logo2017

Commenta gli Articoli di Gocce!!!

Finalmente puoi commentare gli articoli di Goccedautore.it. Devi semplicemnte registrarti !!!

LOGO B 2 1

Musicare

musicare bruno 1

In questo articolo vi propongo il racconto e la storia di un grande musicista lucano, nonché amico da molti anni, Antonio Nicola Bruno, bassista-cantautore-compositore. Esperto di elettronica popular, la sua ricerca ha riguardato anche la taranta, le collaborazioni con il Neapolitan Power, una ricerca musicale che punta alla musica e alla parola. Antonio Bruno è un esempio di come trasporre la vita nell'arte, e di come l’arte diventi vita. Nato a Tricarico, in provincia di Matera nel 1962, la sua musica trasuda delle sue origini e di quelle della sua terra. Vive anni di profondi cambiamenti e di costume, dove il mondo contadino, ancora vivo, lasciava il posto alla modernizzazione, all’inurbamento, alla fuga dalla vita della campagna, alla possibilità di andare via per avere possibilità di essere altro. Durante i soggiorni a Tricarico, entra nel mondo della musica popolare con il cugino più grande di oltre 20 anni, Antonio Infantino, luminare e pioniere della riscoperta della musica popolare italiana, fondatore dei Tarantolati di Tricarico. Viene iniziato al mondo della musica terapeutica: la musica per guarire. Infantino, al pari dei musicisti salentini della taranta, e al pari di tutta la musica sciamanica presente in tutto il mondo, considerava la sua musica una terapia, “ eravamo, quando entrai a farne parte nel 1981, i dottori della musica”, racconta Antonio Bruno. E poi: “certe volte nei concerti ci vestivamo tutti di bianco, con i camici ed iniziavamo a suonare i pezzi, così senza una parola, in una atmosfera mistica e di trance, nostra e del pubblico. Analizzando la musica e l’armonia, tutti i brani, a parte piccole eccezioni, erano dei blocchi monocordo, ogni brano si sviluppava su un solo accordo e senza mai modulare altrove; la ricerca del potenziale curativo derivava dagli studi e della nostra stessa appartenenza al mondo tarantato dei contadini del sud, e del fatto che i “pizzicati” prediligessero nella cura soltanto un colore; ai musicisti spettava il compito di scoprirlo e perseguire la giusta tonalità ed il giusto tipo di tarantella fino alla guarigione del soggetto pizzicato”. E’ così che è nato il progetto Bellitamburi, con il quale si è proseguito su questo stesso tipo di ricerca timbrica, ritmica e con l’uso della parola, della poesia, della protesta, della rabbia e dell’amore, in italiano e in dialetto, un esperanto miscuglio di tutti gli idiomi del sud Italia, e della sua libertà di espressione. Il brano Danza e Ridanza, ancora oggi replicato con il gruppo di Tony Esposito, prosegue questo tipo di ricerca. Antonio Bruno afferma che gli effetti della musica sono l’obiettivo perseguito, cerca  la radice popolare della musica sulla quale far germogliare ciò che semina. Nei testi usa un dialetto nuovo, una specie di incontro tra i posti della sua vita, e soprattutto del sud Italia.

Scrive Antonio a proposito del Neapolitan Power: “grazie alla lunga militanza nel gruppo di Tony Esposito dal 2002, prima come autore e bassista, poi come cantante e chitarrista ho avuto modo di conoscere tutto il panorama musicale della città di Napoli. Ho potuto suonare con tutti i più grandi autori partenopei, e credo che i concerti più belli sono quelli fatti a Napoli con Pino Daniele nel 2012/2013 (Napul’ é ..tutta nata storia) sei concerti e poi nel 2013/2014 (Tutta nata storia live in Napoli), cinque concerti insieme al famoso rapper napoletano Clementino.

musicare bruno 2Ho  parlato e mi sono confrontato con Pino Daniele, un autore che ho sempre amato per la sua ricerca musicale e testuale. Durante le prove lui mi ascoltò incuriosito, tant’è che mi chiese di raggiungerlo nella sua casa-studio a Roma dopo il tour che però è stato interrotto prematuramente dalla sua scomparsa.

Durante queste prove che si tennero al Palatlantico di Roma, ricordo l’emozione di ascoltarlo provare da vicino, la strana sensazione di sentire e di vedere un autore così grande, di vedere quali direttive dava a tutti quei musicisti che sono da anni parte della storia della musica italiana.

Poi ci diede il suo palco ed ascoltò attentamente la performance che avremmo dovuto fare dopo qualche giorno al Palapartenope a Napoli, dovevano essere due concerti che divennero sei, un tutto esaurito, con un pubblico che conosceva tutte le canzoni a memoria.

Certamente degli eventi che resteranno nella storia dei concerti di Pino Daniele a Napoli, dove hanno preso parte tutti i gruppi più importanti dagli anni 70 ad oggi.

