si può comunicare con espressività e grande intensità suonando brani pianissimo. Erano cose che non conoscevo e le ho scoperte grazie all'approccio quasi cameristico che ha la Liberation Orchestra”.

 

Fabrizio inizia a suonare la tromba all’età di 5 anni. In famiglia ci sono diversi musicisti, compreso il padre. La madre ascoltava molta musica in casa, soprattutto di cantautori italiani e stranieri. Da qui’ ha cominciato a improvvisare sulle canzoni di Mina e Fabio Concato. Cominciava a sentire qualcosa di grosso, qualcosa di forte dentro, qualcosa che si chiama passione. Diplomato a 15 anni al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, completa i suoi studi al St. Mary's College di Washington DC.

Nel 1998 Viene chiamato per quattro concerti nel tour italiano della Canergie Hall Orchestra diretta da John Faddis.

Nel 1999 E’ premiato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz italiano nel referendum della rivista Musica Jazz.

Nel 2000 esce il suo primo disco “Fast Flight” in quintetto con Rosario Giuliani pubblicato per la RED RECORDS. Nel 2002 VIA VENETO JAZZ pubblica il primo disco degli High Five Quintet “Jazz for More”Prima apparizione sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo, al fianco di Sergio Cammariere.

musicare BossoNel 2004 partecipa ad alcune date del tour europeo della Liberation Orchestra di Charlie Haden con gli arrangiamenti e la partecipazione di Carla Bley.

Nel 2005 partecipa alla creazione di “Uomini in Frac”, progetto dedicato alle canzoni di Domenico Modugno. Con lui Peppe Servillo, Furio di Castri, ma anche Javier Girotto e Rita Marcotulli.

Nel 2006 con gli High Five Quintet realizza l’album “Handful Of Soul” che consacra al successo Mario Biondi.In occasione del Brianza Open Jazz Festval nasce il Latin Mood, sestetto del quale è coleader con Javier Girotto. Vi partecipano Natalio Mangalavite, Luca Bulgarelli, Lorenzo Tucci e Bruno Marcozzi.

Nel 2007 Esordio discografico presso BLUE NOTE / EMI ITALIA con “You’ve Changed” in quartetto e archi con gli arrangiamenti di Paolo Silvestri.

Nel 2008 esce con BLUE NOTE / EMI ITALIA di “Five Four Fun” con l’High Five Quintet.Pubblica, sempre con BLUE NOTE/EMI “Sol!”, il primo disco con i Latin Mood.Per la prima volta, con gli High Five Quintet, suona al Blue Note di Tokyo, e in quella occasione registra il disco Live For Fun, pubblicato dalla EMI JAPAN.

 

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Nel 2009 vince il TOP JAZZ come miglior disco dell’anno con “Stunt”, in duo con Antonello Salis, pubblicato per la PARCO DELLA MUSICA RECORDS Pubblica per BLUE NOTE /EMI “Split Kick” con gli High FiveAncora al Festival di Sanremo, al fianco dell’esordiente Simona Molinari.

Nel 2010 partecipa al progetto di Aldo Romano “Complete Communion”, pubblicato con DreyfusPubblica “Spiritual” in trio con Alberto Marsico e Alessandro MinettoRealizza con PONY CANYON, per il mercato giapponese, il CD “Libero” in quartetto e la partecipazione di Roberto Cecchetto.Ancora Top Jazz 2010 come miglior trombettista. Torna al Festival di Sanremo, al fianco di Raphael Gualazzi.

Nel 2011 registra a Londra, agli Air Studios, “Fabrizio Bosso plays Enchantment L’Incantesimo di Nino Rota” con la London Symphony Orchestra, Claudio Filippini, Rosario Bonaccorso e Lorenzo Tucci e con gli arragiamenti e la direzione del M° Stefano Fonzi , pubblicato da Schema Record. Partecipa alla nuova produzione ” Memorie di Adriano”, tributo alla musica di Adriano Celentano, sempre con Servillo, Di Castri, Girotto e la Marcotulli.

