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Mercoledì, 22 Gennaio 2020 09:04

Ti svegli una mattina e non hai più Nulla In evidenza

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In questo numero non vi racconterò una bella storia, esprimerò semplicemente il mio dispiacere per il disastro ambientale che sta vedendo protagonista l’Australia in questi ultimi mesi.

 

Colpa del surriscaldamento ambientale?

Incendi dolosi?

Le domande sono tante e si cercano risposte, di sicuro gli australiani sono una popolazione che non dimentica e vogliono che i colpevoli siano puniti. Essi vivono in simbiosi con la natura, il rispetto per flora e fauna prima di tutto.

Ancora una volta, in questi giorni, si riflette sul fatto che la civiltà più antica ancora esistente, gli aborigeni, avevano pratiche per prevenire gli incendi estivi affinché non dilagassero in questo modo. Appiccavano fuochi preventivi, “ fuoco prescritto”, per pulire il sottobosco, poiché sapevano che durante la torrida estate gli incendi avrebbero trovato terreno fertile per estendersi.

Forse gli incendi sono scoppiati anche per mano dell’uomo?! Sono proprio quelle le aree che interessano un grande progetto ferroviario per l’alta velocità, che vedrà l’accorciarsi delle distanze nella grande Australia e la nascita di nuovi mall nelle vicinanze. Queste sono solo ipotesi, nulla di certo.

Di certo c’è che è stato decretato lo stato d’emergenza negli Stati colpiti dal disastro ambientale. Centomila le persone evacuate poiché i forti venti e la non pioggia rende difficile lo spegnimento dei focolai. Sono stati richiamati in servizio oltre 3mila militari della riserva (numeri da guerra), ma i numeri più agghiaccianti sono quelli che vedono vittime gli animali. Si calcola che potrebbero essere stati uccisi direttamente e indirettamente oltre un miliardo di animali. Un‘ingente perdita per la biodiversità: 8,4 milioni di ettari sono andati in fumo, 25 persone sono morte e sono bruciate almeno 2000 case. Il fumo degli incendi è arrivato addirittura in Cile e Argentina, oltre che in Nuova Zelanda. Sembra una vera apocalisse, soprattutto se alzi gli occhi al cielo o guardi verso l’orizzonte, l’unico colore che riesci a vedere è arancione.

Il WWF annuncia che le cifre sono dettate dagli studi del professor Chris Dickman dell’Università di Sydney. Le cifre sono allarmanti per i koala, i canguri, i wallaby oltre che per gli uccelli, ci sono aree incontaminate che sono completamente bruciate e il rischio è l’estinzione di alcune specie di animali oltre che di piante. I reali danni si potranno stimare solo quando i fuochi saranno spenti e tutti aspettiamo con ansia questo momento, ma qui Down Under siamo solo a metà estate e si prevedono picchi oltre i 40°C per le prossime settimane.

Si poteva prevedere? Beh, le non piogge delle primavera ci avevano già avvisato che avremmo avuto una torrida estate con alte temperature. Il bush australiano è fatto per bruciare; per natura esso brucia e poi è capace di riprodursi in quanto i semi sono impermeabili al fuoco. Dunque se da un lato si distrugge la vegetazione esistente  dall’altro si aprono nuovi spazi per riprodursi e rinnovarsi. Gli stessi falchi trasportano rametti ardenti per propagare gli incendi su nuove aree, liberando così la visuale su nuovi territori di caccia.

Questa volta però la situazione è degenerata, complici i recenti due anni di siccità, le temperature record registrate a Dicembre con punte di 49°C. Inoltre a causare ciò abbiamo il riscaldamento delle acque del Pacifico meridionale, El Niño, il quale sta distruggendo anche la barriera corallina più grande al mondo, oltre che causando la scomparsa della fauna marina. Ma questa volta il principale indiziato sembra essere il Dipolo dell’Oceano Indiano (IOD) che porta aria secca sulle coste australiane ed è scientificamente provato che questo fenomeno si triplica con i riscaldamento globale (Università di Tokyo). A questo si somma la politica dell’attuale governo, come dei precedenti, che non hanno fatto nulla per la questione climatica, soprattutto perché qui l’industria del carbone la fa da padrona. Mi chiedo se la posizione dell’Australia sul trasferimento dei crediti di carbone sarà ancora così insistente quando siederanno di nuovo al tavolo dei potenti.

Purtroppo le conseguenze dell’accaduto non resteranno in Australia.

Il fumo rende l’aria pericolosa da respirare, proprietà e attività distrutte per miliardi di dollari di danni. In più gli incendi rendono ancora più grave la crisi climatica contribuendo all’aumento di CO2 atmosferica depositando i loro residui sui ghiacciai neozelandesi che rischiano di fondersi con maggiore rapidità, come racconta il Post. E’ come un circuito che ormai si è innescato, noi però con le nostre azioni possiamo solo rallentarlo. Vi lascio con una domanda/riflessione: vi siete chiesti perché le grandi potenze si stanno tanto impegnando nel cercare un pianeta sul quale è possibile vivere?

Questa volta a salvare le specie non sarà un’arca bensì una navicella spaziale.

 

Francesca Soloperto

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Francesca Soloperto

Dilettante Fotografa

Mi faccio catturare da tutto ciò che mi da emozione e immagazzino nel mio Io.

Sono curiosa verso tutto ciò che può insegnarmi qualcosa.

Sono curiosa verso l’Arte qualunque essa sia perché penso che sia espressione di un altro Io, dunque porta alla riflessione e al confronto, perciò crescita.

Considero il “Viaggiare” una forma di Educazione al Sapere e al saper Vivere, aspiro dunque a girare il Mondo…così da poter poi affermare: “ ho conosciuto, ho vissuto!”.

Cos’è per me la fotografia?

“Se guardando la foto questa mi da la stessa emozione che ho provato scattandola allora è lei, diversamente la cancello”.

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