Con Tony Esposito, del quale sono diventato uno dei suoi più stretti collaboratori, ho fatto molte centinaia di concerti in Italia e nel mondo, partecipato a decine di manifestazioni, ho fondato con lui ed i famosissimi pittori americani Mark e Paul Kostabi il gruppo “New modernism” poi diventato “Kostabeat” e con loro abbiamo pubblicato tre cd, per Azzurra music e Warner e fatto vari concerti e collaborazioni.

musicare bruno 4Abbiamo inoltre fondato il gruppo “tam tam brass", con il gruppo dei solisti del Conservatorio di Santa Cecilia, quando anche il mondo della musica classica è andato in crisi ed i musicisti hanno deciso di uscire fuori dai teatri e di confrontarsi con i musicisti popolari.

Ne è nato un disco meraviglioso “tam tam brass” (2013 Sony music) ed abbiamo fatto con loro alcuni concerti e partecipato alla trasmissione “alle falde del Kilimangiaro” di Licia Colò per Rai 3.

Ancora grazie a lui è nata la mia collaborazione con il gruppo Petrameridie e con questi abbiamo partecipato alla “Notte della Taranta” a Melpignano, un concerto con 150.000 persone sotto al palco, una emozione ancora una volta difficile da descrivere. Anche quest’anno abbiamo suonato alla tappa di Cutrofiano, e fatto altri concerti che saranno sicuramente seguiti da un lavoro discografico.

musicare bruno 3Abbiamo fatto parte di numerose trasmissioni Rai, ed anche su Rai International e su radio Rai, molte esibizioni sono reperibili su YouTube, dove esistono centinaia di video della mia attività concertistica e di produzione. Contemporaneamente, in questi anni ho sviluppato con mio fratello Giorgio Bruno, percussionista, il gruppo dei “Bellitamburi”, con il quale abbiamo vinto nel 2006 il premio Heineken ed il premio città di Avella e pubblicato per CNI music l’album “Danza e ridanza" (2008). Un altro album che uscirà a breve.

Partecipazione come ospiti a due edizioni della Notte della tarmorra a Napoli. Oltre ai Bellitamburi, ho un progetto a mio nome come cantautore insieme al bassista produttore Maurizio Gambardella, il chitarrista Matteo Tundo e Giorgio Bruno alla batteria, con il quale ho pubblicato l’album “Magic sound” (2014) ed è in uscita “Elettronica popular”, un cd appena completato di cui spero di aver modo di parlarne tra qualche tempo dopo la sua pubblicazione. E’ Uscito anche un libro sul Neapolitan Power, intitolato “Per rabbia e per amore” scritto da Antonio D’Errico, uno scrittore e biografo campano che mi ha inserito in questo libro di interviste insieme ai più importanti autori contemporanei di Napoli, da Beppe Barra a Eugenio Bennato, da James Senese ad Antonio Onorato, Tony Esposito e altri.

Anche in questa intervista, ho portato il mio pezzo di Basilicata all’interno di un movimento che ha dato vita ad un vero e proprio genere musicale made in Italy.”

Toni De Giorgi

e-max.it: your social media marketing partner

musicare rich 1

«Quello che Paganini fu per il violino, Buddy Rich lo fu per la batteria: semplicemente il più grande artista che abbia mai suonato lo strumento. Lui costituisce un inarrivabile riferimento al quale noi, semplici e mortali batteristi, possiamo solo guardare». Con estrema efficacia il grande Peter Erskine sintetizza il mito di Buddy Rich, considerato da Gene Krupa e dall’unanimità dei percussionisti “il più grande batterista che sia mai esistito”.

Bernard "Buddy" Rich, nato a New York il 30 settembre 1917, è considerato il più grande batterista di tutti i tempi per tecnica, velocità, potenza e creatività sullo strumento ed è stato l’ispirazione per molti batteristi del passato e attuali come Dennis Chambers, Dave Weckl, Steve Smith, Steve Gadd Virgil Donati, Vinnie Colaiuta, John Bonham an Paice, Keith Moon, Jojo Mayer, Topper Headon, Carl Palmer, Billy Cobham il quale ha dichiarato che Rich è stato uno dei suoi modelli .

La sua carriera non era in realtà iniziata dietro ad una batteria.

Nato da una famiglia d'arte, suo padre faceva il ballerino e sua madre era cantante. A soli diciotto mesi debuttò in un musical accanto ai genitori; a due anni però già suonava quello che poi sarebbe diventato il suo strumento in "Stars and stripes forever"; a quattro anni esordì a Broadway, a sei era in tournèe in Australia. Henry Adler, batterista e didatta, ricorda con precisione le fasi del primo ingaggio di Buddy Rich: «Stavo lavorando al Crystal Cafè di Brooklin con due ragazzi in gamba, quando uno dei miei allievi mi presentò Buddy dicendomi che suonava meglio di Gene Krupa. Sentito ciò, volli subito ascoltarlo. Finita la sua esecuzione gli chiesi: “Dove hai imparato a suonare in quel modo?”. Lui mi rispose: “Non ho mai preso neanche una lezione!”. Fui così impressionato che ne parlai a Joe Marsala, il quale accettò di provarlo con la sua orchestra. Per metterlo alla prova, la band attaccò un nuovo pezzo ad una velocità insolita, ma Buddy lo tenne senza fare una piega. Al termine del brano venne lasciato uno spazio per l’assolo di batteria e alla fine l’intera sala era in visibilio: nessuno aveva mai sentito nulla del genere».