Nel 2012 festival di Sanremo, come special guest di Nina Zilli. E’ ospite speciale su Canale 5 della trasmissione “Panariello non esiste”, si esibisce con James Taylor, Massimo Ranieri, Rocco Papaleo e Renato Zero. Pubblica con Schema Records il secondo disco con i Latin Mood “Vamos”Esegue in diretta su RAI 3 la sigla dell’ultima puntata della stagione della trasmissione Ballarò.Umbria Jazz lo chiama per eseguire le partiture di Gil Evans “Miles Ahead” e “Quiet Nights” con la Eastman Jazz Orchestra diretta da Ryan Truesdell.Rappresenta l’Italia con Antonello Salis al Santiago Jazz festivalPubblica per ABEAT l’album “Face to Face” in duo con Luciano Biondini.

musicare Bosso1

Nel 2013 festival di Sanremo nuovamente al fianco di Raphael Gualazzi. Condivide il palco con Gabriele Cassone per un repertorio “tra il Barocco e il Jazz” eseguito con l’Orchestra della Magna Grecia con gli arrangiamenti del M° Stefano Fonzi”Da vita a “WE LOVE YOU Jazz’n soul” dedicato ai grandi interpreti della Soul Music. Chiama accanto a sè Nina Zilli e la band composta da Julian Oliver Mazzariello, Egidio Marchitelli, Marco Siniscalco, Emanuele Smimmo. Il tour avrà inizio il 15 maggio per concludersi il 5 ottobre. A fine maggio tiene tre concert a Tokyo con il suo Enchantment Quartet e a fine giugno suona a Buenos Aires con i Latin Mood. In settembre è ospite d’onore della star britannica Ian Shaw sul palco del Ronnie Scott’s di Londra, registrando il sold out e grande apprezzamento da parte del pubblico del famosissimo Club londinese. Il 31 Ottobre, in occasione del Roma Jazz Festival, condivide il palco dell’Auditorium Parco Della Musica con Massimo Popolizio e Julian Oliver Mazzariello, per la prima dello spettacolo “SHADOWS le memorie perdute di Chet Baker”. Il 17 novembre a Torino un grande evento organizzato dal Moncalieri Jazz Festival per celebrare il suo 40esimo compleanno. All’Auditorium della RAI viene eseguito Enchantment, l’incantesimo di Nino Rota, con l’orchestra sinfonica nazionale della RAI e, nella seconda parte della serata si avvicendano sul palco tutti gli artisti che hanno accompagnato Fabrizio negli anni della sua carriera, da Lorenzo Tucci e Rosario Bonaccorso a Raphael Gualazzi, da Julian Mazzariello o Rosario Giuliani a Nina Zilli, da Alessandro Minetto e Alberto Marsico a Mario Biondi. Il 26 novembre esce PURPLE, il secondo lavoro discografico dello Spiritual Trio, con Alberto Marsico e Alessandro Minetto. Il disco esce per la Verve (Universal) e viene promosso in un lungo tour che attraversa l’Italia per culminare nei 4 concerti a Umbria Jazz Winter.

 

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Nel 2014 l’anno comincia con una trasferta dall’altra parte del mondo, a Jakarta, dove Fabrizio tiene un concerto in duo con Julian Oliver Mazzariello. Prosegue con la nascita del nuovo quartetto, composto da Mazzariello al pianoforte, Luca Alemanno al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. Con questa nuova formazione Fabrizio si dedica completamente alla sua musica.

 

Toni De Giorgi.

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storiadiunamicizia mango

A distanza di due mesi dalla sua scomparsa voglio parlare di Pino Mango, della sua lunga carriera, di un amico, di un grande musicista che ho avuto l’onore di conoscere personalmente. Pino è stato un grande uomo prima che un grande musicista. Una vita dedicata alla musica e alle iniziative sociali e solidali….La sua voce poi, era uno strumento, un’estensione vocale spaventosa, una sonorità che pochi in Italia hanno. Ricordo ancora la presentazione del suo disco organizzato qui a Potenza l’8 giugno 2014. Dopo tanti anni di amicizia mi ha dato l’onore di suonare per lui sul palco del Teatro Stabile e di aprire la sua serata con “La rosa dell’inverno” insieme a Serena e Vito. Sono gesti che non si possono dimenticare. Quel giorno lo ricordo vivo come se fosse oggi. Una giornata di festa tra amici, musicisti che si incontrano dopo qualche anno tra commenti, risate, gli occhi lucidi in certi momenti particolarmente emozionanti nell’ascoltare la sua voce le sue parole …

Non riesco a scrivere più nulla, scusatemi!!!

