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Mercoledì, 02 Ottobre 2019 08:48

Una hair stylist tutta italiana

Scritto da 

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Maria Carmela Padula, classe ’87 di San Chirico Nuovo, Potenza.

 

Desiderosa di raccontare la sua storia non vede l’ora di incontrarmi, vuole dare una voce all’artigianato italiano in fuga. Si parla sempre dei cervelli in fuga e mai degli artigiani, perché?

Finalmente può raccontarsi e con soddisfazione affermare che all’estero anche l’artigianato italiano, il saper fare con le mani, l’essere artista, ha un valore in più. E qui si pone nuovamente la domanda, perché?

A 18 anni, dopo aver frequentato il liceo pedagogico, fa le valigie e lascia il suo paesino alla volta di Matera per poter frequentare l’Università dei beni culturali. E’ sempre stata attratta dal bello e dall’arte, pensa che questa sia la scelta giusta. Decide di rimanere a studiare in Basilicata poiché è molto attaccata alla sua famiglia e alla sua terra, tanto che parlarne la commuove.

Dopo un anno di studi all’Università non si sente soddisfatta, si guarda dentro e sente di vivere una vita triste. Non era quello che si aspettava, voleva altro. L’amore per il bello e per l’estetica la portano ad intraprendere una nuova strada, è così che inizia l’Accademia dell’Estetica, sempre a Matera. Ci tiene a sottolineare l’importanza che ha avuto la sua famiglia, la quale l’ha sempre sostenuta sia economicamente che moralmente. Inoltre vuol far sapere al mondo che anche gli hair stylist studiano e in questo si impegnano anche tanto. E non le piace quando le persone affermano “Ah, fai la parrucchiera!” con aria di sufficienza, solo perché c’è il preconcetto che queste non siano persone qualificate, che non abbiano sostenuto studi e che non siano professionisti.

Dopo l’Accademia questa biondina piena di vita trova lavoro a Potenza, in un salone. Carica di aspettative e desiderosa di esprimere il suo sapere, nonché la sua creatività inizia a lavorare. Nonostante questa la porti al raggiungimento della sua attesa indipendenza c’è qualcosa che non la fa sentire realizzata. Lei vorrebbe creare, lavorare nella moda, nello spettacolo, lei vorrebbe esprimersi!

Mentre si trova a vivere questo tormento interiore arriva la notizia: al suo ragazzo è stato proposto il dottorato a Brisbane. Non si può rinunciare a un’opportunità quando il destino te la offre. Maria però manda solo lui, lei è ancora troppo attaccata alla famiglia, alla sua terra, ancora non è pronta. Ma dopo mesi decide di tagliare il cordone ombelicale e di rischiare, incuriosita dai racconti del suo ragazzo che continua a sostenere che in Australia tutto è diverso, che qui si sarebbe potuta realizzare. Non aveva tutti i torti!

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I primi mesi sono difficili, ti senti un pesce fuor d’acqua. Ti ritrovi a fare i conti non solo con un mondo che non parla la tua lingua, ma con un sistema organizzativo completamente diverso. Inizia a cercare lavoro e si reca in un salone non lontano da casa, consegna il suo curriculum e resta allibita perché il colloquio dura qualche minuto. La titolare libanese, Carole Haddad trapiantata in Australia da piccina, le dice: “Sei Italiana? Da domani inizi a lavorare!”. Aver frequentato l’Accademia, l’aver lavorato in precedenza in questo campo e l’essere italiana erano stati sufficienti a dimostrare di avere formazione e competenza. Durante gli anni di lavoro Maria dimostra intraprendenza e dedizione al lavoro, creatività e manualità, non delude quelle che sono le aspettative della titolare. Lei non lo sapeva, ma il salone dove lavorava era uno dei più rinomati di Brisbane ed era frequentato da persone della TV, dello spettacolo. Ha iniziato a capirlo quando dei volti le sembravano familiari e si sforzava di ricordare dove avesse visto queste persone. Non poteva crederci: il suo sogno si stava realizzando!

Motivata dall’ambiente, dal fatto che qui in Australia quando inizi a lavorare in un posto nuovo non riparti dalla gavetta, ma dalla posizione in cui la tua esperienza ti colloca, dall’approccio al lavoro differente, si sente realizzata. Sono ormai cinque anni che Maria lavora da Corcorz, il suo impegno nel fare ciò che le piace l’ha portata a diventare manager del salone. In questi anni non sono mancate le soddisfazioni, infatti non solo hanno vinto diversi premi partecipando a concorsi e sfilate come ad esempio International’s British Hairdressing Award 2018, o ancora l’articolo sulla rivista Estetica Italiana, ma sono attualmente impegnate in un nuovo progetto. Nella prossima primavera australiana apriranno un’ Accademia. Maria è eccitata, potrà trasmettere il suo sapere. Sì, proprio lei che all’inizio conosceva l’inglese base per la sopravvivenza, insegnerà.

All’inizio è stata dura, ma oggi sorride! Fa ciò che le piace fare e si sente bene. E’ soddisfatta. E’ orgogliosa del fatto che i suoi sacrifici e quelli della sua famiglia siano serviti a qualcosa. E’ soddisfatta del fatto che sia riuscita a realizzarsi in un “paese straniero” senza l’aiuto di nessuno se non l’appoggio morale di suo marito. Lo è ancor di più quando racconta che qui le persone che fanno i lavori manuali sono rispettate e apprezzate, anche di più di quelle che hanno il colletto bianco. Questa non vuole essere una presunzione o una discriminazione, ma semplicemente voler precisare che qui le persone sono apprezzate per quello che sono, per quello che le piace fare, che non ci sono dei pregiudizi e che tutti sono uguali dal banchiere all’operaio, dal commercialista al cameriere.

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Alla domanda: “dove ti vedi domani?”

Inaspettatamente mi risponde: In Italia, in Basilicata. Allora le chiedo perché e soprattutto perché non Milano, visto che le piace lavorare nella moda e nel mondo dello spettacolo. Mi risponde che lei vorrebbe che il mondo della moda facesse una capatina in Basilicata, che abbiamo tanto da offrire. E’ una terra con un potenziale che ancora non è stato valorizzato. Lei vorrebbe avere il suo salone, la sua accademia nella sua terra. Vorrebbe sentirsi realizzata a casa propria, vicino alla sua famiglia, perché è questo che le manca di più: gli affetti. Lo racconta con gli occhi lucidi, oggi ancor di più poiché è in attesa. Vorrebbe per sua figlia quello che hanno avuto lei e suo marito, la serenità e la realizzazione della propria persona; ma vorrebbe anche che la figlia potesse vivere i nonni, gli zii e i cuginetti, perché l’aver vissuto questo al loro tempo, gli ha permesso di essere oggi chi sono.

Francesca Soloperto

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Francesca Soloperto

Dilettante Fotografa

Mi faccio catturare da tutto ciò che mi da emozione e immagazzino nel mio Io.

Sono curiosa verso tutto ciò che può insegnarmi qualcosa.

Sono curiosa verso l’Arte qualunque essa sia perché penso che sia espressione di un altro Io, dunque porta alla riflessione e al confronto, perciò crescita.

Considero il “Viaggiare” una forma di Educazione al Sapere e al saper Vivere, aspiro dunque a girare il Mondo…così da poter poi affermare: “ ho conosciuto, ho vissuto!”.

Cos’è per me la fotografia?

“Se guardando la foto questa mi da la stessa emozione che ho provato scattandola allora è lei, diversamente la cancello”.

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