Terminato l’ingaggio con Marsala, Buddy entra nell’orchestra del trombettista Bunny Berigan (1937) ed in seguito lavora con il celebre clarinettista Artie Shaw (1939), fornendo alla sua orchestra una spinta e uno senso dello swing che prima non aveva. Dopo lo scioglimento del gruppo, il batterista è avvicinato da Tommy Dorsey, un suonatore di trombone la cui orchestra è allora conosciuta come “la General Motors del band business”. Rich ed un giovane cantante di nome Frank Sinatra, tra i quali nacque da subito una intensa e goliardica amicizia, diventano le star di Dorsey e, salvo un’interruzione per il servizio militare, lo furono fino alla fine del 1945.

musicare rich 2In seguito, dopo esser stato per nove anni un gregario, Buddy pensa che sia giunto il momento di suonare a modo suo, con una propria big band. Fu proprio Frank Sinatra, che ottiene un enorme successo a partire dal 1942, che finanziò la nascita della prima “Buddy Rich Orchestra” con venticinquemila dollari. Sfortunatamente però l’interesse del pubblico per queste grosse formazioni inizia a registrare un calo. Così il batterista, già conosciuto per le sue straordinarie doti, entra a far parte della celebre formazione dei “Jazz At The Philarmonic”, lavorando con Dizzy Gillespie, Charlie Ventura e Louis Armstrong. Una garanzia di successo dei concerti di questa band sono i leggendari duelli tra Buddy Rich e il grande Gene Krupa. Resta indimenticabile in questo senso una storica apparizione televisiva del 1966, che vede i due in un serrato confronto a suon di rulli sul palco del “Sammy Davis Junior Show”. Tuttavia, nonostante l’apparente rivalità, Gene e Buddy sono uniti da una solida amicizia, che dura fino alla morte di Krupa, nel 1973.

Se non altro, è proprio Gene che presenta all’amico Marie, una giovane e bellissima danzatrice che diverrà sua moglie. Negli anni Cinquanta il jazz vive un momento decisamente intenso. Inizialmente Buddy non trova molto lavoro nei piccoli gruppi bebop, così gira degli spot con Less Brown e i fratelli Dorsey, dirigendo piccoli gruppi e registrando con tutti i grandi, da Art Tatum a Charlie Parker. Inoltre per qualche tempo prepara uno spettacolo di night club nel quale, oltre alla musica c’è spazio anche per la danza. In quegli anni, ed in particolare nel periodo compreso tra il 1964 e il 1965, Buddy lavora con l’orchestra di Harry James.

Negli ultimi venti anni della sua carriera, andando contro ogni evidenza, il batterista è determinato a dimostrare che sotto la sua guida può esistere una grande orchestra. Dopo un inizio difficile a Las Vegas, egli riesce a sfondare in un club rock di Hollywood chiamato “Chez”. Ogni sera la sala è presa d’assalto dal pubblico, e la sua band diviene una delle massime attrazioni. Conosciuto anche per il suo umore caustico e per le sue doti d’intrattenitore, Buddy realizza numerose apparizioni televisive, partecipando al “Tonight Show” di Johnny Carson, al “Dick Cavett Show” e al “Merv Griffin Show”: ciò contribuisce a fare del batterista una vera star.

 

Fenomenale e stupefacente sul drum-set ad ogni singola esibizione, leader instancabile e sicuro della propria orchestra, Buddy gira il mondo, regalando emozioni ad ogni spettatore ed infiammando le sale da concerto piene di fans. Negli ultimi anni Rich introduce nel proprio repertorio nuovi brani che presentano influenze rock e dimostrano la sua abilità di adattarsi alle esigenze e ai gusti del suo pubblico. Egli conosce un successo internazionale grazie alla sua celebre rivisitazione di “West Side Story”, interpretata in una coinvolgente medley.

La semplice definizione di batterista jazz risulta sicuramente limitativa se applicata a Buddy Rich. Dobbiamo infatti considerare che egli ha completamente determinato il vocabolario, lo stile, l’intenzione e anche l’estetica della batteria contemporanea, modificandola come oggi noi la conosciamo. Se infatti si dice che la chitarra rock moderna nasce dalle intuizioni di Jimi Hendrix, è grazie a Buddy che la batteria compie la propria decisiva rivoluzione, trasformandosi da strumento composito di derivazione orchestrale a propulsore ritmico e dinamico - con velleità solistiche - fulcro e punto di partenza delle formazioni rock e pop. Dunque possiamo affermare che Buddy Rich sta alla batteria come Jimi Hendrix sta alla chitarra. musicare rich 3

Le energiche rullate, i soli mozzafiato, gli scambi tra i crash, gli incroci fra rullante, tom e timpano, la configurazione divenuta poi classica del drum set (la disposizione cosiddetta “aurea” con rullante, un tom e due timpani) e tutti gli espedienti tipici della musica rock sono stabiliti dall’incredibile Buddy già negli anni Quaranta, peraltro con esiti talmente alti da risultare ineguagliabili.