Ciao Pino. Grazie per quello che ci hai lasciato!!!

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Mango nasce a Lagonegro (Pz) nel 1956. Da piccolo inizia a suonare con vari gruppi spaziando dalla musica rock al blues. Da li inizia a comporre pezzi propri.

ORO è il primo grande successo internazionale, a cui seguono: “Australia”, “Lei verrà”, “Odissea”, “Sirtaki”, “Bella d'estate”, “Nella mia città”, “Come Monna Lisa”, “Mediterraneo”, “Dove va”, “Giulietta”, “La rosa dell'inverno” e “Luce”.

Per CREDO (1997) Mango si avvale della collaborazione di musicisti di fama internazionale come Mel Gaynor (batterista Simple Minds), David Rhodes (chitarrista di Peter Gabriel) mentre Greg Walsh cura gli arrangiamenti. I testi vengono scritti da Mogol e dal fratello Armando Mango.

Nel 1998 Mango firma il contratto con la WEA Records. A maggio del 1999 esce VISTO COSÌ, una raccolta dei suoi successi rivisti e riarrangiati, con due brani inediti composti appositamente per questo disco da Pino e Armando Mango insieme a Pasquale Panella. La produzione e gli arrangiamenti dei due nuovi brani vengono curati da Celso Valli.

Dopo 5 anni, Mango torna con un album di brani inediti. Il 31 maggio 2002 viene pubblicato DISINCANTO, album frutto di un nuovo percorso artistico del cantante lucano, improntato principalmente sulla ritrovata vena compositiva, contenente dodici brani inediti, anticipato con successo dal primo singolo “La rondine”, pubblicato il 24 maggio 2002.

A due anni di distanza esce TI PORTO IN AFRICA: contiene nove canzoni inedite in stile pop-rock scritte dallo stesso Mango, e il brano “Satellite”, cover del gruppo belga Soulwax; il disco è prodotto da Rocco Petruzzi e vede la partecipazione di Lucio Dalla, che duetta con Mango nel brano “Forse che si, forse che no”. Quindi, nel 2005, arriva TI AMO COSÌ, che contiene una rivisitazione del classico “I’ te vurria vasà”, scritta nel 1900 da Vincenzo Russo ed Edoardo Di Capua.

Nel 2007 Mango è a Sanremo con “Chissà se nevica”, che viene inserita in L'ALBERO DELLE FATE, nuovo disco di inediti. Pressoché in contemporanea pubblica il suo secondo libro di poesie. Dopo un anno mezzo circa arriva ACCHIAPPANUVOLE, album di cover con riletture di DeAndré, Fossati, Elisa.

Nel maggio 2011 esce LA TERRA DEGLI AQUILONI, anticipato dal singolo “La sposa”, scritto con Pasquale Panella. Nell’autunno 2013 viene annunciato un nuovo album di cover, ideale prosecuzione di ACCHIAPPANUVOLE, che nel frattempo è diventato disco di platino. Il lavoro esce a fine maggio 2014, si intitola L’AMORE INVISIBILE ed è preceduto dalla rilettura di “Scrivimi” di Nino Buonocore.

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Muore l'8 dicembre, per un infarto durante un concerto nella sua Lucania, all'età di 60 anni.

Toni De Giorgi

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Keith JarretKeith Jarrett, pianista, clavicembalista e compositore nato ad Allentown (Pennsylvania), negli Stati Uniti l’8 maggio 1945, è considerato tra i più importanti pianisti jazz viventi. Inizia a studiare pianoforte all'età di tre anni, svolgendo studi classici e venendo incluso in varie esibizioni all'Academy of Music di Philadelphia e al Madison Square Garden. A 9 anni si esibisce nel primo concerto poi gli studi presso la Berklee College of Music di Boston dove vince una borsa di studio per studiare alla prestigiosa cattedra di Nadia Boulanger a Parigi .

Nel 1964 si esibisce al Village Vanguard, incontra il clarinettista Tony Scott, che aveva suonato anche con Billie Holiday.