Non è difatti un caso che Ian Paice e John Bonham, colonne portanti del rock drumming,  abbiano sempre citato Rich come loro principale fonte di ispirazione: basta ascoltare e vedere i loro assoli in “The Mule” e in “Moby Dick” e confrontarli a quelli di Rich, per capire che altro non sono se non un tentativo di riprendere e riproporre le mosse, le trovate e le invenzioni del celebre batterista.

Buddy Rich morì a Los Angeles, 2 aprile del 1987, all'Ucla Medical Center per un tumore al cervello.

Toni De Giorgi

e-max.it: your social media marketing partner

musicare 1

Nato nel 1931 a Springfield in Massachusetts, Phil Woods ricevette il primo sassofono in dono all'età di 12 anni, ma non sapendo come suonarlo provò a rivenderlo per dei soldatini. Fu la madre ad impedirglielo, consigliandogli di rivolgersi ad un insegnante, Harvey LaRose, che lo indirizzò alla ricerca del suo suono grazie ai lavori di Benny Carter. Lo stesso Carter, nel corso degli anni, divenne un mentore e un amico. Phil Woods andò a studiare alla Juillard di New York nel 1948, dove si diplomò in composizione e clarinetto perché non esisteva il diploma in sassofono. Fece parte di diversi ensemble, tra cui il gruppo di accompagnamento della grande cantante Sarah Vaughan negli anni Cinquanta.

Divenuto sempre più conosciuto nel circuito jazz, Phil Woods suonò negli anni con i più grandi della musica black e non solo, come Charlie Barnet, Jimmy Raney, George Wallington, Gene Quill, Dizzy Gillespie, Buddy Rich, Quincy Jones, Benny Goodman, Sonny Rollins, Benny Carter, Thelonious Monk, Lee Konitz, Tito Puente, Clark Terry, Jon Hendricks, Tommy Flanagan, Red Mitchell, Tom Harrell, Billy Joel, Paul Simon, Stephane Grappelli, Louie Bellson, Steely Dan e Michel Legrand.

Dal grande pubblico è però conosciuto per aver suonato il solo di sax al fianco di Billy Joel in "Just the way you are" e per aver vinto 4 Grammy Awards su 7 nomination.

I Grammy (1975, 1977, 1982 e 1983) li sono stati attribuiti sia come Best Instrumental Jazz Performance, Individual or Group sia come Best Jazz Ensemble.

musicare 2Insignito del premio National Endowment for the Arts Jazz Masters nel 2007, uno dei maggiori premi per i jazzisti, Phil Woods commentò con queste parole il riconoscimento:

Il Jazz non morirà mai. È una musica che durerà per sempre, e mi piace pensare che la mia musica sia in qualche luogo per restarci, forse non per sempre, ma per influenzare qualcuno.

Phil Woods è morto qualche settimana fa a 83 anni il 29 settembre 2015 a East Stroudsburg, a causa di un enfisema polmonare.

 

 

 

 

 

 

 

Toni De Giorgi

e-max.it: your social media marketing partner

musicare pastorius

John Francis Anthony Pastorius, nato a Norristown il 1º dicembre 1951 e conosciuto come Jaco Pastorius, è stato un bassista, compositore e produttore discografico di jazz, fusion e funky, annoverato tra i più grandi bassisti di tutti i tempi e tra le figure simbolo del genere fusion. Il suo primo approccio alla musica avvenne suonando la batteria. Successivamente per una frattura a un polso e, pur di non rimanere inattivo, iniziò ad esercitarsi con quello che sarebbe poi diventato il suo strumento, il basso. Suonava generalmente un basso elettrico fretless.

Con il suo stile particolare è riuscito a caratterizzare il basso come solista, e ridefinire il ruolo del basso elettrico nella musica, suonando simultaneamente melodie, accordi, armonici ed effetti percussivi. Per numerosi bassisti anche non inerenti al jazz (dal pop al rock) è stato ed è ancora un importante punto di riferimento.

Tecnica e talento uniti a una personalità decisamente sopra le righe: queste tre caratteristiche resero Pastorius la leggenda che conosciamo. Leggenda nata con l'approdo ai Weather Report, la mirabolante band jazz-fusion in cui Jaco iniziò a militare nel 1976. Ci arrivò consegnando un nastro con la sua versione di "Donna Lee" di Charlie Parker al leader Joe Zawinul l'anno precedente e rischiando seriamente di non far parte del gruppo. Ansioso di ricevere una risposta, aveva anticipato l'ascolto della cassetta con una telefonata a Zawinul - rimasta nella storia - in cui si definiva "il più grande bassista del mondo".