Nel 65 incontra Jack DeJohnette, Charlie Haden, icona del contrabbasso free, e Paul Motian, batterista passato per il trio di Bill Evans.

Il primo album da leader, Life Between the Exit Signs (1967), pubblicato dall’etichetta Vortex, seguito da Restoration Ruin (1968). Un altro album, Somewhere Before, pubblicato nel 1968 per l’etichetta Atlantic.

Dopo che Miles Davis ascolto’ Jarrett in un club di New York gli fu proposto di entrare a far parte del gruppo di Davis, suonando il piano elettrico e l’organo elettrico, in tre album : Miles Davis at Fillmore: Live at the Fillmore East, The Cellar Door Sessions e Live-Evil, composto per lo più da registrazioni rimaneggiate di The Cellar Door Sessions. Inoltre suona l’organo elettrico in Get Up With It; il brano in cui suona, Honky Tonk, è una variante di una traccia presente in The Complete Jack Johnson Sessions.

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Sin dai primi anni settanta Jarrett si dedica alla musica classica, registrando esclusivamente per l’ECM. Da ricordare:In The Light (1973). Collabora il chitarrista Ralph Towner. Si compone di pezzi brevi per solo piano, strumenti a corda e varie combinazioni di strumenti da camera, inclusi un quartetto di corde, un quintetto di ottoni e una composizione per violoncello e tromboni. Questa collezione testimonia l’interesse del giovane compositore per una serie di stili classici, con differenti risultati espressivi.

Luminessence (1974) ed Arbour Zena (1975), entrambi alternano frammenti composti per strumenti a corda ad improvvisazioni di musicisti jazz, tra cui Jan Garbarek e Charlie Haden. I cordofoni hanno un suono struggente, contemplativo, tipico dello “stile ECM” degli anni ’70, corroborato dalle appassionate improvvisazioni del sassofono di Garbarek. Sebbene molti appassionati di musica classica considerino questi due album poco rappresentativi, va tenuto presente che l’impegno di Jarrett era volto a creare una fusione tra musica scritta e improvvisata, piuttosto che a scrivere musica prettamente classica.

The Celestial Hawk (1980) è una composizione per orchestra, percussioni e piano. Eseguito dalla Syracuse Symphony Orchestra, direttore Christopher Keene, Jarrett al pianoforte. Il maggior contributo di Jarrett come compositore classico. Bridge of Light (1993) l’ultimo album di composizioni classiche di Jarrett. L’album contiene tre pezzi per solista e orchestra e uno per violino e piano, composti dal 1984 al 1990.

Johann Sebastian Bach: Jarrett ha pubblicato vari album in cui esegue sue composizioni.

Nel 1995 l’etichetta Music Masters Jazz pubblicò un CD nel quale Jarrett suona la parte di piano solo in Lousadzak, un concerto di pianoforte del compositore americano Alan Hovhaness. Conduce Dennis Russell Davies.Oltre al suo lavoro di compositore classico, Jarrett ha anche pubblicato album di musica classica per la collana New series della ECM. Tra i più importanti:

Arvo Pärt, Fratres dall’album Tabula Rasa con Gidon Kremer (1984)Johann Sebastian Bach, Das Wohltemperierte Klavier, Book 1 (1987)Johann Sebastian Bach, Goldberg Variations (1989)

Johann Sebastian Bach, Das Wohltemperierte Klavier, Book 2 (1990)Georg Friedrich Händel, Six Sonatas for Recorder and Harpsichord (1990)Dmitri Shostakovich, 24 Preludes and Fugues (1991)

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Johann Sebastian Bach, 3 Sonaten für Viola da Gamba und Cembalo (1991)Johann Sebastian Bach, The French Suites (1991)Georg Friedrich Händel, Suites for Keyboard (1995)Wolfgang Amadeus Mozart, Piano Concertos, Masonic Funeral Music and Symphony in G Minor (1994)Wolfgang Amadeus Mozart, Piano Concertos and Adagio and Fugue (1996)J.S. Bach, Six Sonatas for Violin and Piano, BWV 1014-1019 - Michelle Makarski & Keith Jarrett (2013) - nona posizione nella Classical Albums statunitense