Il loro rapporto fu importantissimo e determinante per la carriera e la vita di entrambi. Zawinul ricoprì a lungo il ruolo di maestro e padre putativo di Jaco: quando il disturbo bipolare di Pastorius divenne più grave (peggiorato dagli abusi di alcol e droga), si creò una rottura insanabile tra i due. Nel frattempo - paradossalmente - la carriera solista del "più grande bassista del mondo" raggiungeva vette eccelse (memorabile il "Birthday Concert" del 1982 a Miami) con riconoscimenti e collaborazioni illustri (Pat Metheny e Herbie Hancock, tra i molti).

Pastorius lasciò i Weather Report e iniziò una fulgida carriera da solista, pubblicando il suo secondo album Word of Mouth. Suonò inoltre in alcuni album di Joni Mitchell quali Mingus, Hejira , Don Juan's Reckless Daughter , Shadows and Light con Pat Metheny, Lyle Mays, Michael Brecker e Don Alias.

L'alcolismo e la tossicodipendenza accentuarono il suo squilibrio mentale, che successivamente fu diagnosticato come disturbo bipolare; le sue relazioni con i responsabili dell'industria musicale e i gestori dei locali peggiorarono al punto da non trovare nessuno disposto a ingaggiarlo per un concerto.

A questo declino inesorabile fecero da contrappunto alcune esibizioni entrate nella storia del jazz, come l'esibizione che si tenne a Miami nel 1982, in occasione del suo trentunesimo compleanno, più nota come The Birthday Concert, contornata dalla partecipazione di musicisti come Michael Brecker, Bob Mintzer, Peter Erskine e altri e seguita poi da una tournée in Giappone con una sezione di fiati composta dai Brecker Brothers e Bob Mintzer. musicare pastorius1

Successivamente ci furono altre formazioni e gruppi più ristretti, con i quali Pastorius ebbe modo di esibirsi nei locali di New York: su tutti spiccano il trio con Hiram Bullock alla chitarra e Kenwood Dennard alla batteria, e il quartetto con Steve Slagle, Mike Stern e Adam Nussbaum, con cui registra l'album Live in New York, Volume 5. Nell'ultimo album, Live in New York, Volume 7, Kenwood Dennard viene rimpiazzato da Victor Lewis.

Jaco Pastorius mori’ il 21 settembre del 1987, a soli trentasei anni a causa delle percosse subite da un buttafuori durante una delle sue nottate a base di stupefacenti, venne prima cacciato da un concerto di Carlos Santana e poi dal "Midnight Bottle Club". Mori’ in ospedale poche ore dopo essere entrato in coma. 

Toni De Giorgi

 

 

 

 

e-max.it: your social media marketing partner

musicare1Parlare di Ray Charles Robinson significa parlare di una leggenda della musica soul. Diventato cieco all’età di otto anni, è stato uno dei musicisti più importanti di tutti i tempi. Cantante e pianista statunitense, è considerato uno dei pionieri della musica soul.

Nonostante le sue origini umili e i problemi di vista causati probabilmente da una malattia o ad un'infezione mai curata causata dal contatto con acqua saponata, frequentò una scuola per sordi e ciechi in Florida, dal 1937 al 1945. Nel suo periodo di scuola gli venne insegnata solamente musica classica, quando lui avrebbe invece voluto suonare ciò che sentiva spesso alla radio: lo swing, il jazz ed il blues. Fu qui che conobbe appieno la musica ed imparò a comporre, a suonare strumenti musicali e a sviluppare il suo dono.

Dopo la morte della madre, Ray Charles non ritornò più a scuola. Andò a vivere a Jacksonville, presso una coppia, amica della madre. Per più di un anno suonò il piano per alcune band, al Ritz Theatre di LaVilla, guadagnando quattro dollari a sera. Successivamente si spostò ad Orlando, e poi Tampa, dove suonò assieme ad una band del sud chiamata The Florida Playboys. Fu questo il periodo in cui iniziò ad utilizzare i suoi occhiali, creati da Billy Stickles

Trasferitosi a Seattle, nello Stato di Washington, nel 1947, iniziò presto ad incidere dischi (la sua prima registrazione fu il singolo I Love You, I Love You (I Will Never Let You Go)/Confession Blues, del 1949) e il suo primo successo ad entrare nelle classifiche di vendita fu, nel 1951, Baby, Let Me Hold Your Hand. In seguito, con Ahmet Ertegün, firmò per la Atlantic Records. Quando entrò nell'industria discografica, il suo nome da artista venne abbreviato in Ray Charles, per evitare possibili confusioni con il pugile Sugar Ray Robinson.

A inizio di carriera fu influenzato - e questo lo si può evincere dalle prime registrazioni - dallo stile vocale di colleghi a quel tempo assai celebri, come Nat King Cole e Charles Brown. Le prime tournée le compì con Lowell Fulson ed ebbe modo di lavorare anche con Guitar Slim e Ruth Brown.

Charles affinò progressivamente uno stile personale che lo portò a miscelare una combinazione di vari generi musicali, fra cui il gospel e il jazz.

Seppe coniugare sonorità diverse, dal rhythm and blues alla musica country, dal Vocal jazz al piano blues fino al soul blues.

Nel 1959, in molte radio venne trasmessa la canzone What'd I Say, divenuta un successo. Dopo essere stato a lungo conosciuto negli ambienti R&B, con questo brano, Charles riuscì finalmente ad ottenere popolarità nell'ambiente della musica pop, contribuendo anche all'affermazione del genere soul. La canzone è stata nominata come la decima migliore di tutti i tempi nella Lista delle 500 migliori canzoni secondo la rivista Rolling Stone.

L'ultimo disco di Charles con la Atlantic fu The Genius of Ray Charles, uscito il medesimo anno di What I'd Say. Successivamente il musicista firmò per la ABC Records, sempre nel 1959.

Nel 1965 Charles venne arrestato per possesso di eroina, droga di cui era dipendente da circa 20 anni, e fu Questo fu il suo terzo arresto. Passò il 1966 in libertà vigilata, mentre il suo singolo Crying Time raggiungeva la 6ª posizione delle classifiche. Il brano vinse anche il Grammy Award for Best Male R&B Vocal Performance nel 1967.

Dalla fine degli anni sessanta agli anni settanta, le canzoni di Charles furono o successi o flop,con alcune grandi hit e lavori premiati dalla critica.

Nel  1977, Charles apparve in televisione come conduttore di Saturday Night Live.

Il 7 marzo 1979, come simbolo di riconciliazione dopo i conflitti per l'ottenimento dei diritti civili, Charles cantò Georgia on My Mind davanti all'Assemblea generale della Georgia. Dopo la performance di Charles, l'Assemblea adottò il brano come canzone ufficiale dello Stato il 24 aprile dello stesso anno.

Negli anni ottanta altri eventi aumentarono il successo di Charles tra il pubblico più giovane. Nel 1980 apparve nel film The Blues Brothers. Nel 1985 partecipò alla registrazione del singolo We Are the World, prodotto da Quincy Jones e inciso a scopo benefico da USA for Africa, un supergruppo di celebrità della musica pop, riunitesi secondo il modello della Band Aid di Do They Know it's Christmas? I proventi raccolti con We Are the World furono devoluti alla popolazione dell'Etiopia, afflitta in quel periodo da una disastrosa carestia. Il brano vinse il Grammy Award come "Canzone dell'anno", come "Disco dell'anno", e come "Miglior performance di un duo o gruppo vocale pop".

Pur essendo stato un sostenitore di Martin Luther King e dei diritti degli afroamericani negli USA, Charles incontrò varie controversie nel Sudafrica nel 1981,durante una protesta contro l'apartheid. musicare2

Nel 1989 Charles registrò una cover di una canzone della band giapponese Southern All Stars. Per la sua versione, il titolo del brano, Itoshi no Ellie, venne tradotto in Ellie My Love. Il singolo raggiunse la 3ª posizione delle classifiche nipponiche.[12] Ellie My Love vendette più di 400.000 copie e in Giappone divenne un gran successo.

Nel 1990, assieme a Chaka Khan, venne incluso nella hit di Quincy Jones, I'll Be Good to You, tratto dall'album Back on the Block. Dopo la morte di Jim Henson nel medesimo anno, Charles apparve in un tributo della CBS, The Muppets Celebrate Jim Henson. Diede un breve discorso riguardo alla morte di Henson, dichiarando che «prese una semplice canzone e la trasformò in un momento di grande potere». Charles si riferiva al brano It's Not Easy Being Green, che cantò insieme ai personaggi dei Muppets in ricordo di Henson.

Il brano Georgia on My Mind è stato il suo più grande successo. Il suo ultimo contributo alla musica è stato la produzione di un disco di duetti con B.B. King, Elton John, Norah Jones e Johnny Mathis. The Genius - come era stato soprannominato per il suo straordinario talento artistico, nel 1980 apparve nel film The Blues Brothers.

Nel 2004, Rolling Stone Magazine lo nominò 10º tra i 100 più grandi artisti di tutti i tempi e 2º nella classifica del 2008 dei 100 più grandi cantanti di sempre.

Charles morì il 10 giugno 2004 per le complicanze di una malattia al fegato all'età di 73 anni.

Toni De Giorgi

e-max.it: your social media marketing partner

mus Unibas1

La musica può essere uno strumento che unisca tutti sotto la sua ala comprensiva? Certo che si, anzi diventa un collante eccezionale soprattutto in certe situazioni. Come quella realizzatasi all’Università degli Studi della Basilicata che ha riunito intorno ad un progetto musicale studenti disabili e normodotati. Grazie al lavoro sinergico attivato dal Servizio Disabilita' e DSA dell’Ateneo lucano e dall’associazione musicale Tumbao di Potenza, è nata la Unibas Band, una formazione di undici elementi che si è cimentata nello studio della musica e nell’esecuzione di un vasto repertorio musicale. Le voci di Ida Trupo, Erica Salerno, Valentina Scialpi Antonino Latocca, le chitarre di Michele Garramone e Antonio Loprete, Lorenzo Catone al basso elettrico, Cesare Spera al sassofono, Felice Albano alla batteria, alle percussioni Vincenzo Nardozza e Andrea Mancino al pianoforte.