Dal 1971 al 1976 Jarrett aggiunse il sassofonista Dewey Redman con Haden e Motian. Il Quartetto Americano venne spesso integrato con un percussionista addizionale, come Danny Johnson, Guilherme Franco, Airto Moreira e, sporadicamente, il chitarrista Sam Brown. I componenti si prestano a suonare una varietà di strumenti: spesso si può ascoltare Jarrett al sax soprano o alle percussioni, Redman alla musette e Motian e Haden su diverse tipologie di percussioni. Haden produce una varietà di suoni pizzicati e percussivi con il basso acustico, anche filtrandolo con il wah-wah nella traccia Mortgage On My Soul dell’album Birth. Il gruppo pubblicò per le etichette Atlantic Records, Columbia Records, Impulse! Records and ECM.

A fine degli anni settanta, in concomitanza al Quartetto Americano, Jarrett guidò il Quartetto Europeo, che pubblicò per l’ECM, composto dal sassofonista Jan Garbarek, dal bassista Palle Danielsson e dal batterista Jon Christensen. Lo stile di questa formazione è simile a quello del Quartetto Americano, ma molte delle peculiarità d’avanguardia e Americana sono sostituite dalle influenze della tradizione musicale europea che caratterizzano gli artisti ECM di ogni epoca.

Il primo album di Jarrett per l’ECM, Facing you, è di solo piano, registrato in studio. Altri dischi vennero registrati con la stessa modalità nella sua carriera, inclusi Staircase (1976), The Moth and the Flame (1981) e The Melody At Night, With You (1999). Book of Ways (1986) è una registrazione studio di clavicordo solo.

Dal 1973 Jarrett si esibì in concerti completamente improvvisati, le cui registrazioni, tra cui The Köln Concert (1975), Sun Bear Concerts (1976), lo hanno reso uno degli artisti jazz di maggior successo commerciale. Jarrett ha argomentato che le sue migliori esibizioni si sono originate nelle occasioni in cui partiva privo di preconcetti su cosa stava per suonare.

Nel 1983 nasce il Trio Standards, ovvero l'incontro di Jarrett con il contrabbassista Gary Peacock e con DeJohnette. In quell’anno Jarrett propone al bassista Gary Peacock e al batterista Jack DeJohnette di registrare un album di standard jazz, intitolato semplicemente Standards, Volume 1. Fanno seguito immediatamente Standards, Volume 2 e Changes, registrati nella medesima sessione. Il successo di questi album e il conseguente tour del gruppo consacrarono questo nuovo Standards Trio nella rosa delle formazioni jazz storiche.keith jarrett piano solo

Il trio ha registrato numerosi album live e studio, nei quali rivisitano pezzi del repertorio jazz. Citano Ahmad Jamal come principale ispiratore, per il suo uso di linee melodiche e multitonali. Il trio ha anche pubblicato rielaborazioni di materiale originale. Ne è un esempio l’album Changeless (1987). Alcuni degli album di standard contengono tracce originali, attribuite a Jarrett ma consistenti in improvvisazioni del gruppo. Gli album live Inside Out (2001) e Always Let Me Go (2001) segnalarono un rinnovato interesse del trio per l’improvvisazione assoluta.

Da citare l’album At the Deer Head Inn (1992), un album live di standard, con Paul Motian in sostituzione di DeJohnette, registrato nel locale in cui Jarrett ebbe il primo ingaggio. Per la prima volta dai tempi del Quartetto Americano Jarrett e Motian suonano insieme e si rincontrano il batterista e il bassista che hanno collaborato nell’album Trio 64 (1963), di Bill Evans.

Un altro dei suoi concerti in piano solo, Dark Intervals (1987, Tokyo), non ha la forma di un’improvvisazione libera, a motivo della brevità dei pezzi. Si può considerare una suite di brevi composizioni, sebbene ciascuna di esse sia rigorosamente improvvisata. Inoltre, manca quella componente jazz che pervade gli altri concerti.

Nel 1990, da una sua esibizione parigina, viene tratto l'album Paris Concert. Nel '91 si esibisce a Vienna e viene registrato l'album Vienna Concert.

Dal 2000 ha ripreso ad esibirsi, da solo o con lo Standards Trio. Radiance (2002) riporta la registrazione di un concerto ad Osaka ed estratti di un concerto a Tokyo, pubblicato in versione integrale nel DVD Tokyo Solo (2006). A differenza degli altri concerti, in cui l’improvvisazione si sviluppava ininterrotta per 30-40 minuti, i concerti del 2002 consistono di una serie di brevi improvvisazioni (alcune della durata di un minuto e mezzo, altre di quindici o venti minuti).

Nel settembre 2005 alla Carnegie Hall Jarrett si è esibito nel primo concerto di solo piano in Nord America dopo circa dieci anni, pubblicato l’anno successivo in un doppio album, The Carnegie Hall Concert.

Da citare l’album At the Deer Head Inn (1992), un album live di standard, con Paul Motian in sostituzione di DeJohnette, registrato nel locale in cui Jarrett ebbe il primo ingaggio. Per la prima volta dai tempi del Quartetto Americano Jarrett e Motian suonano insieme e si rincontrano il batterista e il bassista che hanno collaborato nell’album Trio 64 (1963), di Bill Evans.

Tra le altre opere di Jarrett, ci sono Gary Burton & Keith Jarrett del 1971 – Burton viene citato per primo, ma tutte le composizioni meno una sono di Jarrett. Jarrett suona anche il piano elettrico-, Ruta & Daitya del 1972 in cui dopo aver condiviso l’esperienza con Davis, Jarrett e DeJohnette registrano questo album di duetti. Oltre al pianoforte acustico, Jarrett suona il piano elettrico e l’organo elettrico, l’unica volta in cui utilizza questi strumenti in un album dell’ECM; Hymns/Spheres del 1976 (improvvisazioni sull’organo del diciottesimo secolo dell’abbazia benedettina di Ottobeuren), Invocations/The Moth and the Flame del 1981, registrazione dello stesso organo di Hymns/Spheres dove Jarrett improvvisa al sassofono all’interno dell’abbazia, estremamente risonante; Spirits (1986) in cui Jarrett suona diversi tipi di fiati e Spheres del 1986, edizione digitale e ridotta di Hymns/Spheres.

Tra gli altri album della carriera di Jarrett ci sono Foundations (2 CD – le prime esibizioni, dai Jazz Messengers, passando per Charles Lloyd fino al trio con Haden e Motian), The Impulse Years, 1973-1974, gli album Fort Yawuh, Treasure Island, Death and the Flower e Backhand, Mysteries: The Impulse Years, 1975-1976, gli album Shades, Mysteries, Byablue e Bop-Be, Silence (1977), rimasterizzazione digitale di Byablue e Bop-Be, salvo l’omissione di tre tracce, Works, compilation edita dall’ECM, copre gli anni 1972 – 1981; :rarum (2 CD, ECM – brani selezionati da Jarrett, con lo scopo dichiarato di mettere in evidenza album (Spirits, Book of Ways, le improvvisazioni di organo) a suo parere trascurati, rispetto ai celebri lavori con il Quartetto Europeo, il Trio standard, e i concerti di solo piano. Dopo aver lasciato Davis, Jarrett non farà spesso da sideman, tuttavia compare in album di altri artisti, tra cui: Paul Motian: Conception Vessel (1972), Airto: Free (1972), Freddie Hubbard: Sky Dive (1972), Kenny Wheeler: Gnu High (1975), Charlie Haden: Closeness (1976), e con il fratello Scott Jarrett, anch'egli pianista, in Without Rhyme or Reason.

Jarrett ha sofferto di quella che venne diagnosticata come una sindrome da fatica cronica alla fine degli anni novanta, e fu costretto al confino nella sua casa per lunghi periodi di tempo. Grazie a questo isolamento, ha compiuto buoni progressi verso una completa guarigione ed ha registrato un nuovo album The Melody at Night, With You, originariamente ideato come regalo di Natale per la moglie. Nel 2004 Jarrett ha vinto il premio musicale Léonie Sonning, normalmente associato a musicisti di musica classica e a compositori, che in precedenza è stato assegnato ad un solo musicista jazz, Miles Davis. La prima persona a ricevere tale premio fu, nel 1959, Igor Stravinskij. Vive a Union, New Jersey.

Toni De Giorgi

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