L’alchimia che si è creata fra studenti, anche con abilità diverse, ha fatto raggiungere alla Band risultati eccezionali. Tra cui un importante riconoscimento, nell'ambito del premio "Tomaso Viglione: uguaglianza nella diversità", grazie al videoclip prodotto dai giovani musicisti nei boschi del capoluogo lucano, al ritmo del "Cielo d'Irlanda" di Fiorella Mannoia.  

L’evento culmine è stato il concerto del 12 giugno presso l’Aula Magna dell’Università di Potenza in cui si sono uniti anche i giovani ospiti dell'Aias di Potenza, alcuni giovani migranti e i piccoli musicisti della Tumbao. Hanno eseguito brani tratti dal repertorio della musica italiana: Fiorella Mannoia, Battisti, Elisa, Modugno. E’ stato un gran successo e un grande esempio di civiltà perché la musica ha messo in comunicazione ragazzi e ragazze, bambini e bambini di diversa provenienza e di varie competenze. Un vero processo di inclusione sociale che ha visto protagonisti i giovani musicisti, i loro insegnanti e tutto lo staff organizzativo. mus Unibas2

Quando si dice che la musica non conosce barriere!

Toni DeGiorgi

e-max.it: your social media marketing partner

Music mcferrin1

Bobby McFerrin, cantante jazz conosciuto al grande pubblico con il successo internazionale Don't Worry, Be Happy, è anche  pianista e direttore d’orchestra. La sua caratteristica è l'orecchio assoluto e un'estensione vocale di 4 ottave.

All’età di sei anni cominciò a studiare pianoforte. Al  liceo fondò già il suo gruppo “Bobby Mack Quartet”. Nel ‘78 iniziò a cantare nel gruppo Astral project di New Orleans.

McFerrin  fu scoperto dal cantante Jon Hendricks,  lasciando un forte segno di sé nel ‘81 al Kool Jazz Festival di New York. Grazie a questo successo entrò nella band del chitarrista George Benson e poi in  tournée con Herbie Hancock. 

Nell‘84 incise il disco “The Voice”, il primo album, nella storia del jazz, per sola voce.

I suoi concerti molto particolari con la sola voce erano improvvisati, nulla di preparato ed erano in  costante interazione con il pubblico.

Music mcferrin2Nell‘86 vince con Cheryl Bentyne il Grammy Award for Best Vocal Arrangement for Two or More Voices e con Jon Hendricks il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per "Another Night in Tunisia" eseguita in Vocalese (album) dei The Manhattan Transfer.

Nel ‘87 vince il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per il brano 'Round Midnight della colonna sonora del film Round Midnight - A mezzanotte circa.

Nel ‘88 vince il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per il brano What Is This Thing Called Love? dell'album The Other Side of Round Midnight di Dexter Gordon e con Herbie Hancock al pianoforte.

Nel ‘88, con il brano Don't Worry Be Happy, canzone improvvisata nello studio di registrazione sovrapponendo due volte la propria voce, Bobby McFerrin raggiunse il vertice in quasi tutte le classifiche pop del mondo, (prima posizione nella Billboard Hot 100, in Australia ed Austria, la seconda in Svezia, Svizzera e Nuova Zelanda, la terza in Olanda e la quinta in Norvegia). La canzone fu usata da George Bush come sfondo ai suoi comizi della campagna presidenziale del 1988 sino a quando McFerrin, convinto sostenitore del Partito Democratico, non gli impose il suo stop.

Nel ‘89 vince il Grammy Award for Best Jazz Vocal Performance, Male per il brano Brothers dell'album Duets di Rob Wasserman.

Dieci volte vincitore del Grammy Award e all'apice della popolarità, McFerrin decise di studiare direzione d'orchestra, prendendo lezioni da Bernstein, Meier e Ozawa. 

Grazie all'entusiasmo e alla gioia che hanno sempre caratterizzato le sue esibizioni da solista, McFerrin ottenne successo anche nell'ambito della musica classica; nel 1990 diresse l'Orchestra Sinfonica di San Francisco, nel 1994 fu direttore creativo dell'Orchestra da Camera St. Paul e, nello stesso anno pubblicò Paper Music, una collezione di classici che rappresenta la sua prima registrazione come direttore d'orchestra. Music mcferrin3

Da allora collabora frequentemente con le più grandi orchestre del mondo, tra cui la New York Philharmonic e i Wiener Philharmoniker, che nel 2003 ha diretto nel tour europeo.

A maggio del ‘07 e del 2010 si è esibito al Teatro alla Scala di Milano dirigendo la Filarmonica della Scala.

Le registrazioni di Bobby McFerrin hanno venduto venti milioni di copie, e le sue collaborazioni con Yo-Yo Ma, Chick Corea ed Herbie Hancock lo hanno reso ambasciatore nel mondo del jazz e della musica classica.

Toni De Giorgi

e-max.it: your social media marketing partner

queenConcetto che spesso ripetiamo, per andare avanti quando ci confrontiamo con le difficoltà, frase sulla quale Freddie Mercury ci ha scritto una delle più indimenticabili canzoni The Show must Go on.

Chi è Freddie Mercury? Nato in india il 5 settembre del 1946 all’anagrafe, Farrokh Bulsara nel 1964 con la famiglia si trasferì in un sobborgo di Londra.

Diplomatosi a liceo artistico si dedicò al pugilato, e poi allo studio del pianoforte, solo una volta a Londra si dedicò alla musica. Ben presto mise in mostra le sue straordinarie doti di pianista e grande vocalist in gruppi come "Sour Milk Sea" e "Wreckage". Con questi comincerà a sviluppare le sue capacità artistiche e sceniche. Ma è l'incontro con Brian May e Roger Taylor che gli cambierà la vita. I tre fonderanno quel gruppo ormai universalmente conosciuto dal nome molto glamour di "Queen", suggerito dallo stesso Mercury che ne approfitta e cambia anche il suo nome.

Nel 1973 fu pubblicato il loro primo singolo ma non ebbe molto fortuna. L'anno seguente tuttavia "Seven seas of Rhye" arrivò al decimo posto nella classifica inglese, segnando l'inizio dell'inarrestabile ascesa della Band. Nonostante la critica avversa, da quel momento i Queen misero a segno un successo dopo l'altro rimanendo, per oltre 20 anni, ai vertici delle classifiche. 

We are the champions, we will rock you, the great pretender, boemia rhapsody, the miracle, I want you break free, the prince of universe, it’s a kind of magic…. Solo alcune delle tantissime canzoni dei queen che nonostante la prematura scomparsa (24 /11/1991)

Sul palco un leone, nella vita privata uomo riservato e molto premuroso in show must go on parla della malinconia, dei vuoti, delle paure forse un po’ di tutti… Buon ascolto!

Freddie era molto caro, ponderato e nobile. Nella sua vita privata era l'opposto di quella star provocante. Era molto premuroso. La sua nobiltà d'animo non era diretta solo verso gli amici e i collaboratori, anche sconosciuti ne hanno beneficiato. Amava la gente comune, normale. Sul palco era abbagliante, arrogante, provocatorio ma era molto, molto umano nella vita privata" - l amico Dave Clark

{youtube}A9ZdV0wrseAv=-cn-hbYZrFY{/youtube}

 

 

 

 

Show Must Go On Empty spaces what are we living for Abandoned places - I guess we know the score On and on, does anybody know what we are looking for... Another hero, another mindless crime Behind the curtain, in the pantomime Hold the line, does anybody want to take it anymore The show must go on, The show must go on Inside my heart is breaking My make-up may be flaking But my smile still stays on. Whatever happens, I'll leave it all to chance Another heartache, another failed romance On and on, does anybody know what we are living for? I guess I'm learning, I must be warmer now I'll soon be turning, round the corner now Outside the dawn is breaking But inside in the dark I'm aching to be free The show must go on The show must go on Inside my heart is breaking My make-up may be flaking But my smile still stays on My soul is painted like the wings of butterflies Fairytales of yesterday will grow but never die I can fly - my friends The show must go on The show must go on I'll face it with a grin I'm never giving in On - with the show I'll top the bill, I'll overkill I have to find the will to carry on On with the On with the show The show must go on... Show Must Go On Spazi deserti, per cosa viviamo? Luoghi abbandonati, forse noi conosciamo già la partitura Avanti e ancora avanti, qualcuno sa cosa stiamo cercando... Un altro eroe, un altro insensato crimine dietro le quinte, nella pantomima Resistere, c'è qualcuno che ce la fa ancora? Lo spettacolo deve continuare Lo spettacolo deve continuare Dentro ho il cuore a pezzi Il trucco si sta sciogliendo ma il mio sorriso indugia ancora Qualunque cosa succeda, lascerò tutto al caso Ancora dolore, un'altra storia d'amore finita Avanti e ancora avanti, qualcuno sa per cosa viviamo? Forse sto imparando, dovrei essere più cordiale, ora Presto girerò l'angolo, ora Fuori inizia ad albeggiare ma dentro, nell'oscurità, soffro a essere libero Lo spettacolo deve continuare Lo spettacolo deve continuare Dentro ho il cuore a pezzi Il trucco si sta sciogliendo ma il mio sorriso indugia ancora La mia anima è dipinta come le ali delle farfalle Le fiabe del passato crescono ma non moriranno mai Riesco a volare, amici miei Lo spettacolo deve continuare Lo spettacolo deve continuare Lo affronterò con un largo sorriso Non mi arrenderò mai Avanti con lo spettacolo Sarò l'attrazione principale, esagererò Devo trovare la volontà di andare avanti Avanti con lo… Avanti con lo spettacolo

Vito Coviello

e-max.it: your social media marketing partner

Iscriviti alla Newsletter di Gocce D'Autore